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Ambiguita' istituzionali... in "Onda Libera"

E' arrivata a Genova "Onda Libera". Nel pomeriggio si interviene come rappresentanti di "Libera contro le mafie" e la sera stessa invece il cartellino si gira ed allora si interviene come rappresentante del Comune di Genova. E' la giornata di Nando Dalla Chiesa... il pomeriggio in Vico delle Mele ed in Piazza delle Feste al Porto Antico interviene nella sua veste di Presidente Onorario nazionale di Libera, accanto a Marta Vincenzi, sindaco di Genova... la sera, al teatro Modena (anziché Villa Bombrini), invece sale sul palco - come recita il programma ufficiale - nella sua veste di rappresentante del Comune di Genova accanto a Matteo Lupi, referente regionale di Libera Liguria. L'iniziativa "Onda Libera" di questo 26 aprile 2009 è stata promossa, come recita la locandina, da Libera con il Comune di Genova, LegaCoop, Cgil, Arci, Fondazione Unipolis (di Unipol) e Società per Cornigliano (quella che gestisce le aree su cui gli appalti, seguiti dalla Sviluppo Genova, altra società pubblica, vedono protagonista la Eco Ge srl della famiglia Mamone [per vedere chi sono vai allo speciale], al centro di molteplici inchieste della Procura di Genova)...


Ma vediamo un po' cosa è successo d'altro in questo Libera Day genovese... Il Comune ha aperto i beni confiscati di Vico delle Mele! Alleluia Alleluia... ci sono voluti solo 3 anni e mezzo dalla confisca... e nulla valevano le istanze della società civile, degli abitanti... della stampa... ci voleva l'associazione legata al PD, a pochi mesi dalle elezioni, per aprire quelle serrande, dopo un tour de force per sgomberarli e abbattere i muri per una, anche senza luce, perfetta azione teatrale per gli scatti fotografici e video d'occasione. Ma la scena più sconvolgente è vedere Marta Vincenzi che apre la serranda e si lamenta delle scarse indagini sulla mafia a Genova. Perché? Semplice perché mentre Marta Vincenzi apre quella serranda dei beni confiscati (nel dicembre 2005 in via definitiva!!!) al boss Rosario Caci, della 'decina' gelese del clan di Piddu Madonia, tornano alla mente alcuni fatti inquietanti... vediamoli:

a- Comune, Prefettura e Demanio hanno lasciato i beni confiscati di Vico delle Mele in mano al boss Caci, come se la confisca non ci fosse mai stata, sino al gennaio 2007 (per oltre 2 anni)... sino a quando era divenuto impossibile non affrontare la denuncia pubblica pressante e con molteplici iniziative, della Casa della Legalità su tale vergogna [tutto lo speciale, con l'ordinanza di confisca definitiva, rassegna e articoli];

b- il Comune di Genova, con la Giunta Vincenzi, da' ospitalità al boss Rosario Caci, dal gennaio 2007 - ed ancora oggi - presso un albergo della centralissima via Balbi a spese del Comune, nonostante la famiglia Caci abbia un immobile in vico dei Droghieri a Genova e lo stesso abbia una pensione di invalidità (invalido al 100%), il tutto mentre la Prefettura doveva predisporre la scorta per gli operai che dovevano restaurare i beni di Vico delle Mele in quanto questi venivano minacciati dal pensionato-invalido-boss di Cosa Nostra [leggi articoli di Repubblica del 21.10.2008];

c- il Comune di Genova, rilasciava senza alcuna verifica o comunicazione - ad esempio con gli uffici della DIA - una licenza per un bar a poche centinaia di metri da Vico delle Mele, in Via Canneto il Lungo, al figlio di Caci... anche se nel bar - considerato lo stato di fermo del giovine - vi sia la "compagna" del Caci, il fratello del Caci o lo stesso boss; [ma questa pare essere un abitudine del Comune... infatti non trasmettere nulla alla DIA, nemmeno la lista degli appalti e subappalti, degli incarichi e subincarichi!]

d- l'amministratore di Condominio del caseggiato dei beni confiscati (il civico 4 di Vico delle Mele), così come di altri palazzi di altri vicoli dove, come in Vico delle Mele, per pura coincidenza, naturalmente, lo sfruttamento della prostituzione è l'attività "caratteristica", è un Vigile Urbano... ovvero della società familiare di un agente della Polizia Municipale del Comune di Genova [leggi articolo Repubblica 11.04.2009].

