Omicidio Fortugno- ASL di Locri- Silenzi e Omissioni
21.12.2006 DemocraziaLegalità
Omicidio Fortugno- ASL di Locri- Silenzi e Omissioni
Il tribunale di Reggio Calabria ha deciso che dobbiamo rimanere indagati e, forse, essere rinviati a giudizio, per avere pubblicato la relazione sull’ASL di Locri. Inoltre nell’ordinanza è scritto che i computer rimangono sequestrati. Però, pare, che con una decisione precedente, il pubblico ministero ne avesse deciso il dissequestro. Se fosse così la mano destra non sa cosa fa la sinistra e il PM non ha avvertito il GIP e il tribunale della sua decisione.
D’altronde il procuratore della Repubblica di Locri Carbone fino a ieri giurava che Fortugno non avesse mai fatto denunce ed è stato smentito perchè le denunce parrrebbero esserci .
Anche se qualche passo avanti si è fatto, alcune domande sull’omicidio Fortugno sono necessarie. Infatti, pur vivendo lontano dalla Calabria, per dare un contributo all’accertamento della verità, qualche prezzo , noi, lo stiamo pagando.
La signora Laganà, vedova Fortugno, chiede giustamente, che siano scoperti e arrestati i mandanti dell’omicidio e siano chiariti i legami tra la ndrangheta la politica.
Però alcune cose non si capiscono e l’onorevole Laganà potrebbe aiutarci a capire e a fare chiarezza.
Per esempio, non si capisce perché intervistata da Lucia Annunziata il 30 Ottobre 2005 abbia detto:” personalmente non ho mai avvertito ……con la mia professione non ho mai avuto dei problemi …..il mio ruolo è quello della gestione del personale e rilascio degli atti sanitari quindi ho rapporti con il pubblico ma in maniera limitata”. E a Proposito di eventuali minacce ricevute dal marito:”No no questo no assolutamente”.
La giornalista incalza:"suo marito : 35 anni di pronto soccorso ……..a Locri il pronto soccorso è tutto ……è l’ingresso... Avrà avuto gente sparata o ferita di cui non doveva dire il nome …"No no questo no assolutamente “.Annunziata non sembra convinta della risposta e chiede "Visto che l’ospedale è l’equivalente nella zona della Fiat, che ha portato benessere occupazionale è entrato nel mirino dell’interesse dalla ‘ndrangheta?…"NO!!!”, risponde la signora Laganà.
La giornalista insiste"Esclude categoricamente che il delitto possa essere maturato nell’ambiente della sanità?”. "Non riesco a darmi una risposta sul perché mio marito è stato ucciso, sono a farmi domande ….L’unica cosa che riesco a pensare è un avvertimento, alle istituzioni, ed è stato colpito mio marito perché era facile da colpire … non ho idea di cosa voglia la ‘ndrangheta…sono in tanti ad avere avuto avvertimenti….ma mio marito nessuno, eravamo tranquilli….". A Rainews24 il 19 ottobre 2005, la signora Laganà dichiarava: “Non abbiamo mai avuto minacce, nessuna avvisaglia. Eravamo tranquilli”.
L’onorevole Laganà non rivendica alcuna battaglia del marito contro la mafia nè tantomeno dice che avesse denunciato fatti gravi. Perché?
Inoltre non si capisce perché l’ex capo del governo Berlusconi, sempre presente dove c’è una telecamera, non abbia partecipato ai funerali di Fortugno, non hanno partecipato nemmeno l’ex ministro Pisanu, i vice presidenti di Berlusconi e i ministri più importanti.
Non si capisce perché non vengono messi all’ordine del giorno della commissione antimafia, che ha il compito di occuparsi dei rapporti mafia-politica, il caso Fortugno e la relazione sull’ASL di Locri.
Io ho scritto al Presidente della Commissione Forgione e ho chiesto di farlo (Leggi le lettere sono state pubblicate anche sul sito www.ilcantiere.org ) . La signora Fortugno, che è deputato e membro dell’antimafia, l’ha chiesto? Lo faccia e lo pretenda così potrebbe ottenere anche le risposte di Pisanu e degli altri membri del governo Berlusconi chiamati a deporre davanti all’antimafia.
Ci sono altre cose che non si capiscono e che la Commissione antimafia, con i poteri della magistratura, potrebbe chiarire. E cioè le telefonate del dr Fortugno ai capi della cosca Morabito.
Infine, la frase contenuta in una busta gialla con minacce di morte al fratello del dr Fortugno anch’egli medico a Siderno, messa in evidenza dal Corriere della Sera, che dice:” Prima ficiru i fatti e mò fannu i santi”. “Prima hanno fatto i guai e ora fanno i santi”. Che significa? La prima a essere interessata a capire è proprio la signora Fortugno. Infatti, non è un messaggio da poco. Qualcuno, al più presto, dovrebbe spiegare di quali fatti si tratta, se ci sono stati e chi li ha commessi. Il messaggio mafioso è tutt’altro che una Bazzecola.
Al Presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione
Caro Presidente,
il sito Democrazia e Legalità, giornale on line di cui sono direttore, e il sito del Cantiere, attraverso un link, gestiti da Roberta Anguillesi e Marco Ottanelli entrambi residenti a Firenze e volontari, ha pubblicato la relazione amministrativa sull’ASL di Locri e per questo i responsabili hanno subito un’accurata perquisizione quasi notturna dalla polizia postale su ordine del PM di Reggio Calabria, senza la presenza dell’avvocato, come pure richiedeva il PM nella sua ordinanza e sono indagati insieme a me. Inoltre sono indagati per la stessa ragione il direttore di Radio 24, di Genova Web e di Repubblica on line. L’onorevole Falomi ha anche presentato due interrogazioni al governo rimaste senza risposta.
La relazione era stata scritta dalla commissione di inchiesta Basilone nominata dal ministro Pisanu e costituisce uno spaccato esemplare della realtà di Locri e della Calabria.
Inoltre, a mio parere, costituisce un utilissimo contributo alla comprensione del delitto Fortugno. IL vice ministro Minniti ha dichiarato nella trasmissione di Santoro che la relazione bisognerebbe leggerla in tutte le scuole perché dalla lettura si può capire il rapporto tra la ndrangheta e la Calabria. Se così è, ed io sono d’accordo, non si capisce perché la relazione depositata al ministero dell’interno non viene pubblicata e chiunque l’abbia fatto è stata indagato.
Credo pertanto che la Commissione che presiede, nella quale siede l’onorevole Laganà, vedova Fortugno, che giustamente chiede di fare luce sui rapporti politica-ndrangheta e affari, potrebbe occuparsene proficuamente e dare un contributo alla Calabria e all’accertamento della verità sul delitto Fortugno e sugli altri che sono rimasti impuniti.
Se la commissione decide di farlo, considerami a disposizione.
Cordiali saluti- Elio Veltri