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Mafie in Liguria, tentativi di corruzione di magistrati... ma anche cosche tra banche e usura

Gino Mamone alla presentazione del suo grande escavatore... non ci guardava proprio benePartiamo proprio dal tentativo di corrompere un giudice messo in atto dai Mamone, ed in particolare da Gino Mamone. Questi, attraverso Domenico Casagrande, dell'Outlet di Savignone, voleva scoprire se vi era la possibilità di corrompere il sostituto procuratore Francesco Pinto, ovvero il pm titolare delle diverse inchieste che riguardano la sua principale società, la Eco.Ge e lui stesso per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa di incanto al fine di "controllare" l'assegnazione degli appalti e subappalti di demolizioni e bonifica nelle aree della Acciaierie di Cornigliano, oltre che per corruzione finalizzata all'ottenimento del via libera del Comune di Genova per la realizzazione del progetto (dell'arch. Vittorio Grattarola) nell'area dell'ex Oleificio Gaslini, quella relativa alle false fatturazioni con creazione di fondi neri da utilizzare per corrompere, ma anche per filoni che portano alla Stoppani tra Arenzano e Cogoleto...

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Operazione Pandora, scattano sequestri alla Sviluppo Genova

Prosegue l'Operazione PandoraLa Guardia di Finanza ha sequestrato le pratiche per gli incarichi alla Eco-Ge. Al centro dell'inchiesta, che vede legate le bonifiche della Stoppani e delle aree di Cornigliano, vi sono - come avevamo già scritto - 16 appalti, 11 vinti dalla EcoGe di Gino Mamone (ora sostituito al vertice dalla consorte Ines Capuana, e con voci di cessioni a nomi tedeschi), 7 dei quali in sub-concessione. Tutte le carte di quegli appalti che avevano portato a perquisizioni in tredici aziende nel centro-nord, che la Procura aveva identificato come il "cartello" dei Mamone per controllare e decidere l'aggiudicazione di lavori per oltre 15milioni di euro. Noi lo avevamo detto: se c'è un "cartello" che controlla gli appalti, questo può avvenire solo se la società pubblica, in questo caso Sviluppo Genova, è complice e connivente! Vai allo speciale, clicca qui

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Da Sviluppo Genova a Infrastrutture Liguria... tra donne di sindacato, partito e carriera fulminea

Claudio BurlandoLa Sviluppo Genova spa dopo l'inizio della Tangentopoli genovese era ormai bruciata. Qualcuno potrebbe anche osservare che Regione, Comune e Provincia hanno cambiato anche il vertice...vero, verissimo, ma lo hanno fatto solo una volta concluso il grosso degli appalti per Cornigliano, ovvero quelli al centro dell'Operazione Pandora.

Claudio Burlando, inoltre, aveva tentato di espandere la territorialità, quindi il raggio di azione di Sviluppo Genova, pur non potendolo fare, tanto che tale deliberazione è stata stoppata. Ma vi è un particolare: dopo i grandi appalti per Cornigliano, demolizioni e bonifiche, il nuovo settore del business è quello delle costruzioni... ad esempio per l'Ospedale di La Spezia o le altre opere nel savonese e ponente ligure.
Ed allora ecco che...

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Tangenti, emerge il 'sistema Genova'. "Politici genovesi mi chiesero soldi"

