La Casa della Legalità - Onlus è un'associazione nazionale di volontariato, indipendente ed opera senza finanziamenti pubblici o sponsor

seguici e interagisci suFACEBOOK TWITTER  YOUTUBE

CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie | Osservatorio sui reati ambientali | Osservatorio su trasparenza e correttezza della P.A.

Confisca CANFAROTTA. La situazione, la denuncia e le proposte

Quella dell'operazione “TERRA DI NESSUNO”, promossa ed eseguita dal Centro Operativo D.I.A. di Genova con la collaborazione dell'Arma dei Carabinieri il 3 luglio 2009, a carico dei CANFAROTTA – LO RE è stata una delle più consistenti e rapide confische nel nord Italia, nonostante fosse ancora in vigore la vecchia e più complessa normativa sulle misure preventive. Un risultato a cui come Casa della Legalità, con la costante collaborazione dei Liberi Cittadini della Maddalena, si è portato un concreto contributo perché il contrasto all'illegalità, alle mafie come allo sfruttamento della prostituzione, deve vedere un azione civile concreta e collaborante con le Autorità dello Stato, non limitandosi a slogan o parate.

Ai CANFAROTTA – LO RE, oltre alla misura della Sorveglianza Speciale di P.S., sono stati confiscati beni per un valore di circa 5 milioni di euro. Beni immobili principalmente a Genova, nel centro storico ma anche a Coronata (otto), a Cornigliano (due) e Sampierdarena (quattro), a Rivarolo (uno) e Campasso (uno), ad Apparizione (uno). Quelli di Fontanigorda (tre terreni, due magazzini, sei appartamenti) non hanno visto, invece, seguito al sequestro. Due i beni confiscati anche a Ceva (una colonna intera di un vecchio casolare contadino) in provincia di Cuneo ed altri anche nella città di Palermo (otto beni immobili e due terreni)...

Leggi tutto

Stampa Email

A confisca i beni dei Canfarotta - Operazione Terra di Nessuno



A confisca i 5 milioni di beni dei Canfarotta[IN CODA IL COMUNICATO STAMPA DELLA DIA E DEI CC, OLTRE AI LINK AI PRINCIPALI ARTICOLI, VIDEO E DOCUMENTI PRECEDENTI]
La Casa della Legalità esprime la propria soddisfazione ed il ringraziamento per l'arrivo in meno nove mesi alla confisca dei beni della famiglia CANFAROTTA che erano stati sequestrati il 3 luglio 2009 con l'Operazione antimafia "Terra di Nessuno" realizzata dalla DIA di Genova, con la collaborazione dell'Arma dei Carabinieri...

Leggi tutto

Stampa Email

Genova-Palermo, operazione antimafia di DIA e CC, oltre 5mln di beni sequestrati

La mappatura dei bessi e della prostituzione della Maddalena (2008)[IL VIDEO DEI SERVIZI TG RAI ED ALTRO TRA CUI LE NUOVE MINACCE DA VICO DELLE MELE E LE VECCHIE PAROLE DEL BOSS CACI]
NELL'ARTICOLO IL VIDEO DELLA SINTESI - 13 min - della conferenza stampa DIA e CC del 3 LUGLIO 2009 - LA LISTA DEI BENI IMMOBILI DEI CANFAROTTA A GENOVA - IL VOLANTINO DELLA CASA DELLA LEGALITA' - IL LINK AL VIDEO E COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DELLA DIA E CC

Alle 5:30 erano già in azione i reparti nel Centro Storico di Genova. Camminando per i carruggi si incrociavano pettorine della DIA e dei Carabinieri, accompagnati da Vigili del Fuoco e Polizia Municipale. E' una maxi operazione antimafia congiunta della Direzione Investigativa Antimafia e Arma dei Carabinieri che si svolge in contemporanea tra il Centro-Storico di Genova e Palermo.
Nell'operazione sono stati sequestrati beni immobili tra appartamenti, "bassi" e negozi, per un valore superiore a 5 milioni di euro. Nel mirino principale dei reparti antimafia vi è la famiglia Canfarotta, originaria di Palermo, storicamente attiva a Genova nello sfruttamento della Prostituzione e tratta di clandestini (designati a prostituzione e caporalato). Famiglia che abbiamo indicato più volte e che deteneva un patrimonio "ingiustificabile" per le proprie condizioni.
Ecco la lista completa dei beni che risultano direttamente intestati ai componenti della famiglia Canfarotta a Genova - formato .pdf - clicca qui

