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Nando dalla Chiesa da' i numeri...

Nando dalla Chiesa... da i numeri[NEWS - in coda la lettera dei Liberi Cittadini della Maddalena sui beni confiscati di Vico delle Mele]
Crediamo che Nando Dalla Chiesa abbia bisogno di una pausa. Quando si arriva ad una sfilza di errori come quelli che infila, uno dopo l'altro, per cercare di giustificare un delirio, significa che serve un po' di riposo e poi con calma cercare di studiare bene la realtà, i fatti e la situazione. Forse eviterà figure peggiori... anche perché il Comune di Genova che gli paga 96mila euro all'anno per la sua consulenza, probabilmente lo fa per avere un Nando in piena forma e non ridotto ad annaspare.
Ma vediamo cosa ha scritto, sul sito nazionale di Libera, e rispondiamo punto per punto.
In “verde” quanto da lui scritto in “rosso” quanto gli rispondiamo. Oggi qui e quando sarà necessario anche in Tribunale, senza nessun timore, perché noi lo sappiamo di essere irriverenti, senza padrini, padroni o protettori, ma la verità dei fatti la diciamo e la continueremo a dire, certi che dire la verità sia sempre la strada giusta, anche se scomoda...


in verde il testo di Nando Dalla Chiesa (Libera e Comune di Genova)
in rosso il testo della Casa della Legalità

Libera a Genova, una nota di Nando Dalla Chiesa [dal sito di Libera]
[e le dovute risposte e correzioni... e non si dica che siamo noi che andiamo all'attacco]

Intanto vi avverto. Le calunnie della Casa della legalità di Genova contro Libera andranno avanti parecchio. [Calunnie? Quali calunnie Nando? Non abbiamo accusato di aver commesso alcun reato ne te ne Libera. Quindi che stai a dire? Per essere precisi vediamo, sperando non ci si dica che siamo stati noi a “partorirlo” l'articolo del Codice Penale dice che “calunnia” è il denunciare all'Autorità Giudiziaria reati commessi da qualcuno che invece si sa essere innocente. Quindi caro Nando, se c'è qualcuno che accusa di un reato che non è stato commesso sei proprio tu che accusi la Casa della Legalità di aver denunciato te o Libera all'Autorità Giudiziaria o ad altra Autorità che ha obbligo di riferire all'Autorità Giudiziaria, per reati che non avete commesso. A questo punto o ci mostri questo nostro atto di “calunnie” (vogliamo proprio vederlo!) oppure, visto che non esiste e sei tu che ci accusi sapendo che non ti/vi abbiamo calunniato, senza rancore, chiedi scusa e la chiudiamo qui]
E poi vi spiego con ordine che cos'è successo.