Gino MamoneCi siamo, come abbiamo detto il "silenzio" è stato rotto. Questa volta a parlare con la Procura e la Guardia di Finanza è uno dei protagonisti di primo piano degli affari di Mamone e degli intrecci del boss della Eco.Ge con politici ed amministratori pubblici. La richiesta di tangenti, nel caso dell'ex Oleificio Gaslini era di 1.400.000 euro. Serviva per piegare - guarda tu che stranezza in questa città e regione dal cemento straripante - la destinazione ad uso di quell'area... alias l'urbanistica. Quel settore chiave che in Comune, non a caso, vedeva come funzionario responsabile Giovanni Battista Poggi (meglio conosciuto come "Gian Poggi"), da sempre uomo di fiducia di quel Claudio Burlando (che lo ha richiamato in Regione insieme al suo prode Piero Piccolo) che proprio sull'ex oleificio Gaslini viene tirato in ballo tra gli "amici" - insieme alla Vincenzi - da Gino Mamone in quel colloquio intercettato al ristorante "Edilio" con Caparelli e che, per un lapsus (freudinano?) quando gli abbiamo chiesto cosa ci faceva il suo fedele sodale Piccolo all'inaugurazione dell'escavatore della Eco.Ge, nel novembre 2005 (in compagnia di Casagrande, Benvenuto, Merella, Venanzio Maurici,... - guarda il video -), ci ha risposto ripetutamente che "era un cantiere nostro", lasciandoci sbalorditi da tale "ardire" visto che la Regione o il Comune con la proprietà di quell'area proprio non ci azzeccava un fico secco...

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Lettera aperta ai lavoratori della Eco.Ge

[NEL VIDEO UN "RITORNO" AL 9 NOVEMBRE 2005 - PRESENTAZIONE E CONVENUTI ALLA PRESENTAZIONE DEL GRANDE ESCAVATORE DELLA ECO.GE]

QUESTA MATTINA, DALLE 6:30, L'UFFICIO DI PRESIDENZA HA DISTRIBUITO, INSIEME AL VOLANTINO SULL'OPERAZIONE PANDORA, QUESTA LETTERA APERTA AI LAVORATORI DELLA ECO.GE DEI MAMONE, DAVANTI AI CANCELLI IN VIA FERRI A GENOVA RIVAROLO...

La prima cosa che ci teniamo a dirvi è che il posto di lavoro è un diritto e nessuno vuole metterlo in discussione... anzi! Le aziende che, per provvedimenti giudiziari, vengono sequestrate (così come quelle che vengono poi confiscate in via definitiva) non vengono chiuse, bensì continuano a lavorare sotto un Amministrazione Giudiziaria (e quando vengono confiscate addirittura possono passare sotto il controllo degli stessi lavoratori in cooperativa)! Quindi i lavoratori non devono mai avere paura delle inchieste della magistratura. Ad esempio la CO.FOR. sequestrata perché riconducibile ai fratelli GUARNACCIA, non ha smesso di lavorare, ha continuato nel rispetto delle leggi sotto l'amministrazione giudiziaria.
Non fatevi quindi ingannare, non fatevi ingabbiare dal "ricatto occupazionale" che trova sponda in un sindacato come la FILLEA-CGIL... Chiedete ad altri sindacati che alla Legalità hanno dimostrato di tenere molto e che hanno denunciato pubblicamente, come ha fatto la CISL, la loro impossibilità ad entrare nei cantieri edili, dove dominano i "compagni" di Venanzio Maurici, per cercare di difendere i diritti dei lavoratori. Non fatevi mai usare come ricatto verso la Magistratura e l'opinione pubblica!
Ci rivolgiamo a tutti voi...

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Burlando perche' mente?

Claudio BurlandoIn attesa del prossimo aggiornamento con molte novità sul fronte degli appalti, degli apparati politico-amministrativi e della galassia Mamone, dobbiamo registrare ancora una volta che Burlando, oltre ai non so ed ai lapsus, mente. Era già accaduto nel passato ma questa volta è particolare la questione perché l'oggetto sono proprio gli appalti della Sviluppo Genova spa al centro dell'inchiesta sul "cartello" monopolistico dei Mamone.

