Laganà-Fortugno - Lettera aperta a Francesco Forgione

scritto da Elio Veltri il .

Caro Presidente, l’Unità ha dato con evidenza la notizia del rinvio a giudizio, avvenuto tra le proteste dei familiari di Marcianò, caposala dell’ospedale di Locri, che ne rivendicano l’innocenza, dei presunti killer e mandanti dell’omicidio Fortugno.

L’onorevole Laganà, vedova Fortugno e membro della commissione antimafia, in più occasioni ha denunciato l’inerzia e le lacune delle indagini e ha chiesto alla Procura nazionale antimafia di avocare l’inchiesta perchè, a suo parere, rimane intatto il nodo dei rapporti ndrangheta-politica. Rapporti, sempre a suo parere, determinanti nella vicenda dell’assassinio del dr Fortugno. In effetti, se quanto è stato scritto subito dopo il delitto fosse vero. Se, com’è stato più volte ribadito e testimoniato da tutto lo stato maggiore del centro sinistra, il delitto fosse stato concepito e organizzato al più alto livello di responsabilità delle cosche, il rinvio a giudizio di manovali e di mandanti tanto modesti, non corrisponderebbe alla verità e gravità dei fatti. A questo si aggiunga che l’onorevole Laganà ha denunciato rapporti di parentela tra magistrati e uomini politici coinvolti in qualche modo nell’omicidio del dr Fortugno. Che la magistratura inquirente sembri in difficoltà è evidente. Al punto che la signora Laganà ha anche denunciato di essere indagata strumentalmente per frode ai danni dello Stato, partendo dai fatti contenuti nella relazione Basilone, documento attendibile, frutto di un lavoro di indagine amministrativa seria.

Stando così le cose, finora la Commissione antimafia del Parlamento, è stato il vero convitato di pietra dell’intera faccenda.

I rapporti tra mafia e politica, gli affari che le cosche e i loro rappresentanti facevano nell’ASL di Locri, la verifica deirapporti insani dei magistrati denunciati dall’onorevole Laganà e delle telefonate di Fortugno ai capi della cosca Morabito, le motivazioni dell’assenza del governo Berlusconi ai funerali, la presenza nell’ASL di amministratori e funzionari infedeli e omertosi che hanno assecondato le cosche, sono tutti fatti di competenza della Commissione Antimafia che tu presiedi e che se continua a fare il verso alla magistratura, diventa inutile.

Certo, desta meraviglia, che l’onorevole Laganà non abbia chiesto alla Commissione di cui fa parte di fare chiarezza su tutta la vicenda, tenuto anche conto che la stessa opera con i poteri della magistratura.

Sarebbe opportuno che, non essendosi attivata la signora Laganà, si attivi il Presidente della Commissione e cominci ad ascoltare come persona informata sui fatti proprio l’onorevole Laganà, subito dopo essersi dimessa, per evitare un macroscopico conflitto di interesse. L’ulteriore silenzio di Laganà e della Commissione costruirebbe un altro deprimente capitolo dello scaricabarile delle responsabilità, ginnastica preferita delle Istituzioni di questo paese.

Con Amicizia

Elio Veltri

 

Stampa