1) Contrariamente a quel che credono e dicono in tanti, anche tra le autorità, a Genova la mafia esiste. E prova a metterci radici. [Ha messo da anni radici, anzi pesanti radici, Nando leggi un po di più, fai qualche giro in più... magari fai anche tu anche tu qualche inchiesta e vedrai che le trovi queste “pesanti” radici!] Tant'è che ci sono diversi beni già confiscati a esponenti dei clan. Uno di questi è in Vico Mele 3 [Ah Nando... che stai a dire?!?! Vico Mele 3??? Dove l'hai letto? Vico Mele 3 è un immobile acquisito da RI.GENOVA (la società della Filse incaricata di contribuire alla “rinascita” del Centro Storico) dall'ARTE (l'ex Iacp). Adesso se tu ci dici che ARTE è una cosca ci viene da sobbalzare sulla sedia, quindi spiegati un attimo], alla Maddalena, zona degradata del centro storico, su cui l'amministrazione comunale sta compiendo notevoli sforzi di riqualificazione (problemi di fatiscenza, di sicurezza ecc). Io a Genova ho la responsabilità della promozione della città, dei grandi eventi e di progetti culturali. E nell'ambito di questa responsabilità ho dato vita al filone "Genova città dei diritti". Ed è proprio muovendomi sui diritti che ho voluto dare alla questione della mafia un'attenzione che prima l'amministrazione non aveva mai avuto [Scusa Nando, ma quando dici “ho voluto dare alla questione della mafia un'attenzione che prima l'amministrazione non aveva mai avuto”, per “attenzione” intendi quella prettamente ideale, giusto? Perché se intendi solo quella prettamente ideale, di dichiarazione di intenti scollegata dalla pratica, va bene, può anche darsi... Se invece intendi “attenzione” come modus operandi allora, forse non te ne sei accorto, ma il Comune rilascia puntualmente licenze a famiglie legate alle cosche di Cosa Nostra e 'Ndrangheta, da appalti/subappalti ed incarichi, attraverso società partecipate, a società di noti esponenti mafiosi o legati ad organizzazioni mafiose... così anche per quanto concerne certe varianti al PUC che vengono promosse proprio per progetti che, guarda caso, vedono pesantissimi interessi di famiglie da anni indicate come fulcro di riciclaggio della 'ndrangheta... Non dirmi che non hai saputo queste cose? Chi ti informa? Mah]. Per questo quando ho saputo del bene confiscato in vico Mele 3 [di nuovo? Non è un bene confiscato questo!!! Cacchio informati un attimino, su... un piccolo sforzo e ce la puoi fare] (che non è l'unico in quella zona) [dai ti diamo un aiuto, comunque se vai sul sito c'è tutta la storia... c'è anche l'Ordinanza con cui è stato confiscato il patrimonio del boss Rosario Caci – a proposito: perché non lo nomini?-, esponente della 'decina' dei gelesi legata al clan di Piddu Madonia. Bene si tratta dell'appartamento di Vico delle Mele 4 interno 1A, poi ci sono i fondi – o bassi – che sono sempre di Vico delle Mele e corrispondono ai civici rossi 12, 14, 14A, così lo sai e la prossima volta non ti sbagli] ho proposto che diventasse una bottega dei prodotti ottenuti sulle terre confiscate alla mafia [Ma allora ai proposto Vico Mele 3 per questo, mica i beni confiscati... scusa Nando ma cerca di essere preciso, altrimenti poi con la confusione che fai non si capisce più niente, nel senso che se si danno i numeri così, uno che legge non ci potrà mai capire nulla]. Per sostenere la ripresa anche economica del quartiere, per liberare definitivamente i locali (non grandi) sui quali il vecchio titolare, condannato per mafia, continuava a esercitare un controllo materiale. [Anche qui... un piccolo sforzo: e dillo che i beni confiscati nel 2005 il Comune – con Prefettura guidata da Romano e Demanio – li ha lasciati per tutto il 2006 e 2007 ri-occupare materialmente dal boss mafioso Rosario Caci, sino a quando con molteplici e ripetute iniziative pubbliche di protesta, proprio davanti ai beni confiscati, e con ripetuti faccia a faccia con il boss, fatti come Casa della Legalità, lo si è costretto ad abbandonarli... per essere “ospitato” per anni, a spese del Comune di Genova, in albergo nella centralissima Via Balbi... Questo mentre il nuovo Prefetto Cancellieri metteva sotto scorta gli operai che dovevano restaurare l'appartamento ed erano minacciati dal boss ch usciva la mattina dall'albergo pagato dal Comune. E se poi vogliamo essere precisi il Comune ha anche dato alla sua famiglia (con lui che ci “lavora” dentro) la licenza per aprire - sempre in Centro Storico, a poca distanza da Vico delle Mele, vicino alla centralissima Via San Lorenzo – un bar]

