Per Ventimiglia ed altri due Comuni dell'imperiese serve la Commissione di Accesso...

scritto da Ufficio di Presidenza il .

Gaetano Scullino, sindaco di VentimigliaOggi abbiamo inviato al Prefetto di Imperia - e per conoscenza al Procuratore Capo di Sanremo ed alla DIA di Genova - una documentata richiesta di invio urgente di una Commissione di Accesso in tre Comuni della provincia di Imperia, tra cui VENTIMIGLIA...
L'iniziativa assunta sul Comune di BORDIGHERA infatti è solo un tassello di una più ampia necessaria azione amministrativa di contrasto alle infiltrazioni mafiose che gravano sulla Pubblica Amministrazione dell'estremo ponente ligure...

Naturalmente non pubblichiamo il documento inviato al Prefetto, ma ci limitiamo ad alcuni estratti sulla realtà di Ventimiglia in quanto, fatti già noti e di tale gravità che dovrebbero imporre un provvedimento di urgenza a tutela dell'interesse pubblico e della corretta e trasparente gestione della cosa pubblica. Infatti la gestione pesantemente viziata da conflitti di interessi e irregolarità, a partire da quelle nell'ambito della società Civitas, rappresentano già di per sè un pesante pregiudizio sulla buona amministrazione...


Ecco alcuni brevi stralci della parte su Ventimiglia del documento inviato dalla Casa della Legalità al Prefetto di Imperia:


Dando per già acquisito quanto evidenziato dal noto Rapporto CARRER e dalle molteplici relazioni DIA, PNA, Commissione Parlamentare Antimafia, si procede ad approfondire quando emerso successivamente a tali atti.

L'attuale Consiglio ed Amministrazione Comunale è stata eletta con il concorso pieno di Vincenzo MOIO, sino allo scorso anno anche vice-sindaco.


Vincenzo MOIO è chiaramente indicato nell'Ordinanza relativa all'Operazione "IL CRIMINE" per i suoi rapporti con esponenti della 'ndrangheta. Nello specifico nel terzo volume dell'Ordinanza si legge che il Domenico BELCASTRO, affiliato alla 'ndrangheta, del "locale" di Genova, dialogando con il "Mastro" della cosca COMMISSO, ricorda al COMMISSO del Vincenzo MOIO indicandolo come "affiliato" (4 marzo 2010):

 

"BELCASTRO: Vi hanno visto?... va bè ma se non ci sono fermi... quello vi saluta pure (inc.) vi saluta... ieri ci siamo visti pure con... con D'AGOSTINO, quello RAFFAELE.../

COMMISSO: E dove vi siete visti, è là?.../

BELCASTRO: A Genova... siccome stiamo appoggiando ad uno, voi sapete chi è questo che lui veniva sempre a Siderno e vi conosce... quel MOIO ve lo ricordate voi?.../"

(omissis)

il 04 marzo 2010, al progressivo ambientale 12034, P.P.1988/08; Rit D.D.A 951/09, COMMISSO Giuseppe con BELCASTRO Domenico e GALLUZZO Giovanni. Non appena va via GALLUZZO Giovanni, BELCASTRO Domenico riporta al "Mastro" i saluti di GARCEA Onofrio identificando quest'ultimo come affiliato col grado di "Sgarro" e appartenente al clan "BONAVOTA" di Sant'Onofrio (VV). BELCASTRO Domenico dice al "Mastro" che insieme a D'AGOSTINO Raffaele stanno appoggiando la candidatura della figlia di MOIO Vincenzo, tale MOIO Fortunata, in quanto il padre è un soggetto affiliato;

(omissis)

In seguito, tornando su temi più seri, BELCASTRO racconta al "Mastro" che, insieme a D'AGOSTINO Raffaele - col quale si sarebbe incontrato il giorno prima a Genova - starebbe dando appoggio politico alla figlia ventitreenne di tale "MOIO":
"...stiamo appoggiando ad uno, voi sapete chi è questo che lui veniva sempre a Siderno e vi conosce... quel MOIO ve lo ricordate voi?". Precisando perfino di che genere di sostegno si tratti: "Che è un amico che si impegna... e adesso sta candidando la figlia e l'appoggiamo noi...".

