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CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
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Indicarli, puntargli sopra l'attenzione e colpirli... uno ad uno ed a Loano FAMELI ci aggredisce....

L'Antonio FAMELI ai tempi addietroAGGIORNATO CON ALCUNE IMMAGINI SULL'AGGRESSIONE DI LOANO
E' l'unico modo per spingere ad una azione di prevenzione e repressione su larga scala contro gli uomini delle cosche mafiose. E' l'unico modo per far crollare la loro capacità intimidatoria e spezzare l'omertà. E' l'unica modo per metterli all'indice facendogli sentire che per loro c'è solo disprezzo. Serve farli venire allo scoperto, farli emergere dall'insabbiamento con cui si sono mimetizzati per continuare i loro sporchi affari, da quelli più prettamente criminali a quelli di infiltrazione e radicamento nell'economia locale, nel tessuto commerciale... per rendere evidenti le loro "protezioni" dall'ambiente politico, amministrativo, economico ed anche di alcuni pezzi dei settori di controllo.
E se questa è la strada che rafforza la possibilità di rendere evidenti le commistioni di interessi e le complicità, anche se c'è da correre qualche rischio, come sempre da buoni "banditi", si va avanti... e che sfuggano come il GANGEMI o aggrediscano come il FAMELI sappiano che non ci facciamo intimidire...


Ecco perché oltre al continuare a fare inchieste, raccogliere segnalazioni e passare quanto utile ai reparti investigativi ed alla magistratura, ed in parallelo proseguire con il fornire un informazione che guarda a 360° senza sconto alcuno, oggi si sono compiuti due blitz contro due volti della 'ndrangheta.

Dopo le iniziative di denuncia nelle piazze contro i clan ed i rapporti con la politica e le pubbliche amministrazioni già messe in atto nell'imperiese, dopo quelli nel savonese e quelli nel territorio della provincia di Genova, ora è la volta del boss Domenico "Mimmo" GANGEMI di Genova e del boss Antonio FAMELI di Loano. Il primo. Il GANGEMI, un boss di secondordine, uno del livello intermedio tra i vertici e la bassa manovalanza, l'altro, il FAMELI, è l'uomo del grande riciclaggio del clan dei PIROMALLI, ben inserito nell'ambiete massonico-politico (e della Chiesa) del savonese.

Ecco i due volantini distribuiti:


Ecco la cronaca di questo caldo pomeriggio di luglio...
in Liguria, tra Genova e Loano

Il GANGEMI ha battuto in ritirata, ha chiuso il negozio e non lo ha riaperto... devono essergli rimasti i fagiolini sullo stomaco. Questo dimostra che certi signori sono dei gran quaraquaqua che se trovano il disprezzo sociale non possono nulla, se non battere in ritirata. La gente del quartiere ed i negozianti vicini ora sanno chi è il signorino del furgoncino rosso. E per questo primo nostro blitz, ringraziamo la Questura di Genova e la DIGOS che era presente in forze per garantire il regolare svolgimento dell'azione informativa di denuncia pubblica su chi sia il signore del mercatino di frutta e verdura di Piazza Giusti.