Burlando, ieri a Villa Rossi a Sestri Ponente, ci ha detto: "La Sviluppo Genova faceva regolari appalti al massimo ribasso". Ai Ai... infatti, ad esempio, da quanto noi appreso in merito alla famosa gara con la busta ritardataria ammessa (forzatamente) per mano diretta di Saffioti e l'intervento "salvifico" di Ghio, era una gara assegnata con la media ponderata... ovvero con esclusione delle 5 offerte più basse e delle 5 più alte, realizzazione della media per poi arrivare al vincitore. Ecco perché quella busta era fondamentale... mancando quell'offerta, sarebbe saltata la pianificazione del vincitore che qualcuno poteva gestire prima della chiusura (qualunque fosse stata poi la Commissione di gara), ad esempio con semplici fax inoltrati dalla ditta madre alle altre imprese complici, per definire l'offerta che avrebbe ottenuto l'aggiudicazione e quindi, via così, si potevano beatamente stabilire appalti e subappalti senza troppi problemi...

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Burlando tra non so e lapsus... con il suo uomo di fiducia che ci prenderebbe a calci

 

  
Claudio Burlando alla Festa dell'Unità di Sestri PonenteSiamo stati a Sestri Ponente, quartiere "rosso" di Genova, dove era annunciata la presenza di Claudio Burlando, per porre qualche domanda e per distribuire il volantino sull'Operazione Pandora e le copie del capitolo sul Presidente della Regione Liguria del libro-inchiesta "Il Partito del Cemento" di Marco Preve e Ferruccio Sansa.

La prima domanda è stata: può escludere che ci siano stati contributi da parte dei Mamone e affini all'associazione Maestrale o alle campagne elettorali?
Risposta di Burlando: "Io non mi occupo di queste cose qui, ma tenderei ad escluderlo"Cosa? Non sa chi ha foraggiato le sue campagne elettorali? "tende ad escluderlo", ma non lo esclude??? Come ai tempi della Tangentopoli degli anni Novanta torna il ritornello per cui lui non sa...

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Ascesa e caduta del Re Mida delle bonifiche

Chi è Gino Mamone, il principale accusato per lo scandalo delle aree dismesse di Genova Cornigliano.
La puzza vale oro, e quando non c'è si rischia di andare in crisi di astinenza. «Per un po', dopo che hanno demolito la raffineria, mi mancava proprio quella puzza sai? E anche l'altra volta, ero a Livorno, dove un tempo c'erano gli impianti...mi mancava la puzza, la puzza proprio». «Lo so Gino. Prima o poi scriveremo un libro: la nostra vita in mezzo ai rifiuti».

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Chi sapeva riferisca e chi ha preso confessi... prima o poi esce tutto!

Piccolo, uomo di fiducia di Burlando con Luigi Mamone

[In riferimento alla vicenda Stoppani, nell’esercizio del diritto di cronaca su una vicenda di pubblico interesse, avevamo riportato e commentato un estratto di un rapporto della Guardia di Finanza in cui venivano menzionate, tra le altre, le seguenti persone: Dott.ssa Brescianini Cecilia, Dott.ssa Minervini Gabriella, Dr. Gian Piero Lazzarini. Ci preme evidenziare che le predette persone non sono coinvolte in alcun modo in procedimenti penali inerenti le questioni trattate e  ci scusiamo nei loro confronti per le espressioni che possano aver loro arrecato offesa]