(omissis)

I soggetti s'identificano:
- D'AGOSTINO Raffaele, di Nicola e STILO Maria Teresa, nato a Canolo (RC) il 27 marzo 1955, ivi residente in Via Vittorio Emanuele;
- "MOIO" per MOIO Vincenzo, di Giuseppe, nato a Taurianova (RC) il 1° gennaio 1959, residente a Camporosso (IM) in Via Piave 25, ex Vice sindaco di Ventimiglia (IM);
- la figlia ventitreenne, candidata in Liguria elle elezioni regionali 2010, per MOIO Fortunata, nata a Cinquefrondi (RC) il 26 agosto 1987, residente a Camporosso (IM) in Via Piave 25.

(omissis)

COMMISSO sembra non capacitarsi della spaccatura e chiede all'amico se la scelta del GANGEMI sia stata valutata nella sede opportuna, ossia quella della "Camera di Controllo": "Avete fatto a votazione penso, o no?".
Ma BELCASTRO è fulmineo nella risposta: "No!". Poi racconta uno dei tanti problemi causati dal GANGEMI: "...se ne è andato a Ventimiglia lui a chiamare persone, ad uno e ad un altro là... invece questi lo hanno mandato da me a questo, no?... gli hanno detto: "andate da MIMMO e non vi preoccupate"... e lui si è risentito che è venuto da me... e io non l'ho mandato a chiamare... poi mi ha mandato a chiamare lui, poi alla fine ha detto che voleva parlare con MOIO a chiedergli scusa che ha sbagliato in buona fede, poi gli ha chiesto scusa pure a questo MOIO... vi dico cose...".


Tale coinvolgimento del MOIO non può quindi certamente apparire come secondario per gli interessi della 'Ndrangheta, anche in considerazione che è proprio sulla necessità di garantire appoggio alla figlia del Vincenzo MOIO (Fortunata MOIO, candidata nella circoscrizione elettorale di Genova per le elezioni del Consiglio Regionale del marzo 2010 nella lista dei "Pensionati" della coalizione che sostiene Claudio Burlando) che si produce una spaccatura all'interno del "locale" di Genova della 'Ndrangheta con il conseguente intervento dei vertici calabresi dell'organizzazione per capire e risolvere la questione.

Il supporto elettorale del MOIO Vincenzo fu determinante nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio e dell'Amministrazione del sindaco Gaetano SCULLINO, di cui il MOIO divenne vice-sindaco sino, come ricordato, allo scorso anno. Non è nemmeno trascurabile la delega data allo stesso MOIO dal sindaco SCULLINO a seguito dell'elezione: "grandi opere e lavori pubblici".

 


Inoltre a VENTIMIGLIA risultano consistenti e palesi anche le entrature della famiglia 'ndranghetista dei PELLEGRINO, da anni indicati nelle relazioni di DIA, Commissione Parlamentare Antimafia e PNA.


Gli stessi appartenenti al clan PELLEGRINO sono stati oggetto di recente provvedimento dell'Autorità Giudiziaria che ha tra l'altro evidenziato la capacità del medesimo sodalizio di utilizzare la capacità di intimidazione propria dell'organizzazione mafiosa con pesante condizionamento elettorale e della pubblica amministrazione a BORDIGHERA.

