Particolari leggerezze dell'essere di Sergio Cofferati

scritto da i banditi il .

Sergio Cofferati si è accorto che in Liguria la 'ndrangheta (e Cosa Nostra) incidono sulla politica e condizionano il voto, dopo le Primarie liguri del PD. Prima aveva avuto qualche sentore, nulla di più. La denuncia l'ha promossa dopo quella sconfitta alle Primarie farsa. Denuncia, tra l'altro parziale, perché indica nei soli esponenti del NCD le collusioni e contiguità che hanno influenzato il voto delle primarie, sorvolando – ed ignorando – le collusioni e contiguità documentate che riguardano anche gli esponenti di primo piano del suo partito, con radici lontane nel tempo, con gli esponenti della 'ndrangheta (e di Cosa Nostra). Se questa è un primo particolare della “leggerezza dell'essere”, di Cofferati, vi sono poi quelle sulla scelta di alcuni suoi uomini, come il sindaco di Savona BERUTTI Federico e poi, in ultimo, la scelta del legale a cui affidare l'indagine sulle Primarie, ovvero SAVI Stefano. E proprio di questo ultimo aspetto ci occupiamo...

Cofferati non è di Genova. Qui ci è arrivato per questioni private. Non conosce direttamente questa realtà e più in generale la Liguria. Non è una colpa, questa, di per sé, ma lo diventa quando ci si assume delle responsabilità di rappresentanza e non si approfondisce adeguatamente il contesto del proprio partito, di quel territorio, delle dinamiche politico-amministrative ed economiche. E questa “leggerezza dell'essere” del Sergio è alla base della sua sconfitta, con quelle Primarie taroccate. E' questa la ragione per cui la sua denuncia (parziale, troppo parziale) giungeva troppo tardi.

Partiamo da un presupposto che indica la serietà o meno di una valutazione di un giudizio. Quando si leggono gli Atti giudiziari, siano essere Sentenze e i documenti alla base di un'inchiesta o processo, li si deve leggere bene. Non si possono leggere solo alcune parti ed altre no. Se è vero che la valutazione giudiziaria, cioè le decisioni di assoluzione o condanna per specifici reati, compete esclusivamente alla Magistratura, esiste anche – e dovrebbe soprattutto esistere – la valutazione etica e politica. Questa è di “competenza” della comunità e quindi anche di chi ricopre ruoli nell'ambito politico, sia nell'ambito di partito che nell'ambito istituzionale. E per compiere una seria valutazione etica e politica dei fatti che emergono da un'inchiesta, da un processo, da Atti e Sentenze, non si può leggere solo una parte. Se ci si limita ad attenzionare alcune parti e non il tutto, estrapolando dal contesto dettagliato un particolare elemento e trasconda il resto, si finisce per avere una visione distorta, strabica.

Cofferati ha citato più volte, giustamente (e finalmente), nell'ambito del dibattito politico, la questione dell'inchiesta e del processo “LA SVOLTA”, sulla 'ndrangheta dell'estremo ponente ligure e sulle contiguità e collusioni e contiguità con la politica e le pubbliche amministrazioni, oltre a quanto emerso nell'inchiesta “MAGLIO 3” relativa alla più ampia articolazione dei “locali” della 'ndrangheta in Liguria nelle sue connessioni documentate con esponenti politici del centrodestra (ma anche del centrosinistra). Non è un caso che abbia citato alcuni elementi dettagliati negli Atti di quel processo e nella Sentenza “LA SVOLTA” del Tribunale di Imperia. In quei documenti ufficiali vi sono elementi che oltre alle valutazioni processuali, impongono di tirare le somme sul piano etico e politico.

Ma se Cofferati fa questo, con riferimento, a quelle inchieste, dimostra l'ennesima sua “leggerezza dell'essere” quando va ad affidare l'incarico per le sue “indagini” in relazione alle Primarie, al noto avvocato SAVI Stefano. Se avesse letto bene quelle carte (agli Atti sia dell'indagine “MAGLIO 3” sia e dell'indagine “LA SVOLTA”) avrebbe dovuto concludere che sulla figura di SAVI Stefano esistono seri dubbi. Nessun elemento di condanna, ma dubbi si.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia che hanno operato nell'ambito delle diverse inchieste dell'allora Procura di Sanremo retta dal Proc. Cavallone relative agli esponenti della 'ndrangheta dell'estremo ponente ligure, per quanto di competenza sui reati-fine, così come anche, di fatto, nell'ambito dell'inchiesta “MAGLIO 3” e poi, quindi soprattutto nella manovra investigativa “LA SVOLTA”. Stiamo parlando degli stessi Atti, quindi, delle inchieste citate più volte da Cofferati...