Tanto per dare un contributo alla conoscenza sulle inchieste in corso che ruotano attorno alla figura dei MAMONE e della ECO.GE e sodali, iniziamo con il pubblicare qualche estratto su quanto in parte già ripreso dalla stampa.
In attesa degli sviluppi dell'inchiesta che ha visto alcuni giorni fa l'avvio della seconda fase della Tangentopoli genovese, torniamo ad auspicare che chi ha avuto ed ha responsabile pubbliche (dal Comune di Genova alla Regione Liguria, così come nei Consigli di Amministrazione delle Società pubbliche come la Sviluppo Genova e la Società per Cornigliano... passando dagli altri tasselli degli Enti locali, ma anche tra le società che erano parte attiva del "cartello" per il controllo degli appalti e quelle usate per le false fatturazioni) decida di collaborare con la magistratura, prima che sia troppo tardi.
Collaborare e riferire tutto ciò di cui si è a conoscenza, così come confessare - per coloro che avevano ruoli attivi in questo sistema di corruzione e collusione - sarebbe certamente utile ad evitare danni peggiori... anche perchè come abbiamo già ricordato la Magistratura arriva ai responsabili e non solo ai "mediatori" e collettori. Inoltre, come abbiamo detto: chi sa, chi ha partecipato agli illeciti e chi ha preso è opportuno che parli ed eviti, almeno, che si apra una stagione di ricatti che porrebbero Pubbliche Amministrazioni (Istituzioni e Società partecipate), già piegate ad interessi privati e illeciti come si evidenzia dall'inchiesta, in una spirale devastante...

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Tangentopoli genovese, lo Stato arriva... conviene che collaborino!

mezzi dell'ExoGe alle Come avevamo annunciato, con la conferenza stampa di questa mattina avremmo iniziato a parlare dell'Operazione Pandora. Ecco la prima parte.

Gino Mamone, prima era l'epicentro di interessi, affari, passaggi occulti di fondi, ricatti e intrecci criminalità organizzata - politica - affari. Prima era al centro di cene con Amministratori Pubblici (passati e in carica), come cene da Edilio o cene di beneficenza... qua e là. Cerimonie di inaugurazioni e aperture di cantieri... Nonostante si sapesse - e chiunque poteva leggerlo - benissimo chi fosse...
Adesso tutti fanno finta di non conoscerlo.
Ora, visto che lo Stato, con il lavoro dei raparti investigativi e della magistratura, arriva, anche Gino Mamone farebbe bene a collaborare con lo Stato... una bella confessione alleggerisce anche la coscienza.
E poi anche gli Amministratori Pubblici parlino! Già lo scorso anno, quando dicemmo che si era solo all'inizio, con gli arresti tra lo staff e gli uomini di fiducia del Sindaco Vincenzi, lo avevamo detto: vadano in Procura e dicano quello che sanno e chi era in questo gioco sporco confessi...

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"Operazione Pandora" e' partita la fase II della Tangentopoli genovese

[aggiornamento con rassegna stampa del 19.06.2009 - convocazione conferenza stampa e sommario principali articoli, video, approfondimenti sui Mamone]
Decine e decine di indagati per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, corruzione, false fatturazioni e sponsorizzazioni. Il fulcro sono bonifiche e demolizioni. Perquisizioni e sequestri della Guardia di Finanza, richieste dal pm Francesco Pinto della Procura di Genova, che da Genova si sono attivate all'alba di oggi a Savona, Milano, Modena, Brescia, Torino, Venezia, ed altre città del nord Italia. E' quindi partita la II° fase della Tangentopoli genovese, che segue i filoni di inchiesta sui Mamone ed il "cartello" delle imprese, con al centro l'EcoGe, ed episodi di corruzione per la spartizione di appalti pubblici e subappalti. Tra le "partite" dell'inchiesta l'area dell'ex Oleificio Gaslini di Rivarolo e la bonifica di Cornigliano ma anche società e lavori presso la Stoppani (a seguito di quelle gare il cui esito la Provincia di Genova non ha mai messo on line nell'aposita sezione, come abbiamo recentemente denunciato), la Fiera del Mare di Genova ed i lavori per la Coopsette. Gino Mamone, della famiglia Mamone della 'ndrangheta, con la EcoGe epicentro della loro galassia "imprenditoriale", è il principale indagato dell'Operazione Pandora! Noi di tutto questo ne avevamo già parlato e documentato... ancora nei giorni scorsi. Abbiamo da sempre collaborato con i reparti investigativi per fornire quanta più collaborazione possibile, omettendo di pubblicare quanto fosse utile alle indagini (così continueremo a fare)...

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