 

Nel passaggio dell'Ordinanza in cui si affronta la questione del condizionamento sull'amministrazione del COMUNE DI BORDIGHERA si evidenzia il ruolo svolto nell'ambito del sodalizio e per il sodalizio di Francesco BARILARO suocero di Giovanni PELLEGRINO e fratello di Fortunato BARILARO su cui torneremo a breve. Nello specifico si legge:

"Alla luce di tanto veniva sentito il Comandante della stazione CC di Bordighera - M.llo DAINESE - il quale riferiva che due giorni prima aveva invitato nel suo ufficio, per una chiacchierata, l'Assessore Marco SFERRAZZA il quale, con un certo turbamento, aveva ammesso che per alcune notti non era riuscito a dormire perché, dopo aver espresso in Giunta la sua contrarietà all'apertura della sala giochi, aveva ricevuto a casa la visita di Giovanni PELLEGRINO e del suocero Francesco BARILARO (anch'egli pregiudicato e noto all'ufficio) che, pur senza esplicite minacce, gli avevano chiesto conto di quel suo atteggiamento contrario, aggiungendo: "però quando avete avuto bisogno dei nostri voti noi bi abbiamo aiutato, vi abbiamo dato una mano". Riferiva il M.llo DAINESE, che lo SFERRAZZA aveva aggiunto che si era lamentato con il Sindaco per quella fuga di notizie, che verosimilmente all'origine della stessa vi erano gli Assessori Rocco FONTI e Franco CALACITO e che il Sindaco era favorevole all'apertura della sala giochi perché aveva "favori da rendere"...

Sentito dal PM, l'Assessore al turismo del Comune di Bordighera Marco SFERRAZZA confermava le dette circostanze, riferendo in particolare che in sede di Giunta, unitamente ai colleghi INGENITO, IACOBUCCI e VIALE, aveva espresso delle perplessità circa l'autorizzazione all'apertura di una sala giochi avanzata da PEPE' Lucia, spingendo per l'emanazione di un regolamento sulla base del quale vagliare le richieste e che quella stessa sera si erano così presentati a casa sua Giovanni PELLEGRINO ed il suocero Francesco BARILARO per chiedergli conto del perché di tale avversità, ricordando il sostegno da loro dato alla sua elezione. Per quanto non avessero formulato esplicite minacce, l'Assessore SFERRAZZA confermava di aver detto al M.llo DAINESE che da allora dormiva con la pistola sotto il cuscino (si badi, al di là della 'battuta' che l'Ass. Ha voluto alla frase attribuire, che egli è realmente proprietario di una pisola... denunciata ... presso il Comando Stazione CC di Bordighera...). Aggiungeva lo SFERRAZZA che della fuga di notizie si era lamentato con il Sindaco e che anche l'Assessore Ugo INGENITO aveva ricevuto una visita analoga.

Sentito dal PM anche l'ultimo Assessore detto, egli confermava la circostanza della sgradita visita (...). Riferiva nello specifico che in sede di Giunta aveva espresso tutta la sua contrarietà all'attività che intendeva aprire la signora Lucia PEPE', che sapeva essere la moglie di uno dei fratelli PELLEGRINO, contrarietà motivata dal fatto che la sala giochi poteva essere un cattivo esempio per i giovani e contraria comunque all'immagine della città; che a distanza di uno o due giorni da quella discussione in Giunta si era così presentato presso il suo studio privato Francesco BARILARO che gli aveva chiesto ragione di quel suo orientamento contrario e 'se era un mio fatto personale contro di loro, contro la loro famiglia'. Riferiva inoltre che dopo tale visita si era lamentato con il Sindaco della fuga di notizie.

Anche l'Assessore INGENITO, così come aveva fatto l'Assessore SFERRAZZA, riconosceva nelle foto di Giovanni PELLEGRINO e Francesco BARILARO le persone di cui aveva fatto i nomi.

Il Sindaco Giovanni BOSIO, sentito dal PM, confermava che interessati all'apertura della sala giochi erano i fratelli Maurizio e Giovanni PELLEGRINO (titolari di una ditta di Bordighera che aveva partecipato al ripascimento della spiaggia) e che gli Assessori SFERRAZZA e INGENITO gli avevano effettivamente riferito di aver ricevuto delle visite da parte dei PELLEGRINO per ottenere spiegazioni per la loro contrarietà."