2) Così ho promosso incontri -tutti registrati nelle date e negli orari- con i diversi rami competenti dell'amministrazione [tutti chiusi nel palazzo], riscontrando l'accordo di tutti [qualche nome no? e poi se le tue competenze sono quelle elencate prima a che titolo? con quale delega? Domande per chiarire bene che tu non sia usciti dalle competenze assegnate e non abbia quindi abusato del ruolo per dare indicazioni che non erano nel tuo potere] su questo tipo di destinazione (la bottega). Nel corso di tali incontri [in veste di consulente del Comune o in veste di Presidente Onorario Nazionale di Libera?] sono anche venuto a sapere che il vecchio titolare era ospite del Comune in un albergo [Nando... te lo avevamo detto noi, ti ricordi l'incontro nell'Ufficio di Sottoripa, dove si parlò proprio di questo, in quell'occasione oltre a due della Casa della Legalità c'era anche uno degli abitanti proprio di Vico delle Mele... e poi era anche uscito sui giornali... con servizi ripetuti dai TG Rai... non ci dire che avevi capito male, sù... questa risparmiacela... ci sono anche diverse e-mail che ti si sono mandate durante il 2008 quindi non dire che lo hai scoperto per caso negli incontri per la “bottega”], in quanto ufficialmente invalido "al cento per cento" [a proposito avete richiesto la verifica della pensione d'invalidità? Uno che corre e scorrazza per i vicoli, che “lavora” dietro un bancone di un bar, non pare proprio invalido inabile al 100%]. Me ne sono scandalizzato e ho sollevato il problema a partire dal piano simbolico, chiedendo di intervenire. Poi ho pensato che il 26 aprile, ossia nella giornata genovese del tour che i Modena City Ramblers hanno realizzato sui beni confiscati in Italia, fosse giusto comunicare visibilmente la destinazione decisa, con Marta Vincenzi e don Gallo ad alzare davanti alle telecamere la saracinesca del locale. [Ah Nando... di nuovo: ma che stai dicendo?!? Primo in che veste hai avuto tale “illuminazione” in quella di consulente del Comune di Genova o in quella di dirigente di Libera? Secondo: a che titolo hai deciso? Dove è la delibera che decidideva quella destinazione? Lo sai che non c'era... sù, dillo! Terzo, e di nuovo fatto grave: perché sino al giorno prima hai negato che Onda Libera sarebbe passata da Vico delle Mele e che la manifestazione non c'entrava nulla con l'apertura dei beni confiscati di Vico delle Mele e l'assegnazione degli stessi a “bottega” dei prodotti delle cooperative di Libera? Ricordi? Al telefono sei stato chiarissimo in questo senso. Ora cambi versione? Non ci farai mica i “balletti” alla Berlusconi, va bene che l'imitazione ti riesce bene ma non esageriamo... non farti prendere dal virus]

3) Ecco, di fronte a quella notizia annunciata, qualcosa di irresistibile, di irrefrenabile, deve essere scattato nella mente dei tre-quattro membri della Casa della legalità. [Anche qui Nando dà i numeri... (Che si sia dato alla cabala?) Noi, non siamo un'associazione di massa, ma tre-quattro sono davvero una bazzecola... solo al volantinaggio di quel giorno eravamo più del doppio... ma su questo sorvoliamo... l'illazione ed il veleno è talmente palese nella tua frase, Nando, che non c'è bisogno di molti commenti] Che si sono scatenati. [Scatenati? Ma guarda che il volantino che abbiamo distribuito quel giorno spiegava tutto, certo senza omettere i fatti che qualcuno non voleva divenissero di pubblico dominio... A proposito: non si è per l'informazione corretta a 360 gradi e senza censure?] E hanno accusato me di intelligenza col nemico (come faceva dalla Chiesa a non sapere del mafioso ospitato? Risposta mia: non sono il commissario ai beni confiscati, l'ho saputo proprio perché ho scelto anche a Genova di impegnarmi contro la mafia, al di là delle mie competenze formali). [De novo? Ah Nando... un ripasso a quanto già detto sopra: te lo avevamo detto noi, ti ricordi l'incontro nell'Ufficio di Sottoripa, dove si parlò proprio di questo, in quell'occasione oltre a due della Casa della Legalità c'era anche uno degli abitanti proprio di Vico delle Mele... e poi era anche uscito sui giornali... con servizi ripetuti dai TG Rai... non ci dire che avevi capito male, su... questa risparmiacela... ci sono anche diverse e-mail che ti si sono mandate durante il 2008 quindi non dire che lo hai scoperto per caso negli incontri per la “bottega”] E hanno accusato Libera di essere una costola del Pd, e molte altre piacevolezze che per la loro gravità hanno portato me e don Ciotti a far causa in sede penale (la civile in questi casi la lasciamo a Previti...). [Siamo molto tranquilli perché abbiamo citato fatti e circostanze, nell'articolo sull'Onda Libera in Vico delle Mele, che sono reali, accaduti, riscontrabili e di cui sarà un piacere esporre in Tribunale le prove... Fa un po' tristezza però vedere adottare tanta determinazione contro di noi, e non invece per scacciare quelle infiltrazioni mafiose che, ad esempio, Telejato ha denunciato in alcune Cooperative in Sicilia e su cui pur informato il vertice di Libera questo non si era minimamente mosso... ma è una Vostra libera scelta quella di scegliere il “nemico” contro cui scagliarVi, siamo noi, va bene così]

