Il governo- i comunisti rivoluzionari e il caso Laganà

scritto da Elio Veltri il .

dal sito di DemocraziaLegalita


La prima crisi parlamentare del governo Prodi è stata rabberciata. Il Presidente del Consiglio ha ottenuto di mettere faccia al muro qualche Senatore ribelle e in crisi di coscienza perché costretto a votare in continuazione provvedimenti che gli fanno schifo, e pensa di potere andare avanti. Ai Senatori, trattati secondo i vecchi metodi staliniani, che non prevedevano crisi di coscienza, ma solo ubbidienza al Partito- Chiesa (extra ecclesiam nulla salus) non doveva sfuggire che non si può predicare la rivoluzione da mane a sera e poi far parte di una maggioranza di centro sinistra che raccatta tutto e tutti. D’altronde, Bertinotti quanto a politica entrista nell’establishement è un vero campione e Vendola ha proposto di mettere da parte i DICO per facilitare l’ingresso di Casini nella maggioranza. Quindi, tutti uniti,in nome della governabilità. Che questo significhi scordarsi dei conflitti di interesse che riguardano ben 24 ministri e sottosegretari del governoe che la madre di tutte le riforme non compaia nelle priorità di Prodi; che la vituperata legge Frattini sia diventata riferimento essenziale della proposta di legge Franceschini e company; che gli attacchi ai magistrati di Milano i quali chiedono l’estradizione dei rapitori di Abu Omar sul suolo italiano, siano diventati la norma; che il governo si sia impegnato a salvare Pollari capo dei servizi segreti e di tante altre cose, forse per timore che parli di qualcuno che ha scheletri negli armadi, non conta. L’unica cosa che conta è stare al governo e non mollare le poltrone. Caro “compagno” Turigliatto, è chiaro che questa è la politica che devi ingoiare e nondevi sgarrare. D’altronde, da comunista del terzo millennio, dovresti saperlo meglio di chiunque altro. Nel partito leninista, diceva Althusser, il vertice si sceglie la sua base.Ma dal centro sinistra arriva anche un’altra perla. L’onorevole Laganà vedova Fortugno è indagata per truffa ai danni dello Stato e si è arrabbiata. L’Onorevole continua a sollecitare indagini “ rigorose” sui rapporti tra ndrangheta e politica in Calabria. A chi è rivolta la sollecitazione? Io credo che l’Onorevole dovrebbe rivolgerla a se stessa e lei dovrebbe saperlo, non solo perché viene da una famiglia di politici importanti della Locride, ma anche perché è componente della Commissione antimafia. Uno dei compiti della Commissione, che è bene ricordarlo, ha i poteri della magistratura e quindi può anche decidere l’arresto di un testimone reticente, è proprio quello di indagare sui rapporti tra mafia e politica. Ha chiesto l’onorevole Laganà di convocare la Commissione antimafia per discutere la relazione amministrativa sull’ASL di Locri, documento esemplare di testimonianza dei rapporti tra mafia e politica? Ha chiesto di pubblicare la relazione che noi abbiamo pubblicato e per questo siamo indagati? Ha chiesto di essere sentita dall’antimafia, come persona informata sui fatti, dopo essersi dimessa, perché altrimenti si accentuerebbe il conflitto di interesse che già la riguarda come membro della commissione? Ha chiesto di chiarire una volta per tutte le telefonate del dr Fortugno ai capi della cosca Morabito? Ha chiesto come mai nessun membro autorevole del governo Berlusconi è andato ai funerali di Fortugno?

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