Nell'Ordinanza si legge anche un passaggio che indica chiaramente la pericolosità sociale conclamata della famiglia PELLEGRINO e si evidenzia non solo più il ruolo operativo - anche per la gestione degli affari relativi ai "circoli" per lo sfruttamento della prostituzione - svolto dal Francesco BARILARO ma si evidenzia in modo inconfutabile il ruolo apicale svolto nel sodalizio criminale dal Fortunato BARILARO. Nello specifico si legge:

"Va peraltro, ad abundantiam, rilevato e ribadito, che in questa riviera di ponente la famiglia PELLEGRINO già da anni viene indicata dalla stampa come appartenente o comunque contigua alla 'Ndrangheta, circostanza che indubbiamente contribuisce a rafforzare, nel contesto sociale e negli amministratori locali, il timore di ritorsioni in caso di mancato accoglimento delle loro richieste. In tal senso vedi gli articoli di stampa (...) che fin dal 1994 descrivono i fratelli PELLEGRINO come esponenti del 'racket della Riviera', con presunti continui collegamenti con gli esponenti delle cosche calabresi, depositari dell'arsenale di armi ed esplosivi utilizzati per attentati incendiari e dinamitardi nonché favoreggiatori di killer della 'Ndrangheta.

L'inserimento dei fratelli PELLEGRINO in un contesto delinquenziale, in cui vige una rigida gerarchia che impone di rispettare la volontà dei capi, è testimoniato, poi, dalla conversazione intercettata il 19/5/2009 sull'utenza in uso a PELLEGRINO Giovanni (...) nella quale PELLEGRINO Giovanni chiama lo zio BARILARO Fortunato e gli dice che probabilmente l'Avv. Marzia Ballestra (che sostituisce l'Avv. Bosio, in quei giorni toccato da un grave lutto familiare) non è all'altezza della situazione ed è il motivo per cui il fratello Roberto è ancora in carcere (per la vicenda delle armi). PELLEGRINO Giovanni chiede quindi il permesso allo zio (che è completamente estraneo a quella vicenda processuale) di cambiare avvocato.

Da rilevare, a proposito dell'indagato BARILARO Francesco, suocero di PELLEGRINO Giovanni, che anche ANDREOTTI Giovanni ne parla - verbale 5/11/2009 - intendendolo come persona che poteva intercedere in suo favore presso PELLEGRINO e DE MARTE ... poiché 'sapeva che ne aveva l'autorità'".

In riferimento ai soggetti sopra citati e loro stretti familiari occorre quindi segnalare che in molteplici occasioni hanno avuto ed hanno in corso consolidate entrature con la Pubblica Amministrazione. Nello specifico sintetizziamo in quattro punti i fatti che si ritengono più eclatanti:

- il Fortunato BARILARO, indicato come esponente apicale del sodalizio, ha un attività commerciale con licenza del Comune di VENTIMIGLIA in via Hambury, che essendo caratterizzato dalla vendita di prodotti tipici calabresi è un "naturale" punto di incontro;

- il figlio di Fortunato BARILARO, a quanto riferitoci, è stato assunto presso il Comune di VENTIMIGLIA a seguito di un concorso in cui lo stesso era l'unico partecipante. Risulterebbe che lo stesso sia stato inquadrato con mansioni di responsabilità nell'ambito del settore personale;

- i fratelli PELLEGRINO, inoltre, risultavano con la loro società di movimento terra tra i soggetti coinvolti nei lavori per il costruendo porto di VENTIMIGLIA, certamente per quanto concerneva il trasporto dei massi presso l'area di cantiere;

- i fratelli PELLEGRINO avevano di fatto in uso la Cava di Bocche di Trucco a VENTIMIGLIA, ove operavano attività estrattiva anche con uso di esplosivo pur essendo la Cava stessa priva di autorizzazione alla coltivazione e quindi senza autorizzazione all'uso di esplosivo. Tale fatto, su cui l'amministrazione comunale ha omesso ogni sorta di controllo ed intervento (così come la Provincia e l'Ufficio Cave facente capo alla Direzione Ambiente della Regione Liguria), evidenzia soprattutto la disponibilità di materiale esplosivo in capo ai PELLEGRINO ed un atteggiamento del COMUNE accondiscendente e omertoso (le esplosioni, infatti, si sentivano in ampia parte del territorio così come era risaputo e visibile il via vai di camion dalla Cava stessa).