[3bis) Non c'è e lo aggiungiamo noi. Infatti Nando omette di dire che da tempo come Casa della Legalità, con altre realtà ed i Liberi Cittadini della Maddalena, si era avviato un lavoro complesso ed articolato. Da un lato si sono promosse una serie di azioni - come anche quella di riempire le piazze 1 e 2 - anche "invisibili" che contribuissero all'emergere di elementi utili a quella che poi è stata l'Operazione Terra di Nessuno (con 5 milioni di beni sequestrati alla famiglia siciliana dei Canfarotta) nel centro storico di Genova dalla DIA e dai Carabinieri; e poi anche di quella a carico di un altro esponente della criminalità organizzata, in questo caso quella calabrese, ovvero del boss Salvatore Zappone, con altri beni sequestrati. Dall'altro si è portato avanti un lavoro di confronto partecipato vero con, ad esempio, alcuni assessorati del Comune di Genova, tra cui proprio quello alla Sicurezza sulla questione Centro-Storico e beni confiscati di Vico delle Mele. Con questi si è avviato un confronto centrato su “proposte” ed azioni “operative”, come anche con un agente appositamente delegato dal Comandante della Polizia Municipale. Tra le tante questione su cui si hanno lavorato in modo partecipato, trasparente e aperto, cittadini, associazioni (tra cui noi) e gli assessorati incaricati dalla Giunta, vi era proprio quello per l'utilizzo a fini sociali dei beni confiscati di Vico delle Mele. Quindi quando si è visto che era arrivata un'associazione che mai si era occupata di quel territorio, che mai si era vista fare un qualsiasi cosa per quella realtà e che per questo non conosce nulla del contesto in cui erano collocati i beni – ed il referente regionale non ne conosceva manco la collocazione fisica – (si sta parlando di Libera Liguria), ci si è trovati, non solo noi, ma tutti i soggetti coinvolti in questo percorso, scavalcati dall'associazione del super consulente del Sindaco. Quale dare di testa, quindi? Un legittimo sconcerto! E se vogliamo andare ancora più in fondo.... potremmo anche sottolineare che quando si inaugura e si aprono i beni confiscati, di norma sono presenti tutte le Autorità, dal Prefetto ai vari vertici delle Forze dell'Ordine. Ebbene, quel giorno, in Vico delle Mele, il fatto che quella di “Onda Libera” fosse una iniziativa prettamente politico-elettorale lo testimonia il fatto che le Autorità tutte non c'erano (manco mezza!) ed invece sfilava accanto al Sindaco Vincenzi ed consulente del Comune di Genova ma anche presidente onorario nazionale di Libera Nando Dalla Chiesa, la candidata alle elezioni europee del PD, Francesca Balzani]

4) Intanto la delibera per sancire la destinazione concordata si arenava. [Certo che si arenava, l'assessore Francesco Scidone ha portato per tre volte in Giunta la proposta nata dal percorso partecipato con le realtà impegnate in quel territorio, a partire dagli abitanti, ma guarda caso, questa, trovava l'opposizione di Nando Dalla Chiesa – così ha dichiarato l'assessore a noi e ad altri anche in un recente incontro - che faceva sì che la delibera si “arenava”]. Perché nella versione andata in giunta spiccavano due particolari: a) la destinazione non veniva mai indicata espressamente; b) tutto era scritto in uno stile così bizantino e burocratese che si era indotti a pensare (almeno io ho arbitrariamente pensato) che non si volesse dire chi e come avrebbe alla fine avuto quei locali. Vi si parlava infatti con una marea di parole di un processo partecipato, come se tutto dovesse essere affidato all'accordo tra associazioni private, che poi il Comune avrebbe dovuto registrare.
[Nando, non giochiamo con le parole... primo le associazioni sono tutte uguali, quindi non si capisce perché Libera sarebbe “pubblica” e le altre “private”... Ma questo è marginale rispetto al nocciolo del problema. Infatti non capivi bene perché la destinazione ad un soggetto non veniva mai espressa? Un sforzino per capire, niente? Troppo difficile? Un incontro con il “tavolo partecipato” (aperto non auto-selezionato dall'amministrazione o altri!) per farsi dare un aiutino era troppa fatica? Non c'è nessuno che morda... è sicuro! Bene, te lo spieghiamo noi: il bene confiscato – che tra l'altro il Comune di Genova deve ancora sistemare e mettere a norma! - di Vico delle Mele 12-14-14A (non il civ. 3 che tu indichi) doveva diventare uno spazio unico (anche calcolando che i tre fondi confiscati hanno dimensioni complessive ridotte... 4 mq + 13,4 mq + 13,4), quindi sarebbe rimasto in carico al Comune che lo avrebbe gestito attraverso un coordinamento ed un progetto condiviso con gli abitanti (al fine di far sì che venisse garantita la “bonifica” del territorio circostante, che ancora subisce non solo l'influenza del boss Caci, ma anche del boss Vincenzo Fiumanò, legato alla famiglia Alessi) e che coinvolgesse tutte le associazioni impegnate sul territorio, che si mettevano a disposizione per concretizzare gratuitamente e senza oneri per il Comune, le attività che partendo da quei locali avrebbero dovuto anche svolgersi in altri spazi pubblici, come Vico del Papa, la Loggia di Banchi... sino alle piazzette da strappare al controllo “mafioso”. Il coordinamento del progetto e del percorso partecipato, con le diverse iniziative sarebbe stato coordinato dal “Patto per la Maddalena”, ovvero da una realtà già creata appositamente dal Comune di Genova, attraverso il Job Center, per creare sinergie per la rinascita di quella zona, o, in alternativa, se il Comune avesse preferito, dall'Assessorato alla Città Sicura. Questo era quanto concordato e che tu non capivi... Forse è troppo difficile pensare che i beni confiscati possano essere di tutti e non di uno solo, ma anche qui serve un piccolo sforzo e poi si comprende anche questo!]