il boss Antonio FAMELI, del clan dei PIROMALLI oggi a Loano, poco prima di aggredirciIl FAMELI e la sua ciurma invece non l'hanno presa bene. Prima qualche parente o affine che passando diceva che eravamo infami, un signorotto è passato dicendo che se ci sparano fanno bene perché certe cose non si dicono. Intanto molti passanti dicevano che lo conoscono bene il FAMELI Antonio, che intanto ha sostituito il suo "CHUPA CHUPA" con licenza comunale con il "CASINO' ROYALE" dove si gioca e rigioca (sempre con licenza comunale). Poi sono iniziati alcuni movimenti strani, dall'agenzia immobiliare (a cui si accede passando davanti alla grande Madonna con lumino), dove si era radunata una folla che ci guardava con sguardo non troppo amichevole, si sono disposte un bel po di personcine, un po alla nostra destra, un po alla nostra sinistra, un po alle spalle.
Qualcuno poi ha chiamato la Municipale che è arrivata per dirci che nel Comune di LOANO (dove il sindaco è Angelo VACCAREZZA, divenuto pure Presidente della Provincia) non si può volantinare senza autorizzazione, e che la deroga per le organizzazioni sociali non vale se non si concorda il volantinaggio (anche se itinerante) con la Polizia Municipale. Così doppio verbale (essendo in due a volantinare) per 100 euro l'uno. Ma questo aspetto di palese violazione dei diritti costituzionali non è nulla rispetto a ciò che è accaduto in parallelo all'arrivo dei vigili. Le persone che dall'agenzia immobiliare del FAMELI si erano disposte alla destra, alla sinistra ed alle spelle nostre, quando i vigili sono intervenuti hanno dato il meglio di sé, con il supporto e la partecipazione attiva direttamente del boss Antonio FAMELI (un po ingrassato rispetto ai tempi della foto dove si mostrava ridente). Ci hanno aggrediti letteralmente davanti ai due agenti della Municipale che non riuscivano a tenerli. Abbiamo chiesto che venissero identificati perché intendevamo procedere a querela, non tanto per gli insulti che uscivano dalle loro "civilissime" bocche di riviera, ma per le minacce e le aggressioni fisiche. Ad un certo punto, visto che i vigili non procedevano ad identificarli, abbiamo sollecitato ed Abbondanza, Presidente della Casa della Legalità, si è avvicinato al gruppo dove vi erano i due aggressori, un signorotto con baffoni ed l'Antonio FAMELI, per indicare con l'indice al vigile i due soggetti da identificare ed evitare errori. In quel momento, quando Abbondanza indica il FAMELI con l'indice, questi si è scatenato... uno tenta prima di tirare un calcio ad Abbondanza, mentre i vigili cercano di fermarli, interviene il figlio di uno di questi che urla spingendo "non toccate mio padre", il FAMELI punta ad Abbondanza e cerca di strattonarlo, spingerlo e gli strappa di mano i volantini. Un altro da dietro strappa la maglietta ad Abbondanza, mentre il FAMELI sotto gli occhi dei Vigili, tira un pugno al segretario della Casa della Legalità, D'Agostino, per poi venire allontanato nuovamente dai Vigili stessi. Poi arrivano i Carabinieri ed i signori si allontanano di qualche metro, uno degli agenti (il più alto in grado) dell'Arma si avvicina e ci dice che è normale tale reazione, essendo andati a volantinargli certe cose davanti a casa. Poi ritorna alla carica il genero del FAMELI, l'Ugo PIAVE, che davanti ai Vigili ed ai Carabinieri dice che bisognerebbe prenderci a sberle. Alla fine i Carabinieri se ne vanno e gli agenti della Municipale ci scortano alla macchina.

Ecco la cronaca di una "tranquilla" giornata di azione!

PS
E chissà cosa penseranno di questo loro vecchio sodale incaricato del grande riciclaggio nel savonese giù a Gioia Tauro, i PIROMALLI, dopo questa giornata dove ha dato in escandescenza.... (e non faceva nemmeno troppo caldo)...