Quello che i Caci, i Canfarotta, come gli Zappone, i Fiumanò, gli Alessi e cumpari vari, anche grazie alla manovalanza straniera, consideravano il loro "territorio" torna ad essere il territorio dei cittadini. Dopo anni di mobilitazioni, dopo manifestazioni, denunce e segnalazioni, dopo la presa di coscienza dei "liberi cittadini" della Maddalena... dopo la pubblica adunanza di Piazza Cernaia [video] e quella di Piazza Senarega [video]... questa Operazione antimafia dimostra che "il futuro non è scritto" per il centro storico di Genova. Come avevamo detto la mafia a Genova c'è ma può essere sconfitta, grazie al lavoro dei reparti investigativi e grazie alla collaborazione dei cittadini e delle realtà civili che hanno il coraggio della denuncia e segnalazione dettagliata, mirata ed ai reparti giusti.
Ringraziamo gli agenti della DIA e dell'Arma, il nucleo della Polizia Municipale che, con il nuovo comando - come avevamo sottolineato più volte -, ha saputo attivarsi e coordinarsi con i reparti investigativi dello Stato. Ringraziamo il Prefetto Anna Maria Cancelieri che aveva preso impegno nell'incontro avuto di affrontare in modo risoluto la presenza della criminalità organizzata presente ed attiva a Genova.

Intanto a Marsala altra operazione antimafia, al centro le attività di Messina Denaro.

Sabato 4 luglio 2009 - ore 16:30 - piazza Cernaia, nel cuore del centro storico genovese, conferenza stampa dell'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità, a cui prendono parte anche i "Liberi Cittadini" della Maddalena ed il gruppo di abitanti del CentroStoricoEst.
Il Volantino distribuito in centro storico:

Loading...


SINTESI
 

 

Ecco il comunicato stampa ed il video integrale della conferenza stampa sull'Operazione "TERRA DI NESSUNO" della DIA - Centro Operativo di Genova e del Comando Provinciale dei CARABINIERI di Genova... clicca qui

 

 

Stampa Email

A Genova se il Prefetto chiede controlli, il Comune fa i "Rolli" senza disturbare i boss

Veduta del centro storico genovese Sotto l'alta guida della Marchese Vincenzi Marta ed dell'er director della promozione comunale, Nando Dalla Chiesa, il Comune di Genova promuove il "Rolli Days", con la collaborazione - tra gli altri - di Regione Liguria, Camera di Commercio, Provincia di Genova e l'organizzazione della Arte e Comunicazione srl [volantino formato .pdf]. Due giorni di musica, arte, danza, cucina e visite guidate per le vie (alcune) del centro storico genovese... senza disturbare quei territori che le organizzazioni mafiose controllano... non sia mai che gli si rovinino gli affari. Dopo la parata elettoral-farsersca del 26 aprile scorso, con il Nando, la Marta e la candidata a Strasburgo che aprono, con Libera, sotto i riflettori i beni confiscati di Vico delle Mele per poi richiuderli in tutta fretta... abbiamo un' ennesima conferma della mancanza di volontà politica da parte del Comune di Genova di rompere quello scellerato patto che vede vere e proprie zone franche lasciate in mano alle mafie come, su tutte, la Maddalena...

Leggi tutto

Stampa Email

Colpire ancora il clan Madonia - Emmanuello...

Gli arresti di alcuni degli elementi apicali della 'decina' gelese del clan di Piddu Madonia, attiva ed operante nel nord Italia e principalmente tra Milano e Genova, che richiedeva il "pizzo" anche alle imprese del Nord e progettava un ennesimo attentato contro il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, sono solo un passaggio. Occorre continuare a colpire senza sosta i boss, gli affiliati ma anche e soprattutto i fiancheggiatori e quella rete di "protezione" che con i "colletti bianchi" garantisce il perpetuarsi dell'infiltrazione mafiosa nell'economia "legale" così come nella politica e nelle Istituzioni, al Sud come al Nord. La capacità di riorganizzare il sodalizio mafioso dei riesini e gelesi nelle città di Genova e Milano, dopo i duri colpi inflitti negli anni passati, dimostra che se non si va a colpire e recidere con decisione i "collettori" con il Potere legale, tutto sarà ancora come una lotta tra guardie e ladri eterna che non scalfisce la capacità di intimidazione, controllo del territorio, infiltrazione e riciclaggio. Per questo continueremo ad indicarli, a contrastarli su quei territori che un patto non scritto con pezzi delle Istituzioni gli sono stati lasciati come una sorta di zona franca in cambio della pax e spesso di voti. Per questo continuiamo ad insistere e pretendere che i beni confiscati al clan di Piddu Madonia a Genova, in Vico delle Mele, vengano riattivati - così come concordato finalmente dopo anni - per un progetto partecipato che veda coinvolti gli abitanti della Maddalena e tutte le associazioni disponibili, perchè nessuno può considerare i beni confiscati come cosa propria bensì perchè sia chiaro che sono patrimonio recuperato alla collettività. Per questo i primi di maggio, come annunciato, il "Cammino" arriverà in Sicilia, ed a Gela... Lo Stato deve continuare, con l'azione repressiva e giudiziaria, a colpire le cosche e le loro collusioni, ma la cittadinanza attiva ha il dovere di fare la propria parte, non a parole, non con compromessi o ipocrisie, per far sentire e crescere il rigetto sociale per i mafiosi ed i loro complici, spingendo a rompere quell'omertà che protegge quegli affari intrisi di sangue.
Ecco il volantino che verrà distribuito in questi giorni a Genova...

