Porto di Ventimiglia. Si dichiari la decadenza della Concessione Demaniale
Il Porto di Ventimiglia è uno scempio che si poteva (e doveva) evitare. La passata amministrazione (quella Scullino, sciolta per la consolidata cointeressenza con la 'ndrangheta) invece tirò dritto e diede il via libera alla “Signora dei Porti”, la Beatrice Parodi ved. Cozzi (foto a lato con l'ex sindaco Scullino).
Sono anche emerse le pesanti pressioni degli uomini del capo-locale di Vantimiglia, MARCIANO' Giuseppe, per far sì che il via libera alla costruzione fosse garantito.
Lì, in quei lavori, ci lavorava la 'ndrangheta [qui, ad esempio, i lavori affidati direttamente alla Cooperativa MARVON ovvero ai MARCIANO' – in formato .pdf]. L'affare era per loro, altro che interesse pubblico della città...
La “CALA DEL FORTE” scriveva sul proprio sito: “Cala del Forte sarà uno tra i più moderni ed attrezzati porti turistici del mediterraneo il cui attracco offrirà l'occasione per conoscere un mondo tutto a vostra disposizione”. La realtà di oggi ci dice, senza margine di dubbio, che siamo davanti all'ennesima incompiuta.
La Beatrice Parodi ved. Cozzi è messa male (recentemente rinviata a giudizio frode... un’evasione di imposte di circa 4 milioni di euro). I lavori sono fermi e il progetto presentato non si intravede all'orizzonte... “CALATA DEL FORTE” non ha quindi rispettato quanto previsto dalla concessione demaniale, come previsto dalla "Convenzione Attuativa" firmata il 16 marzo 2010. Non c'è traccia dei 348 posti barca (per natanti tra i 6,5 ed i 45 metri), dei 44 alloggi, dei 15 mila mq di verde pubblico, dei posteggi ed attività commerciali, che dovevano essere realizzati entro in 5 anni.
Anche la Commissione d'Accesso, nella propria Relazione che ha condotto allo scioglimento e commissariamento della passata amministrazione, ricordava che la "CALA DEL FORTE", come "soggetto attuatore" si era impegnata per:
«- l'attuazione del progetto definitivo del Nuovo Porto Turistico;
- la realizzazione delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie (viabilità pedonale e carraia per l'allacciamento del nuovo porto alla viabilità pubblica esistente, fognature per le acque nere e quelle meteoriche con relativi allacci, due ascensori di collegamento, illuminazione, rete idrica e parcheggi) ritenute, ai fini della determinazione del contributo edilizio e per lo scomputo dei conseguenti oneri, opere di interesse generale come previsto all'art. 5 della Convenzione».
Sempre la Commissione d'Accesso ricordava, oltre alla rete di incarichi affidati dalla "CALA DEL FORTE" (tra cui quelli finiti alla cooperativa dei MARCIANO', la MARVON), che «emerge chiaramente che tra i diversi soggetti interessati alle varie fasi di realizzazione dell'opera di sono perfezionati rapporti giuridici di carattere privatistico nonostante la realizzazione del porto, benché gestita da una società privata, per tipologia ed importanza presenti tutti i requisiti di un "opera di pubblico interesse". Il Comune di Ventimiglia, attesi gli importi economici delle opere, avrebbe dovuto chiedere alla Prefettura il rilascio delle prescritte informazioni antimafia sul conto della concessionaria. Altrettanto avrebbe dovuto fare quest'ultima [CALA DEL FORTE, ndr] nei confronti dell'affidataria VENTIMIGLIA MARE SRL, ma né l'Amministrazione Comunale, né la s.r.l. CALA DEL FORTE si sono attivate in tal senso all'atto della stipula dei contratti... (...) Quanto sopra evidenziato, ha la medesima valenza anche per i successivi sub-appalti... Per quanto precede, il Gruppo Ispettivo di accesso al cantiere ha poi provveduto a denunciare all'A.G. gli amministratori e i funzionari comunali responsabili, per aver omesso di acquisire le informazioni antimafia che erano tenuti, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, ad attivare».
Ancora la Commissione d'Accesso ha evidenziato che «La vicenda del Porto turistico, nei vari aspetti e sfaccettature, evidenzia l'intreccio affaristico-malavitoso, oltre ai collegamenti e condizionamenti degli ambienti politici e amministrativi locali». Ed ancora: «Si sottolinea la circostanza che nel caso di alcuni servizi di osservazione svolti dai Carabinieri nell'estate del 2010 è stato fotografato, tra gli altri mezzi operativi nel cantiere, uno riportante sulla portiera il nome della ditta "F.LLI PELLEGRINO" facente capo alla nota famiglia, organica alla criminalità organizzata calabrese...». La Commissione d'Accesso, ricordando tutti gli elementi emersi (tra cui le minacce a Piergiorgio PARODI, minacce agli Amministratori di Ventimiglia) documentava anche il rapporto diretto d'affari tra la "F.LLI PELLEGRINO" e la "GESTIONE CAVE SRL" che, scrivono i Commissari prefettizi, «è chiaramente collegata al GRUPPO COZZI-PARODI, così come la VENTIMIGLIA MARE SRL e la OPEMAR SRL, in quanto tutte risultano avere sede legale od operativa presso il medesimo indirizzo di Via Cozzi n.1 a S.Stefano al Mare dove ha sede legale "CALA DEL FORTE SRL". E' quasi un complesso di "scatole cinesi" evidentemente rivolto a far risultare formalmente una pluralità di soggetti imprenditoriali e a distogliere l'attenzione dal concorso nei lavori di ditte contigue alla criminalità organizzata»
Alla luce dello stato dei lavori e di quanto accertato e documentato dalla Commissione d'Accesso è evidente che la “CALA DEL FORTE” si è inequivocabilmente resa inadempiente agli obblighi assunti con il rilascio della Concessione.
Quindi l'Amministrazione Comunale di Ventimiglia, guidata dal giovane sindaco Enrico Ioculano (foto a lato), davanti a questa realtà deve procedere, senza più indugi, con il dichiarare decaduta la Concessione Demaniale alla "CALA DEL FORTE SRL".
Con questa scelta, coerente con i principi per una corretta e trasparente amministrazione, si potrà quindi procedere ad una Gara pubblica europea. Un occasione, anche, per modificare il progetto riducendo fortemente l'impatto dell'opera e procedendo ad un rigoroso screening delle società partecipanti in materia antimafia e non solo (ad esempio ponendo il divieto di partecipazione ad imprese che hanno soci e/o controllanti in Paradisi Fiscali o intestazioni fiduciarie).
La nuova amministrazione di Ventimiglia può dare e deve dare un segno di cambiamento netto nella gestione della cosa pubblica in quel territorio, sia per il danno alla città prodotto dall'incompiuta targata "CALA DEL FORTE", sia per gli accertamenti e rilievi prodotti dalla Commissione d'Accesso.
Ci stupisce che questa strada non sia stata già intrapresa dall'Amministrazione comunale, così come anche il fatto che i “campionissimi” della legalità del M5S - che stanno all'opposizione - abbiano pensato di incalzare su questo terreno. Ma non è mai troppo tardi... Anzi è l'ora che questa strada venga imboccata, chiudendo con la stagione delle trattative private che tanto danno hanno prodotto al bene pubblico ed al territorio.