Può bastare? No, e non è corretto che Nando Dalla Chiesa dica che non sapeva nulla sino a pochi giorni fa di tutto questo. Ne abbiamo parlato più volte... sono usciti molteplici articoli sulla stampa, sono stati ripetuti i servizi di telegiornali (in primis il Tgr Liguria - video 1 con in coda il servizio del Tgr 27 ottobre 2007 e video 2 il servizio del Tgr del 21 ottobre 2008), sono state molteplici le manifestazioni e gli incontri pubblici in cui si è parlato di questo [speciale sui beni confiscati - video manifestazione 21 ottobre 2008 - video manifestazione 4 aprile 2009 - video Exit La7 - video Primocanale 23.03.2009 - articoli di Repubblica 29.12.2005 - 26.10.2007 - 21.10.2008] Non è carino... fare finta di non aver saputo... non lo è per nulla! Ma questo non basta ancora... anche perché:

1 - la signora Sindaco, mentre sfuggiva dalla richiesta di sottoscrizione - come per tutti gli altri candidati a Sindaco - dell'Atto di Impegno contro mafie e corruzione, nel marzo-maggio 2007, inviava una lettera di ringraziamento e auspicio di collaborazione [se dovesse mancare il link abbiamo salvato la pagina] ad un associazione che vedeva nel suo Consiglio Direttivo [se dovesse mancare il link abbiamo salvato la pagina], un pregiudicato per reati tipicamente mafiosi, nonché individuato quale "capobastone" della famiglia Maurici di Cosa Nostra, alias Giacomo Maurici [leggere anche interessante articolo di Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore - formato .pdf - e vedere anche il video sulla Valpolcevera per capire il livello di infiltrazione a Genova];

2 - la signora Sindaco ha visto due assessori della sua Giunta (uno dei quali anche nel suo staff elettorale) indagati nelle inchieste della Procura per corruzione e voto di scambio, nonché altri esponenti del suo entourage sino al suo braccio destro (già dai tempi in cui era Euro-Deputata), nonché portavoce e responsabile dei rapporti istituzionali della sua Giunta, arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbativa di appalti [leggi lo speciale sulla nuova tengentopoli genovese - vedi servizi Tg locali del 24.05.2008 - vedi il servizio di Exit La7];

3 - le inchieste che coinvolgono i suoi "uomini" e le società pubbliche del Comune di Genova, hanno avviato anche un filone sul voto di scambio politico mafioso [vai allo speciale con tutta la rassegna stampa], che vedono esponenti della 'ndrangheta affermare, in intercettazioni, che loro sono amici di Burlando e della Marta... nonché che hanno dato voti per la Vincenzi alle ultime elezioni amministrative;

4 - la Sindaco, nell'organizzare un gemellaggio con il Comune di Reggio Calabria, e nello specifico con il Sindaco Scopelliti (che usava come Uffici immobili del boss dei videopoker!), ha chiamato a presenziare l'alto "evento" l'ex Consigliere comunale Salvatore Ottavio Cosma (ex Udeur, oggi responsabile dipartimenti tematici della IdV - Lista Di Pietro in Liguria, sotto la guida del neo parlamentare Giovanni Paladini), intercettato dalla Procura di Genova quale uno dei collettore tra la politica e gli esponenti della 'ndrangheta [leggere brevissimo estratto del rapporto della Guardia di Finanza - formato .pdf].

Anche di tutto questo, Nando Dalla Chiesa, sa... a meno che non abbia voluto evitare di informarsi e leggere quanto di pubblico vi è, prima di accettare l'incarico con la Giunta di Marta Vincenzi... Vi è l'Ordinanza del Gip... vi sono ampi articoli della stampa locale e nazionale (tra cui Il Sole 24 ore, Il Corriere della Sera, Il Secolo XIX, la Repubblica... - tutti raccolti nello speciale)... vi sono - purtroppo - le carte della fuga di notizie sull'inchiesta relativa al voto di scambio con le cosche... Il Presidente Onorario Nazionale di Libera, lo stesso Nando, non può aver accettato un incarico senza leggere nulla di tutto questo... O forse lo ha letto e giudica, come già fece Venanzio Maurici della Fillea-Cgil, che le inchieste della Procura di Genova come fondate sul nulla?