Leggi tutto

Stampa Email

Centro Storico di Genova, un analisi complessiva

un immagine della mobilitazione dei Liberi Cittadini
Il Centro Storico di Genova, come d'altronde le periferie della città, continua ad essere lasciato al suo destino ed al contempo usato - ma sarebbe meglio dire: abusato - per ottime campagne mediatiche e per la spartizione di un bel po di fondi pubblici, cioè soldi dei cittadini, che così si vedono beffati - ma sarebbe meglio dire: truffati - due volte...

Leggi tutto

Stampa Email

L'equilibrio si è rotto... se ne facciano una ragione boss e cumpari

Ebbene sì quell'equilibrio che per lunghi decenni dominava la città, si è rotto. Incrinatura, dopo incrinatura, sta per crollare definitivamente. Il "patto scellerato" che pezzi delle Istituzioni, a partire dalla classe politica, aveva stretto con il "Potere" criminale subisce i duri colpi della presa di coscienza dei cittadini che non accettano più che vi siano pezzi di territorio abbandonati al controllo, ai traffici ed affari illeciti, delle mafie per salvaguardare quella sorta di pax che garantiva la "tranquillità" nelle "vie" della Genova turistica... ed a qualcuno anche pacchetti di voti e preferenze...

Leggi tutto

Stampa Email

Vivo il centro storico Vivo - Genova


 
[nel video il servizio del TGR Liguria del 21.10.2008 sulla questione dei beni confiscati e sulla pubblica adunanza. Una sola nota è doverosa rispetto alle dichiarazioni del Questore:  secondo gli stessi "criteri" da lui enunciati per classificare i soggetti mafiosi, Al Capone sarebbe Santo e probabilmente avrebbe potuto tranquillamente divenire anche lui Presidente del Consiglio, ops Sindaco di New York, visto che dal punto di vista formale non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale!]

Qui lo speciale sulla mobilitazione per il Centro Storico di Genova e sulla pubblica adunanza dei Liberi Cittadini con articoli, comunicati, rassegna, foto e video...

Leggi tutto

Stampa Email

Genova, Centro Storico: pubblica adunanza, presa di coscienza

Pubblica adunanza per scrivere il futuro del Centro StoricoE' una presa di coscienza quella che sta percorrendo il Centro Storico di Genova.
Cittadini Liberi che non si fanno più incantare dalle promesse e ripromesse dei signori (e signore) del Palazzo. Cittadini Liberi che vivono la quotidianità e non vogliono cedere a semplificazioni o guerre tra poveri utili solo al mantenere le cose come stanno, se non peggiorarle.
Senza presa di coscienza delle persone sulla realtà dei fatti, delle dinamiche (palesi e nascoste), non si arriva da nessuna parte. Anzi: si rischia solo, di nuovo, di essere usati da questo o quel pezzo del Palazzo che vuole normalizzare la situazione, ottimizzando semplicemente il suo consenso...