5) Lì ho capito che la proposta su cui avevo ottenuto il consenso dell'amministrazione non andava a genio a qualcuno, perché erano in corso accordi extraistituzionali fra "una trentina di associazioni" della via. Proprio così: "una trentina di associazioni". Io ho obiettato che se in una via ci sono trenta associazioni vere, altro che degrado, sarebbe la via più bella del mondo, almeno socialmente. E ho insistito per una soluzione assolutamente trasparente e presa dal pubblico. [Vedere il punto sopra dove si è risposto nel dettaglio... e se è troppo complessa per essere compresa vedremo di chiedere a qualche “mediatore culturale” di darci una mano per renderla più comprensibile al Nando. Ma a quanto detto prima occorre aggiungere un passaggio... visto che a Nando piace ormai la Cabala e continua a dare i numeri. Ma a parte le battute questo, a nostro avviso, è il peggior passaggio di tutto il discorso che fa Nando. Qui deride una comunità... la ridicolizza, la insulta... con il solo fine di dire che lui è stato bravo a fare un progetto sensato perché il resto era follia. E no, Nando... gli insulti a noi passino (ci siamo abituati, soprattutto dai politici, funzionari di partito, uomini asservitisi ad un sistema di potere... proprio come siamo abituati a prenderli dai mafiosi, quindi non ci fa ne caldo ne freddo), ma gli insulti ad una Comunità che ha saputo ritrovarsi, ritessere i fili dei rapporti sociali e civili, che ha saputo mettersi in gioco e promuovere non una protesta demagogica bensì una serie di proposte, con confronti e approfondimenti, con il dialogo con le Istituzioni e non con il conflitto dei “vecchi” Comitati di zona pilotati dalla politica dello scontento. Le realtà attive e impegnate in quel territorio (non in quella via, per favore!!!) ci sono, come ci sono decine e decine di abitanti che hanno messo insieme la comunità italiana e quelle straniere... che non si scagliano contro il migrante bensì contro chi li sfrutta e cercando – guarda un po' che gente assurda – di aiutare proprio quel migrante. Si vede che non “vivi” quel territorio... si vede che non sei mai venuto alle iniziative che organizzano i Liberi Cittadini della Maddalena del gruppo “Vivo il Centro Storico Vico”, così come quelle dell'associazione Centro Storico Est. Sono persone che hanno denunciato, si sono presi i loro rischi per collaborare con le Forze dell'Ordine... Sono persone che non hanno mai ceduto ai richiami (e sono consistenti in quelle zone di abbandono) della giustizia “fai da te”... Hanno costruito dialoghi e rapporti costruttivi con le Istituzioni... per arrivare al Prefetto Cancellieri, passando per il Comando Provinciale dei Carabinieri... alla Polizia Municipale, ai diversi settori della pubblica amministrazione... Tu guardi i libri, senti i “tuoi”... chiuso in una stanza, di qua o di là, a Genova o a Milano, o a Roma o a Palermo... ma non “vivi” il territorio e ti permetti pure di deriderlo... Qui davvero puoi solo vergognarti!]

