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Genova, anche sui beni confiscati nasce la "garetta" su misura...

Il Sindaco Vincenzi con il consulente Nando Dalla Chiesa (di Libera)"VICO MELE DALLA MAFIA AL COMMERCIO EQUO-SOLIDALE
Ieri la giunta ha deliberato che i beni di vico Mele confiscati alla criminalità organizzata vengano assegnati, tramite bando pubblico, a un soggetto no-profit che venderà i prodotti del commercio equo e solidale, coltivati nelle terre che erano in mano alle organizzazioni mafiose."
da Il Secolo XIX e sito del Comune di Genova


La garetta su misura, alla faccia del percorso partecipativo. E' questo il risultato raggiunto dal consulente del Comune di Genova, Nando Dalla Chiesa - anche Presidente Nazionale onorario di Libera - per i beni confiscati di Vico delle Mele. Una garettina giusta giusta per "Libera", ma guarda tu, tanto vicina al blocco rosso ligure e non solo... e tanto sponsorizzata da Unipol e LegaCoop. Alla fine Nando Dalla Chiesa l'ha spunta, dopo aver ottenuto - tutto questo in base alle informazioni raccolte sia da noi sia dal gruppo dei Liberi Cittadini della Maddalena - per tre volte di fila la "bocciatura" della Delibera proposta dall'assessore Scidone, che proponeva il percorso partecipativo, aperto a più associazioni ed ai Liberi Cittadini della Maddalena, con il ruolo di coordinamento mantenuto dal Comune di Genova stesso...


Anche sui beni confiscati ci sono i monopoli, e poco quindi contano gli impegni presi in riunioni su riunioni pubbliche con le realtà che operano sul territorio e gli abitanti. Poco importa se quei beni - che il Comune ha lasciato per anni in mano al boss Rosario Caci, e dal gennaio 2008 tiene chiusi - saranno uno spazio commerciale, aperto in poche ore del giorno e chiusi la sera... l'importante era impedire (a questo punto è palese) che quei beni venissero utilizzati a fini sociali effettivi, aperti il giorno ma anche la sera, da più realtà associative e civili, per rendere la bonifica del territorio circostanze effettiva e capace di scacciare i Caci, i Fiumanò, gli Zappone... che vanno avanti con i loro traffici ed affari. Nando l'ha spuntata davvero e per la sua Libera la strada ora è in discesa, poco importa che chi opera e vive su quel territorio, chi ha denunciato le mafie presenti, che ha fatto sì che il boss venisse cacciato da quei beni, sia sbeffeggiato e isolato. Questa è la strada dell'antimafia di partito, che sta erodendo quella credibilità che in lunghi anni, sino alle ultime forze, ha cercato di conquistare pubblicamente un Don Luigi Ciotti ormai allo stremo.
Nando & C ce l'hanno fatta: negare un percorso partecipato che coinvolgesse ampie forze (non di partito) reali e radicate. E poi, non dimentichiamocelo, mica si può permettere che nella gestione di beni confiscati alle mafie ci finiscano quanti sono colpevoli di lesa maestà e che hanno collaborato e collaborano per il contrasto effettivo (non a parole, libri, convegni... da parata) con i reparti investigativi e la magistratura per colpire i mafiosi ed i loro patrimoni. Questi "sbirri" son da scacciare, hanno avuto anche l'impudenza di ricordare che il Comune - di cui il Nando si occupa di promuovere l'immagine, a 96mila euro l'anno, per giù due anni consecutivi - da appalti e incarichi, direttamente e con società partecipate, a famiglie di mafia, oltreché Comune che dà le sovvenzioni a boss quale Vincenzo Fiumanò, della famiglia Fiumanò legata agli Alessi, così come paga l'albergo al boss Rosario Caci della decina dei gelesi degli Emmanuello, legata al clan di Piddu Madonia, nella centralissima via Balbi... così come, d'altronde, quello stesso Comune dà licenze e concessioni a quegli stessi mafiosi (Fiumanò, Caci, Alessi,...) e quando proprio non possono fare a meno con il trucchetto di intestarle a qualche parente stretto, così come ad altri soggetti dell'ambiente "onorato" per aprire nuove attività (e, quindi, aprendogli la strada per accedere anche alle sovvenzioni per il "risanamento" del centro storico). Sia mai... meglio tenere tutto saldo in famiglia... quella dell'antimafia che fa business, che qualche occhio sa chiuderlo e certe cose le sa tacere!

PS
Scidone ha un po' di dignità per denunciare pubblicamente cosa è successo, con nomi e cognomi? Si era preso degli impegni precisi, ha promesso e ripromesso, garantito e rigarantito che tutto stava procedendo come concordato con gli abitanti e le associazioni... si doveva solo aspettare l'approvazione della Delibera, che ormai era pronta... che ora ritorna dalla firma... che ora va in giunta... E ora? Scidone ha due strade raccontare delle pressioni e delle resistenze pubblicamente oppure rinunciare definitivamente ad ogni briciolo di dignità, stare zitto e darsi - da solo, in automatico - del propagandista, incapace di mantenere gli impegni assunti. Ma attenzione l'assessore Scidone è in buona compagnia... anche l'assessore Corda aveva preso impegno precisi o ci siamo dimenticati di lei? Dobbiamo registrare che come il collega Scidone conti meno di un consulente? Anche l'assessore Corda ha davanti le identiche due strade di Scidone, quindi aspettiamo dai due che battano un colpo... Ma sappiano che se ci dicono che risolveranno tutto, che si può ancora aggiustare le cose, o si può cercare di sistemare la cosa al meglio possibile con qualche rattoppo, cercando di farci perdere altro tempo, di ingannarci facendoci credere di contare quando invece un due di picche al bar conta più di loro, allora risparmino le energie, tanto non gli si crederà più... almeno per quanto ci riguarda.



Tra gli articoli precedenti:

26 aprile 2009 - Ambiguita' istituzionali... in "Onda Libera"

lo Speciale sui beni confiscati a Genova, rioccupati dal boss

 

Tags: comune di genova, libera, beni confiscati, vico mele, marta vincenzi, nando dalla chiesa, gara, affidamento, gara su misura, scidone

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