Leggi tutto

Stampa Email

Boss spesato, operaio minacciato

Non siamo a Palermo o Caltanissetta. Non siamo nemmeno a Locri o Lamezia Terme. Nemmeno a Caserta o Napoli. Siamo a Genova, anzi nel cuore della città, a meno di 200 metri dal Porto Antico.
Vi ricordate quei beni confiscati nel 2005 in Vico delle Mele di cui abbiamo a lungo parlato nell'autunno scorso, durante la mobilitazione per far sì che il boss Rosario Caci di Cosa Nostra che li aveva rioccupati venisse fatto sloggiare?
Bene ci sono novità. Probabilmente non c'è niente da fare negli alti Uffici del Comune non vogliono proprio mettersi contro la "decina" dei gelesi di Cosa Nostra legata al clan di Piddu Madonia, fortemente radicata in Centro Storico e soprattutto a Rivarolo (le roccaforti della classe dirigente "eletta" di questa città e regione), che dopo il duro lavoro del giudice della DDA Anna Canepa e dei reparti investigativi che l'aveva debellata, ora si è riorganizzata perfettamente, già quando era ancora vivo Emmanuello Daniele, che a Genova si era sempre trovato bene e che per Caci è sempre stata una persona "squisita"!
Infatti il boss Rosario Caci dopo essere stato costretto a lasciare il bene confiscatogli più di due anni prima, dimora in un albergo indicatogli dal Comune di Genova a spese del Comune! Non solo.
Il Caci, dalle informazioni giunteci, continua ad impedire che si realizzino i lavori di restauro dell'appartamento confiscatogli. Come? Semplice va e minaccia gli operai.
Il nuovo Prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri - che non è come il predecessore Romano - ha immediatamente disposto che gli operai vengano scortati dalle Forze dell'Ordine, per non dare segnali di cedimento. Il Comune, invece, continua a pagare l'alloggio alberghiero al boss e compagnia... un bel riconoscimento come il "grifo d'oro" a quando?
Ci domandiamo anche se qualcuno, vista la grande capacità di movimento e di intimidazione del Caci, abbia mai pensato di chiedere una verifica sulla sua invalidità al 100%.

Per leggere lo speciale sui beni confiscati di Vico delle Mele e sulla proposta di gestione su cui ancora attendiamo una risposta (non siamo mica boss di Cosa Nostra d'altronde, solo semplici cittadini)... clicca qui

Stampa Email

Centro Storico - Un milione e trecentomila euro a chi?

Soldi, 1.300.000 euro di finanziamento, a chi andranno?La zona della Maddalena in Centro-Storico è rasa al suolo. O meglio: in quella zona il controllo del territorio è in mano alla mafia.
Lì ci sono personaggi ben conosciuti, come Caci, Fiumanò, Canfarotta. Lì vi è sfruttamento della prostituzione e traffico di droga.
la gente ha paura, ma nonostante questo da anni si susseguono segnalazioni dettagliate di cittadini alle Autorità.
Lì i negozi storici della via hanno in grandissima parte chiuso i battenti, soffocati dal degrado, e quando ormai esangui hanno venduto sottocosto le proprie licenze, sono subentrati gli "amici degli amici" (gli unici sempre pronti con il denaro da ripulire, ops "reinvestire") che, anche qui, con prevalenza di manodopera straniera, hanno allargato le proprie radici (e con esse i propri traffici), con una evidente operazione speculativa...

Leggi tutto

Stampa Email

Nel cuore di Genova spaccio e prostituzione... ecco la mappatura

La mappatura del cuore di Genova tra spaccio e prostituzione E poi qualcuno dice che non c'è il controllo del territorio! Nel "regno" di Cosa Nostra, o per meglio dire, del boss Rosario Caci legato alla "decina" degli Emmanuello - clan di Piddu Madonia, sembra che il tempo passi, le sentenze diventano definitive, ma nulla cambia. Questo a Genova, la "città turistica", nel suo centro centro storico a due passi dal Porto Antico.

Infatti nella zona di Vico delle Mele e Maddalena, nonostante segnalazioni plurime e dettagliate da parte degli abitanti, le attività criminali di sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga continuano tranquillamente.

Naturalmente il "lavoro sporco" è visibilmente eseguito dagli stranieri. Nordafricani per lo spaccio e latino-americani per lo sfruttamento della prostituzione. Se si chiudono due bassi, la risposta è semplice: se ne aprono cinque. Intanto continuano ad esserci morti ammazzati e tentati omicidi a colpi di arma da fuoco o lame, come la cronaca rimarca.

Nella piazzetta che fa da crocevia, proprio dietro l'angolo della Loggia di Piazza Banchi, una signora agli arresti domiciliari "smista" il traffico verso le giovani sfruttate. Dalla mattina a notte le ragazze nei bassi devono "fruttare", così come lo spaccio è garantito...

Leggi tutto

Stampa Email

presto attivo il

Frammenti sulla Liguria

Frammenti su altre Regioni

Dossier & Speciali

I siti per le segnalazioni

Osservatorio Antimafia
www.osservatorioantimafia.org

Osservatorio Ambiente e Salute
www.osservatorioambientesalute.org

Osservatorio sulla
Pubblica Amministrazione
www.osservatoriopa.org

 

e presto online

sito in fase di allestimento