6) Alla fine è andata come chiedevo. [Ma guarda un po'] E la considero una vittoria civile. [certo, si manda a quel paese un percorso partecipato, si dice ai cittadini: io me ne fotto di voi! Si dice alle associazioni impegnate da anni su quel territorio: io me ne fotto di voi! Bella vittoria civile, complimenti Nando!] Perché produrre lavoro sui beni confiscati è più efficace che farci entrare un'associazione. [Produrre lavoro lì? Ma tu vivi sulla luna! I negozi in quella zona chiudono... lo sai che il bando per gli aiuti è andato deserto perché nessuno ha il coraggio di andare lì? Nessuno va a comprare lì... lo sai? Sai che serve un percorso condiviso e partecipato con gli abitanti e commercianti per poter far rinascere quella zona... e che se metti un negozio... la “bottega” come la chiami tu, quella se non ha risorse alle spalle ingenti chiude per fallimento in meno di due/tre mesi? Sai che segnale devastante è aprire un'attività in quei beni e poi doverla chiudere? No, non lo sai... da come parli vuol dire che non lo sai proprio... purtroppo] Si è dunque deciso (sentite lo scandalo...) di fare un bando pubblico per dare i locali a un soggetto no-profit che commercializzi i prodotti dell'"altra economia": quelli ottenuti sulle terre confiscate, quelli del commercio equo e solidale, quelli del chilometro zero ecc. Tale soggetto dovrà impegnarsi anche a svolgere o favorire un'azione di promozione sociale e culturale, così da creare movimento e vita pubblica anche di sera (e dunque le "trenta" associazioni avranno solo di che sbizzarrirsi). [Ci sei o lo fai? Si parla - se il Comune si deciderà ad unire tutti e tre i fondi - di 30 metri quadri complessivi (a cui deve essere tolto anche, ancora, lo spazio per i servizi). Se ci fai la “bottega” per vendere i prodotti non ci sta altro, manco una sedia! Una scelta legittima, ma folle e che porterà o al fallimento o all'assegnazione all'unico soggetto che quei prodotti non li deve comprare perché sono i suoi, o ancora ad un soggetto che ricevendo ingenti sovvenzioni pubbliche e private (che so, da Unipol, dalla Fondazione Unipolis, dalla LegaCoop, dalla Coop... per citare qualche esempio, sconosciuto vero, Nando?) non ha problemi ad andare in perdita, perché non rischia pignoramenti e di dover chiudere i battenti. Il fatto è anche un altro e Nando lo sa bene, ma lo tace. Questa scelta spazza via in un solo colpo tutto il percorso che coinvolgeva nel riutilizzo di quei beni confiscati molteplici associazioni impegnate da anni su quel territorio, così come anche avrebbe coinvolto Libera – quando questa si deciderà ad attivare un coordinamento provinciale a Genova, ad oggi non esistente – e gli abitanti e commercianti della zona... Spazza via quindi un utilizzo ed un progetto in cui la “regia” sarebbe stata del Comune stesso, per rendere visibile al territorio che l'Istituzione era unita alla società civile... Spazza via un utilizzo che aveva come fulcro quel piccolo spazio e che si sarebbe espanso con attività all'esterno di questo, in altri locali pubblici, così come nelle piazze... Spazza via una sinergia con i commercianti del sestiere della Maddalena che avrebbero venduto e promosso loro i prodotti delle terre confiscate, su tutto il territorio e creando una “collaborazione pilota” che avrebbe potuto espandere agli altri Centri Integrati di Via della città la stessa collaborazione. Questo agire come “comunità” viene spazzato via... ma già questo, questi dettagli, Nando non li saprà mai se non “vive” il territorio... chiuso nelle stanze lui, ormai, abbiamo visto, da i numeri]. L'interesse dell'associazionismo genovese per questa soluzione è dimostrata dal fatto che al festival dell'altra economia (che è stato un vero successo di partecipazione) sono stato invitato a tenere una pubblica lezione proprio sulle cooperative che operano sui terreni confiscati. [Che c'entra? Boh]