Ed i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia, in relazione all'Avv. SAVI Stefano hanno annotato quanto più che sufficiente per avere dei legittimi “dubbi”

Agli Atti dell'inchiesta “MAGLIO 3” - come è stato documentato già sul web da lungo tempo – vi è quel Rapporto dei Carabinieri Imperia datato 2.12.2010 in cui si legge:

“[…]
Infine altri elementi di evidente importanza che comprovano che l'attentato estorsivo è avvenuto per interessi criminali più ampi e derivato da una strategia mafiosa, sono emersi dall'ascolto del colloqui presso "LE VOLTE" avvenuto il 25 novembre 2010 fra MARCIANO' Giuseppe e PALAMARA Antonio. Durante la conversazione, i due avevano parlato degli arresti di ROLDI e CASTELLANA. Nello specifico MARCIANO'aveva riferito di essere preoccupato del fatto che CASTELLANA potesse collaborare con l'Autorità Giudiziaria, facendo emergere che "la 'ndrangheta" fosse interessata all'affare. La circostanza che ROLDI non venisse menzionato, fa comprendere come MARCIANO' riponga la massima fiducia su questo soggetto poiché a loro affiliato e quindi non ritenuto capace di commettere alcun "tradimento". Anche la scelta del difensore, fa capire come la difesa di ROLDI sia riconducibile ad un interesse del sodalizio e non solo individuale "mette un avvocato nostro ...inc... che ...inc... io a Genova". In effetti ROLDI Annunziato, nel procedimento in esame è attualmente difeso dall'Avv. SAVI STEFANO del Foro di Genova.
[…]”

Se passiamo agli Atti dell'inchiesta “LA SVOLTA”, nell'Informativa Finale alla base dell'inchiesta e del processo che ha portato alla Sentenza di condanna degli 'ndranghetisti dell'estremo ponente ligure, si legge:

“[…]
LA SCELTA DEL DIFENSORE

E’ noto come nelle organizzazioni criminali di stampo mafioso sia solito servirsi della medesima schiera di avvocati. La stessa cosa . stata fatta anche dai PELLEGRINO e dai BARILARO in occasione del loro arresto, infatti tutti hanno nominato come difensore di fiducia l’avv. BOSIO Marco.
Peraltro, la già citata conversazione intercettata nel p.p.1626/09 della Procura della Repubblica di Sanremo, ha evidenziato come PELLEGRINO Giovanni necessitasse dell’autorizzazione di BARILARO Fortunato per il cambio del difensore.
In occasione dell’arresto di ROLDI Annunziato, MARCIANO’ Giuseppe. parso sollevato dal fatto che ROLDI Annunziato abbia scelto quello che ha indicato a PALAMARA Antonio come il “nostro avvocato”.
MARCIANO’ Giuseppe infatti, in più occasioni ha parlato dell’avv. SAVI di Genova come un buon avvocato, suo amico ed a loro disposizione.
In effetti ROLDI Annunziato, nel procedimento in esame è stato difeso dall’Avv. SAVI Stefano del Foro di Genova.
[…]”


Ecco. Questi elementi, per la “insostenibile leggerezza dell'essere” di Cofferati, gli sono sfuggiti.

Allo stesso modo gli è sfuggito anche altro che ancora una volta produce elementi di “dubbio” che sarebbe bene tenere in seria considerazione quando si sceglie a chi (legittimamente) affidarsi...

Siamo quindi alla famiglia FOGLIANI di Taurianova trapiantata a Genova, dove dal nulla hanno costruito un impero imprenditoriale. La D.I.A. in merito a questo nucleo nel 2002 scriveva: La famiglia FOGLIANI, anch'essa insediata a Genova proveniente da Taurianova (RC), è considerata un terminale locale per operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza”.

Altre citazioni della famiglia FOGLIANI (come si è già documentato dettagliatamente) vi sono da parte della Commissione Parlamentare Antimafia (Relazione del 2006) e soprattutto da parte della DNA, ovvero la Procura Nazionale Antimafia (nelle Relazioni del 2005, 2008 e 2009). Quella della DNA del 2005 è anche riportata agli Atti delle inchieste della DDA di Genova sulla 'ndrangheta dell'estremo ponente ligure (ovvero le indagini citate più volte da Cofferati), in quanto richiamata nella Relazione dell'Arma dei Carabinieri sul Comune di Bordighera datata giugno 2010.

Che questa “famiglia FOGLIANI” sia quella di FOGLIANI Gregorio lo ha confermato ufficialmente la Procura di Genova ed il GIP del Tribunale di Genova. Infatti il FOGLIANI Gregorio aveva querelato per diffamazione la Casa della Legalità e la Procura di Genova, espletate le indagini, ha richiesto ed ottenuto dal GIP l'archiviazione di quella querela. Ed in questo Atto ufficiale (qui in formato .pdf) si legge tra l'altro:

“[...]
il riferirsi alla famiglia FOGLIANI - intesa come la famiglia di riferimento del gruppo imprenditoriale omonimo - come alla "famiglia FOGLIANI di Taurianova" non può considerarsi né falso né diffamatorio; del resto è lo stesso querelante a rivendicare pubblicamente, evidentemente come orgoglio, le propri radici calabresi, se è vero (come è vero) che egli compare tra i soci fondatori della associazione "LA CITTA' DEL SOLE" (pure menzionata negli articoli contestati), che si qualifica ufficialmente come"associazione culturale calabresi in Liguria";

