Celle Ligure, novità dal Comune e le solite domande a Franco Zunino

scritto da Ufficio di Presidenza il .

Franco ZuninoA Celle Ligure le domande non piacciono. Questo l'avevamo capito. Lì non si può riprendere le sedute del Consiglio Comunale, non si può porre critiche fondate su contestazioni dettagliate e precise... bisogna tacere dinnanzi all'arroganza del Potere locale. Ma noi, come altri, non taciamo e non chiniamo il capo.
Anzi... continuiamo a pretendere trasparenza e correttezza nella gestione della cosa pubblica, così come continuiamo denunciare ogni aspetto di gestione che riteniamo illecito e illegittimo. Anche il gruppo consiliare della Lista civica "Celle è tua" ha promosso il 24 settembre scorso un'interpellanza in Consiglio Comunale [leggi in formato .pdf], per chiedere cosa rispondeva la Giunta alle pesanti critiche dell'Autorità di Vigilanza in merito alla gestione dell'appalto e della procedura relativo ai lavori del Pennello Buffou. In risposta hanno ricevuto solita minaccia di querela del sindaco "democratico" Renato Remo Zunino. Dall'allora Responsabile del procedimento "esemplare" (in negativo, si intende!), Franco Zunino, invece pare che non sia giunta nessuna risposta.



Nell'esprimere solidarietà ai consiglieri della Lista "Celle è tua" ci teniamo, sempre per rimanere in tema, ovvero sull'appalto del Pennello Buffou, su cui noi, Il Secolo XIX, gli autori de "Il Partito del Cemento", UominiLiberi e Luigi Bertoldi, abbiamo più volte sottolineato le gravi irregolarità, confermate anche, come già detto anche di recente, da una nota dell'Autorità di Vigilanza dell'ottobre 2007 che chiedeva conto all'Amministrazione di Celle Ligure, sottolineiamo quanto segue:

E' oltre un anno che attendiamo una risposta. E' oltre un anno che abbiamo proposto un confronto pubblico. Franco Zunino (l'allora responsabile della gara e del procedimento per il Comune di Celle Ligure ed ora Assessore all'Ambiente della Giunta Burlando in Regione) però continua a tacere e sorridere, di confronto nemmeno l'ombra.
Nemmeno l'uscita de "Il partito del Cemento", nemmeno la nota dell'Autorità di Vigilanza, nemmeno quanto affermato con nettezza sulla necessità di grande attenzione sugli appalti espresse da Francesco Forgione, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, nell'incontro pubblico di alcune settimane fa a Savona, hanno portato Franco Zunino ad una qualsiasi reazione. E allora noi ripetiamo la domanda. Sull'appalto alla Co.For, signor Franco Zunino, quale di questa ipotesi motiva l'accaduto?

1. Indipendentemente dal fatto che con una visura storica alla Camera di Commercio sarebbe emerso che la società Co.For. era già stata sottoposta a diversi sequestri dalla DDA di Reggio Calabria, ed anche indipendentemente dal fatto che per verificare sulle società ci si deve rivolgere alla Prefettura del territorio ove ha sede centrale l'impresa ovvero Reggio Calabria e non Savona, Lei, Franco Zunino, non era in grado di gestire e garantire la correttezza dell'appalto, per incompetenza, tanto da aver assegnato alla Co.For. l'incarico con compenso stabilito per un lavoro via mare, anche quando questa pochi giorni l'assegnazione ha comunicato che non poteva realizzarlo via mare bensì via terra in quanto non aveva i mezzi idonei all'esecuzione così come prevista dal bando, falsando così gravemente la gara stessa;

2. Lei, Franco Zunino, sapeva che la Co.For era legata o contigua a soggetti appartenenti alla 'ndrangheta, ed ha avuto paura, se non addirittura è stato minacciato, finendo per assecondarli in ogni richiesta, portando quindi quella procedura, partendo dall'assegnazione ed dall'incarico, al di fuori di una corretta e trasparente gestione nell'interesse della pubblica amministrazione;

3. Non sapeva nulla di chi fosse la Co.For. ma qualcuno ha obbligato Lei, Franco Zunino, nel procedere a vantaggio della Co.For, con le conseguenti gravi irregolarità nella procedura a danno dell'interesse pubblico e della corretta amministrazione.

Delle tre una, Franco Zunino, è la risposta, ci può dire quale?

E se è vera la prima perché non si dimette da ogni incarico che riguarda la gestione della cosa pubblica?

Se invece è vera la seconda perché non ha denunciato alle competenti autorità la Co.For? Qualcuno l'ha minacciata? Se si, chi? E se è così soggetto a piegarsi davanti alla paura o alla minaccia perché non si dimette?

Se invece è vera la terza chi è stato ad ordinarle di agevolare la Co.For.? Qualcuno all'interno della Uffici o della Giunta di Celle Ligure? Qualcuno all'esterno di essa? Chi? E di nuovo se è così soggetto a piegarsi davanti alla ad ordini che la spingono a commettere irregolarità palesi e gravi, perché non si dimette dal delicato ruolo che ricopre?

NOTA: vi sono anche altre ipotesi, ben più gravi, che però non vogliamo nemmeno prendere in considerazione!



Per approfondire:


I documenti sono disponibili nello speciale dello scorso anno su Appalto Co.For e Rilevato Ferroviario

Lo speciale su Celle Ligure

Un estratto del capitolo su Celle Ligure del libro-inchiesta "Il Partito del Cemento", relativo ad un'altra opera illegittima, quella dell'ex Rilevato Ferroviario, sempre seguita da Franco Zunino come responsabile dell'Ufficio comunale, leggere in coda all'articolo Liguria, speculazioni avanti tutta...

 

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