7) Per concludere: un bando pubblico e aperto, a cui -se vuole- può partecipare anche la Casa della legalità. Quale antimafia di partito? [PD] Quali favoritismi? [Non scherziamo su... Nando non ci prendere tutti per fessi, non siamo stati parlamentari o sottosegretari di governo, ma qualcosina la capiamo... le sappiamo leggere certe cose]. Quali irregolarità? Irregolare sarebbe stato se un bene pubblico fosse stato oggetto di una appropriazione privata condotta "per accordi di via" (ma dove mai succede, scusate?). [Non sapevo che una Delibera di Giunta, firmata con i pareri tecnici e legali positivi, nata con la partecipazione degli abitanti e della società civile e responsabile che “vive” ed “opera” in quel territorio sarebbe stata irregolare se approvata (e non stoppata dal Nando stesso). Ahhh non è l'assegnazione tradizionale al soggetto che sui beni confiscati in Italia ha costruito un pesantissimo monopolio, è vero... ma qualche eccezione a questa regola non scritta dell'”esclusiva” si può anche fare... mica è un “irregolarità” alle norme ed alla legge... però se si volesse intendere “irregolare” ad una gestione clientelare allora si... questa, nata dalla partecipazione civile, nel dialogo e nella collaborazione con le Istituzioni, allora sarebbe una gravissima irregolarità, rispetto alla clientela. Intendevi in questo senso Nando?] Quanto al mafioso, non sta più in albergo da mesi, ovviamente. [Che miracolo!!! E da quante settimane precisamente? Dopo gli incontri in cui abbiamo segnalato la questione al Prefetto di Genova che si era impegnata a risolvere con i suoi Uffici questa vicenda, visto che altri erano un po' latitanti, giusto? E della licenza al bar dove opera il boss Rosario Caci in via Canneto il Lungo, che ci dici? E di quelle alla famiglia del boss Vincenzo Fiumanò? E dell'assegno di sostegno che questo stesso boss prende dal Comune di Genova, non ci dici niente? Dai Nando, hai detto che ti sei informato che hai incontrato... che ti sei mosso tu come mai nessuno a Genova... quindi degli appalti/sub-appalti, incarichi e concessioni a società di famiglie mafiose o strettamente legate ad ambienti mafiosi che vengono dati dal Comune e dalle società partecipate non ci dici nulla? Dimenticata l'Operazione Pandora? Delle varianti urbanistiche che permettono speculazioni in cui ci sono pesanti interessi di 'ndranghetisti, di nuovo fai silenzio? Non ci possiamo credere... che non dici nulla su tutto questo... Dai, ancora una possibilità: dicci qualcosa sulla nomina fatta dal tuo Sindaco, Marta Vincenzi, a nome del Comune di Genova, per il Consiglio di Amministrazione dell'Ospedale pediatrico più importante d'Europa, il Gaslini... ma si, dai quella del cugino (che ha dichiarato di essere onorato di esserlo) di Totò “Vasa Vasa” Cuffaro! Ahh, se ti capita aggiornaci anche di come vanno i rapporti della Sindaco con l'Associazione Amici di Riesi, sai gli aveva scritto una lettera di ammirazione e auspicio di collaborazione piena... perché ci interessa? Ma dai... non te lo hanno detto (noi si, ma si sa quello che diciamo noi non conta) nell'esecutivo di quell'associazione, presieduta da Venanzio Maurici (il segretario regionale della Fillea-Cgil), risultava il capobastone della famiglia Maurici di Cosa Nostra, Giacomo Maurici. Che roba... non ti dicono mai niente, povero Nando] E quanto al ricco corredo di calunnie [vedere primo punto], ci penserà il tribunale [non vediamo l'ora di poter chiarire in Tribunale, anche perché chi firma la querela dovrà essere ascoltato in aula e rispondere alle domande del legale difensore, oltre che del pm]. Questo però avevo il dovere di dire a chi ritiene che gli esponenti di Libera debbano comportarsi rettamente in tutti gli incarichi che svolgono, pubblici o privati. [Anche noi avevamo il dovere di dire... e naturalmente chiederemo al sito di Libera, di pubblicare questa replica... come noi abbiamo scelto di rispondere così, per pubblicare il Nando pensiero, anche se un po' con troppi buchi sul livello della correttezza di informazione e con scarsa attinenza ai fatti ed alla realtà... ma dovremmo averli ben chiariti (auspichiamo) tutti, in fondo è dal confronto che emerge la chiarezza ed ognuno può valutare i fatti, così come può valutare chi fa illazioni, chi mente, così come chi dice il vero punto e basta]



L'articolo sulla decisione della Giunta di qualche giorno fa:
Genova, anche sui beni confiscati nasce la "garetta" su misura...



Lettera dei Liberi Cittadini della Maddalena

Fondi Vico Mele - Richiesta di incontro urgente


Alla c/a del
Sindaco Marta Vincenzi
Assessore Elisabetta Corda
Assessore Francesco Scidone

e p.c.  Giunta Comunale
e p.c.  Presidente Consiglio Comunale
e p.c.  Capi Gruppo Consigliari

Comune di Genova

Genova, li 30/10/09

In relazione a quanto letto sul sito del Comune e su Il Secolo XIX in merito alla delibera sulla destinazione dei fondi di Vico Mele 12r, 14r, 14Ar, confiscati dalla DIA a Cosa Nostra nel 2005, esprimiamo alcune considerazioni.