- la partecipazione, per di più nella veste di socio fondatore, ad un associazione, autorizza e rende legittimo l'accostamento del nome del querelante a quello degli altri soci fondatori della medesima associazione;

- la circostanza che la "famiglia FOGLIANI", cioè il gruppo imprenditoriale facente capo alla famiglia, abbia forti interessi "sul Nuovo Lido" (come si esprime lo scritto in esame) - oltre a non essere ovviamente diffamatorio - corrisponde, in questi termini, a verità, essendo pacifico (nonché riportato da numerosissime fonti giornalistiche) che società di quel gruppo gestiscono due locali pubblici all'interno di quel complesso immobiliare;

- che il gruppo FOGLIANI abbia, avesse o possa avere anche un diretto interesse, attraverso una propria "cordata", nell'operazione urbanistica interessante il Nuovo Lido, oltre a non essere affermazione diffamatoria, è circostanza ampiamente e ripetutamente riportata da numerosi, ed anche prestigiosi, organi di informazione...;

- il domandarsi pubblicamente, come fanno gli autori dello scritto - quali siano le origini di una consistente fortuna patrimoniale - quale è quella della famiglia FOGLIANI - non può considerarsi né interdetto né diffamatorio;

- in definitiva, gli unici contenuti diffamatori rilevabili negli scritti oggetto di querela sono quelli che indicano la famiglia FOGLIANI come destinataria di "attenzioni" e di "interesse" da parte degli organi pubblici operanti nel settore del contrasto alla criminalità mafiosa; qui assume decisivo rilievo il profilo di veridicità o di falsità delle informazioni contenute negli articoli contestati; a questo riguardo deve allora osservarsi che effettivamente risulta che almeno una delle relazioni elaborate dalla Direzione Investigativa Antimafia (relazione facilmente reperibili in rete) e precisamente quella relativa al secondo semestre dell'anno 2002 (acquisita per estratto agli atti) contiene riferimenti alla famiglia FOGLIANI, e che tali riferimenti risultano riportati in maniera fedele e continente nello scritto oggetto di querela.
[…]"

Ebbene, acquisito questo dato, per le verifiche ed indagini espletate dalla Procura di Genova e vagliate/confermate dal GIP, si ha quindi un quadro nitido che sgombra il campo da ogni possibile margine di dubbio. Si ha la conferma della correttezza del richiamo alle Relazioni ufficiali relativamente ai FOGLIANI; si ha conferma che sia legittima la domanda su quale sia l'origine dell'impero imprenditoriale e patrimoniale dei FOGLIANI; si ha conferma che i FOGLIANI sono stati tra i promotori dell'Associazione “CITTA' DEL SOLE” in cui certamente risultavano, ad esempio:
- COSMA Salvatore Ottavio (vedi qui) che è stato documentato dall'Inchiesta “PANDORA” essere in stretta connessione con gli esponenti della famiglia MAMONE, così come come con lo STEFANELLI Vincenzo della cosca STEFANELLI-GIOVINAZZO, il boss GARCEA Onofrio, usuraio ed esponente di vertice del “locale” della 'ndrangheta di Genova oltre che con il CARIDI Giuseppe di Alessandria (condannato in Appello a Torino per 416-bis);
-
ANATASIO Francescantonio (vedi qui) già deferito per 416-BIS dal ROS di Genova nel 2001 e riemerso nel conflitto, interno all'organizzazione 'ndranghetista, con il capo-locale di Genova, GANGEMI Domenico.

Quindi, se erano già indiscutibilmente documentati i consolidati rapporti con la Pubblica Amministrazione, delle società dei FOGLIANI, che potevano contare su consistenti appalti e concessioni pubbliche, si acquisivano quegli ufficiali e pubblicamente noti elementi che abbiamo appena visto, così come si acquisiva anche – per una Sentenza del TAR – il favoreggiamento del privato, ovvero dei FOGLIANI, da parte del COMUNE DI GENOVA (Amministrazione di Marta VINCENZI), per la costruzione di una clinica privata ad Albaro, la “VILLA ALLEGRA”.

Ebbene: l'Avv. SAVI Stefano è legale dei FOGLIANI. Lo è quando l'Ordine degli Avvocati di Genova, ad esempio, mette a gara l'assegnazione della gestione del bar della nuova sede dell'Ordine. In quel momento SAVI è anche il Presidente dell'Ordine che gestisce quell'assegnazione. E quell'assegnazione va ai FOGLIANI. Nulla di penalmente rilevante, ma che, legittimamente, dal punto di vista etico può essere valutato non certamente in modo positivo.

Ma, per quella “insostenibile leggerezza dell'essere” di Sergio Cofferati, il “dubbio” appare non contemplato.

 

Stampa