Comunque ci vuole davvero una bella faccia... anche perché a qualcuno potrebbe sfuggire un particolare abbastanza pesante. No, non è solo questione di trasparenza delle scelte e delle responsabilità pubbliche di chi amministra una città... questa è una bazzecola nella nostra Italia... si tratta di una cosa confermata alcuni giorni fa proprio da Nando Dalla Chiesa e dall'Assessore alla Sicurezza, Francesco Scidone. Entrambi contatti telefonicamente, alcuni giorni fa, hanno negato che oggi sarebbero stati aperti i beni confiscati di Vico delle Mele, in quanto non pronti (devono ancora essere messi a norma... visto che il Comune se ne è fregato per oltre 3 anni e mezzo) e soprattutto perché in due riunioni tra Comune, Municipio, Patto per lo Sviluppo della Maddalena, "Liberi Cittadini della Maddalena" e Casa della Legalità si è definito un percorso trasparente e partecipato per l'utilizzo di quei beni, secondo le esigenze sociali degli abitanti e con l'intervento in rete di tutte le associazioni disponibili. Nando Dalla Chiesa addirittura affermava che non sapeva proprio chi avesse messo in giro certe voci sull'apertura dei locali con Libera, cioè l'associazione legata al Pd di cui è presidente onorario... Infatti anche i "Liberi Cittadini della Maddalena" non l'hanno presa bene... ed hanno anche ragione: si espongono, fanno le segnalazioni... denunciano pubblicamente, fanno nomi e cognomi degli uomini legati alla criminalità organizzata che controlla il territorio nella zona della Maddalena e di Vico Mele... si confrontano con le Istituzioni, collaborano per la realizzazione di progetti partecipati... e poi si ritrovano sbeffeggiati, di fatto, nei fatti, pubblicamente. Questo che segnale è? Secondo noi è un ennesimo pessimo segnale in cui il Comune, con anche Nando Dalla Chiesa, smentisce l'Assessore alla Sicurezza, smentisce se stesso... e sponsorizza l'associazione che presiede. Va bene che ci sono le elezioni... ma così è davvero troppo sporca! (Certe cose, certi impegni detti, vengono ben registrate dalle persone... non si può far passare per fessi tutti!)

Certo, qualcuno potrebbe dirci che non è peggio del fatto che l'agriturismo con attività di ippoterapia nel corleonese, gestita da Libera, vede - come denunciato da TeleJato - la "collaborazione" di Cosa Nostra... O che certe cooperative sempre di Libera acquistano attrezzature e merci da società legate a famiglie di mafia... O che se dei ragazzi osano in Lombardia chiedere al Demanio la lista dei beni confiscati per proporre progetti di gestione con diverse associazioni, questi vengono ricontatti non dal Demanio ma dal Referente Regionale di Libera Lombardia che li richiama perché hanno osato fare una cosa di cui si occupa già Libera (ma che poi allora non se occupa mica tanto bene se i beni non sono riutilizzati e spingono ragazzi ventenni a farsi avanti!).

Comunque, ancora una volta, non lo diciamo per distruggere, diciamo e denunciamo quanto accaduto perché auspichiamo che le cose possano cambiare. Cambiare questo Paese può essere possibile se si tramutano concetti ed azioni attraverso un'agire responsabile che non tenga conto dei personalismi ma, come dice don Luigi Ciotti, della collettività. Siamo stufi delle parole che vengono contraddette dai fatti... siamo stufi delle campagne elettorali per cui si piega e strumentalizza ogni cosa, senza capire che così facendo si compromette la fiducia già labile dei cittadini nelle Istituzioni.

LEGGI IL VOLANTINO CHE LA CASA DELLA LEGALITA' STA DISTRIBUENDO
SULLA VICENDA DEI BENI CONFISCATI DI VICO DELLE MELE E LA 'DECINA' DI MADONIA

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Tags: 'ndrangheta, cosa nostra, genova, voto di scambio, vincenzi, centro storico, politica, libera, beni confiscati, vico mele, marta vincenzi, nando dalla chiesa, istituzionali, onda libera, ambiguità

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