In merito alle attività dell'Amministrazione del COMUNE di VENTIMIGLIA occorre anche segnalare, quantomeno schematicamente, che:

Questo breve testo testimonia da un lato l'estrema importanza della società pubblica e dall'altro anche la volontà di aggirare le rigorose procedure previste per gli Enti Locali.
Nell'ambito della "CIVITAS SRL" (così come anche per altre società pubbliche o pubblico-private del COMUNE di VENTIMIGLIA che poi vedremo) si sviluppa un pesante conflitto di interessi che amplifica già quello posto in essere nell'ambito della stessa gestione del COMUNE di VENTIMIGLIA. Cerchiamo quindi di sintetizzare la questione, che si sviluppa prevalentemente durante il periodo in cui Vincenzo MOIO era ancora vice-sindaco della Giunta di Gaetano SCULLINO.



In merito alla società "ORIZZONTI srl" si è anche, in sintesi, indicato:

La società "ORIZZONTI SRL" (codice fiscale 01136970082 - numero REA IM-94752) ha sede in Ventimiglia, Corso Genova 1/3. E' stata costituita il 28.10.1995 e registrata il 16.02.1996. Ha un capitale sociale 26.000 euro e come ragione sociale: "l'esercizio di attività economiche dirette alla produzione, allo scambio ed al commercio di beni e servizi, nonché le attività ausiliarie connesse all'attività principale nell'accezione di cui all'articolo 2195 numeri 1, e et 5 del Codice Civile oltre ogni altra attività agricola prevista dall'art. 2135 del Codice Civile. In particolare la società potrà svolgere attività dirette: - alla compravendita, alla costruzione, alla ristrutturazione e alla gestione di immobili; - alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all'allevamento, alla trasformazione o all'alienazione dei prodotti agricoli; - alla gestione di attività turistico ricettive e di agriturismo".
L'ultimo elenco soci depositato presso la CCIAA di IMPERIA (al 30.03.2009) è il seguente:
- AMELIA Salvatore (domiciliato in Vallecrosia - IM, con quote nominali di 2.600 euro);
- MACCARIO Elena (domiciliato in Ventimiglia - IM, con quote nominali di 2.600 euro);
- MANFREDINI Enrico (domiciliato in Ventimiglia - IM, con quote nominali di 2.600 euro);
- PEDRABISSI Amedea Raimonda (domiciliato in Ventimiglia - IM, con quote nominali di 2.600 euro);
- PRESTILEO Gino (domiciliato in Vallecrosia - IM, con quote nominali di 2.600 euro);
- PRESTILEO Marco (domiciliato in Ventimiglia - IM, con quote nominali di 2.600 euro);
- SCULLINO Gaetano (domiciliato in Ventimiglia- IM, con quote nominali di 5.200 euro);
- FEDRIGOTTI Elisa (domiciliata in Brescia - IM, con quote nominali di 5.200 euro).
Amministratore Unico della società risulta MACCARIO Elena (domiciliata in Ventimiglia - IM), la stessa è la moglie di PRESTILEO Marco. Nella compagine societaria inoltre sono presenti altri parenti del PRESTILEO Marco, come il fratello Gino PRESTILEO ed il cognato AMELIA Salvatore (Consigliere Comunale di Vallecrosia).
La stessa società, stando all'ultimo bilancio depositato (al 31 dicembre 2009) ha un credito costituito per adesione al "Comitato CONCA VERDE" pari 1.940 euro. Se l'acquisizione da parte della ORIZZONTI SRL riguarda un terreno finalizzato ad un iniziativa immobiliare nell'ambito del territorio del COMUNE DI BORDIGHERA, nell'ambito delle edificazioni nel territorio denominato CONCA VERDE (che è compreso dai COMUNI di BORDIGHERA e VALLECROSIA) occorre segnalare che ha prestato anche opera la società dei fratelli PELLEGRINO.

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