CRONOLOGIA DEI FATTI DI LOANO CON ALCUNI SCATTI
la prima protesta arriva con una donna...
QUALCHE MINUTO DOPO L'INIZIO
DEL VOLANTINAGGIO
ARRIVA UNA SIGNORA
CHE SI QUALIFICA COME
SORELLA DI UGO PIAVE
CI LANCIA IL VOLANTINO
E DICE CHE UGO NON C'ENTRA
NULLA CON FAMELI.
NOI RIBADIAMO CHE CITIAMO
SOLO ATTI PUBBLICI DI
REPARTI IVESTIGATIVI E
COMMISSIONE ANTIMAFIA, ED E' LI'
CHE RISULTA IN ATTI CHE L'UGO
OPERA PER CONTO DEL FAMELI
il secondo "avviso" da un signore che lavora di fronte alla villa Fameli
NOI SI VA AVANTI E POCO DOPO
ARRIVA UN SIGNORE
CHE NON SI QUALIFICA
E CI DICE CHE CAZZO STIAMO
FACENDO E CHI CI HA MANDATI.
POI AGGIUNGE CHE FAMELI
NON E' UN MAFIOSO
E CHE SE CI SPARANO
FANNO BENE.
Il primo aggressore si avvicina quando arrivano i Vigili
QUESTO CON I BAFFI E' STATO IL PRIMO
AD AGGREDIRCI
, SUBITO DOPO L'ARRIVO
DELLA POLIZIA MUNICIPALE
(E' UNO DEI SOGGETTI CHE ABBIAMO
CHIESTO QUINDI DI IDENTIFICARE)
Dietro al primo aggressore, lui, Antonio FAMELI... che si lascia andare dopo la risatina
ANTONIO FAMELI
PRIMA RIDACCHIA POI PARTE
IN QUARTA E CI AGGREDISCE
(TROPPO NERVOSISMO PER IL BOSS
DEL CLAN DEI PIROMALLI)
ANCHE PER LUI IDENTIFICAZIONE
RICHIESTA PER POTER PROCEDERE
NEI SUOI CONFRONTI
Il FAMELI viene allontanato dopo la prima aggressione portataci
IL BOSS ANTONIO FAMELI VIENE FATTO
ALLONTANARE
DOPO LA PRIMA
AGGRESSIONE PORTATA AL
PRESIDENTE ED AL SEGRETARIO
DELLA CASA DELLA LEGALITA'
Quando puntiamo l'indice contro FAMELI per precisare di identificarlo agli agenti...
DOPO CHE ABBIAMO
PUNTATO L'INDICE SUL
BOSS ANTONIO FAMELI
PERCHE' FOSSE INDENTIFICATO QUALE
AGGRESSORE E SCOPPIATA
LA SECONDA AGGRESSIONE
Un agente dei vigili cerca di trattenere un aggressore nella seconda "ondata"
L'AGENTE DELLA MUNICIPALE TENTA
DI TRATTENERE UNO DEGLI AGGRESSORI
CON ESTREMA FATICA, PERCHE' GLI AGENTI
ERANO DUE ED IL GRUPPO DEL FAMELI
ERA NUTRITO... ED INTANTO CONTINUAVA
A PROFERIRE INSULTI COME AD
ESEMPIO "FIGLIO DI PUTTANA"
ECC ECC
Uno degli aggressori viene trattenuto...
UNO DEGLI AGGRESSORI MENTRE
VIENE TRATTENUTO...
MA ERANO TROPPI E IMBIZZARRITI
Arrivano i Carabinieri...
ALL'ARRIVO DEI CARABINIERI, QUESTI
DICE CHE DOVEVAMO ASPETTARCI QUELLA
REAZIONE VOLANTINANDO DAVANTI ALLA
LORO CASA...
POI CHIEDE AI VIGILI SE HANNO GIA'
PROVVEDUTO A GENERALIZZARE
Ugo Piave, il genero del FAMELI...
UGO PIAVE...
UNO TRA GLI AGGRESSORI

NELLA SECONDA ONDATA...
DAVANTI AI CARABINIERI DICE
CHE A LORO NON SERVE FARE QUERELE,
NON SERVE UN GIUDICE,
PERCHE' SANNO DI AVER RAGIONE
E BISOGNA PRENDERCI A SBERLE




L'ENTRATA DELL'IMMOBILIARE DI FAMELI...
CON IL NUOVO CASINO'... IL CASINO' ROYALE
L'entrata dell'immobiliare... quella che fa accedere alla
Il nuovo locale da gioco che sostituisce la disco


LA CASETTA A BORGHETTO S.SPIRITO...
CON IL PEPERONCINO SUL BALCONE
Sul citofono il FAMELI diventa
Il peperoncino dei FAMELI... oltre ai soldi da riciclare arriva anche quello da Gioia Tauro?


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