Apprendiamo dal sito d Libera che la delibera è stata ispirata da considerazioni del tutto avulse dal percorso partecipativo già in essere da oltre un anno e formulata da chi, evidentemente, non conosce la realtà del territorio ed ignora l'impegno ed il valore delle realtà associative che sullo stesso operano.

Evidenziamo che:

·      il progetto iniziale, concordato con l'Assessore Scidone, prevedeva la partecipazione della cittadinanza e delle associazioni interessate per la costruzione di un cammino comune volto a inserire in un contesto fortemente problematico attività sociali dedicate agli abitanti e al miglioramento delle condizioni di fruibilità del territorio, con il coinvolgimento di più realtà associative attive nel Sestiere della Maddalena, ma così non è stato;

·      lo spazio ristretto, circa 30 mq in totale (4mq +13,4 mq+13,4 mq in cui dev'essere ricavato ancora lo spazio dei servizi), non permette la compresenza delle attività di vendita e condivisione sociale;

·      la vendita di prodotti provenienti da territori sequestrati alla mafia può essere effettuata sul territorio con esercizi già esistenti, attraverso collaborazioni con il CIV della Maddalena e le associazioni di categoria, che hanno già espresso pareri positivi;

·      un'attività di tipo commerciale in un'area attualmente dedita a prostituzione, spaccio e controllo del territorio da parte della malavita non ha, a parer nostro, alcuna possibilità di sopravvivenza ed è dunque destinata a rivelarsi una scelta perdente, oltre ad essere l'ultima delle necessità degli abitanti.

·      la nostra esplicita richiesta, formulata in occasione di ogni incontro pubblico avuto con i vari assessori nell'arco degli ultimi mesi, evidenziava l'urgente necessità di ampliare la "bonifica" del territorio circostante. Tale risanamento, come convenuto con i diversi soggetti istituzionali che con noi si sono confrontati in merito, sarebbe attuabile esclusivamente attraverso la costruzione di una rete - la più ampia possibile - di realtà associative ed abitanti, che garantiscano un uso costante e prolungato degli spazi in questione, determinando con la propria presenza una forte e visibile azione di disturbo alla malavita locale.

Pertanto chiediamo urgentemente un incontro per ridiscutere e definire la destinazione di detti fondi.

Distinti Saluti

Liberi Cittadini della Maddalena

01.11.2009 - Al Secolo XIX
Abbiamo letto la pubblicazione integrale della nostra lettera sul quotidiano del 31 ottobre 2009. Nel ringraziarVi per lo spazio concesso dobbiamo però chiedere la pubblicazione della seguente precisazione.
Nella versione della nostra lettera da voi pubblicata in uno dei passaggi di premessa è stato aggiunto il simbolo delle 'virgolette' in un passaggio che modifica radicalmente il senso della nostra posizione. Infatti il passaggio "Apprendiamo dal sito di Libera che la delibera è stata ispirata da considerazioni del tutto avulse dal percorso partecipativo già in essere da oltre un anno e formulata da chi, evidentemente, non conosce la realtà del territorio ed ignora l'impegno ed il valore delle realtà associative che sullo stesso operano." non è un riportare, da parte nostra, la posizione di Libera, come appare dalla lettura della Vostra pubblicazione, bensì una nostra critica a Libera che sul suo sito ha pubblicato un articolo-comunicato da cui emerge che la delibera promossa dal
presidente nazionale onorario di Libera, Nando Dalla Chiesa, consulente del Comune di Genova, è "stata ispirata da considerazioni del tutto avulse dal percorso partecipativo già in essere da oltre un anno e formulata da chi, evidentemente, non conosce la realtà del territorio ed ignora l'impegno ed il valore delle realtà associative che sullo stesso operano".
Nel chiedere la pubblicazione della presente, siamo certi del Vostro accoglimento.
Liberi Cittadini della Maddalena


Tags: 'ndrangheta, cosa nostra, appalti, genova, centro storico, replica, libera, beni confiscati, maddalena, tangentopoli genovese, nando dalla chiesa, ipocrisie, varianti, liberi cittadini, pandora, falsità, urbanistiche

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