Messaggio dal V-Day per rabbia e per amore
Come era prevedibile buona parte dei media a livello nazionale tace. E le reazioni sono come sempre volte a cancellare il significato della mobilitazione. La mistificazione e l'arroganza del Potere è sempre la stessa e non possiamo stupirci, come ormai conosciamo bene quella cornice di servilismo dei cosiddetti organi di informazione ed opinionisti.
Nulla di nuovo dunque? da un lato le accuse di qualunquismo e populismo, di essere l'anti-politica, dall'altro l'assalto alla diligenza di quei politici (che stanno dentro i giochi del Potere, anche se tuonano di grandi valori o minacciano a giorni alterni le dimissioni) che vogliono usare questa mobilitazione per raccogliere qualche voto e tessera in più.
Ma il messaggio era chiaro: gli italiani che hanno firmato a fiumi la proposta di legge di iniziativa popolare per un "Parlamento Pulito" non sono l'anti-politica, sono lo spirito autentico della politica, quella vera, intesa come servizio per il bene comune. Con le firme e con le presenze in ogni piazza (non per lo spettacolo di Beppe ma per i contenuti!) l'Italia ha visto riscattato il Diritto alla Rabbia, che è un atto di amore per il nostro Paese e non un ostilità, che è indignazione per una politica (di ogni colore) che è solo oligarchia, commistioni con l'affarismo, negazione dei diritti elementari, corruzione e mafia. Che promette e non mantiene mai, che usa la cosa pubblica e le speranze per garantire privilegi a se ed agli amici e cumpari. Il Diritto alla Rabbia è quanto di più politico vi possa essere, nessuno si arrabbia o prova indignazione e inquietudine se non per le cose che gli stanno a cuore, e la Legalità e Giustizia Sociale stanno a cuore a chi era al V-DAY e, proprio per questo c'era!
Attenzione adesso, però: in Italia la storia si ripete sempre, e la conferma è proprio il fatto che la classe dirigente che ha questo Paese, quella P2 trasversale (sciolta ufficialmente ma sempre attiva nell'ombra), collusa con le mafie, è sempre la stessa (con sigle diverse o maschere nuove) dal dopoguerra. Tutti i grandi movimenti sono stati inglobati, infiltrati o resi innocui. Cercheranno di screditare in tutti i modi questo grande movimento di "liberazione", lo stanno già facendo. Cercheranno di incantare con le sirene delle promesse e del cambiamento di facciata, e magari con qualche posto assegnato a uomini o donne di questo movimento, per far capire che non vi è scampo e che anche questo è solo un trampolino per qualcuno. Cercheranno di entrare, di dimostrarsi affabili e d'accordo, così che la gente che lo anima e lo tiene vivo, per rabbia e amore, veda che loro sono anche lì e quindi nulla potrà cambiare. Bisogna quindi andare avanti, non cessare l'assedio iniziato, rinnovarlo in ogni occasione a Genova come altrove. Occorre tenere fuori i partiti, con le loro oligarchie ufficiali ed i prestanome o prestavolto di turno. Serve coerenza e fermezza a non cedere alle sirene.
Quella firma e quella presenza al V-DAY deve essere come un patto tra le persone perbene che non ce la fanno più di questo teatrino della politica, alle dichiarazioni di falsi intenti traditi sistematicamente ed a quanti diranno "siamo con voi, ma cambiamo dall'interno". Il grande movimento dei Girotondi è morto per non aver stretto questo "patto", è stato infiltrato e inglobato, cioè reso innocuo! E' morto proprio quando ha portato più di un milione di persone auto-organizzate a Piazza San Giovanni; lì i partiti hanno capito che quella valanga lì avrebbe travolti ed hanno agito, e ce l'hanno fatta: loro sono sopravvissuti il movimento no!
Questa volta possiamo imparare da queste esperienze e possiamo farcela, per rabbia e per amore. Guardiamoci quindi negli occhi e diciamoci sinceramente se vogliamo non dargli alcun respiro e cacciarli questi ladroni e furbetti dal tempio, oppure no. Un grande movimento civile (che non è e non può essere un partito) è fatto di persone e quindi di coscienza. Se non crediamo di potercela fare, a mantenere questo patto, allora diciamocelo subito, un altro tradimento per chi crede ancora nella possibilità di cambiare sarebbe solo la fine definitiva di ogni speranza di farcela. Dipende solo da noi!
Se si sceglie di andare avanti – e noi andremo avanti – dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo sporcarci le mani, dobbiamo andare oltre ad una firma ed una presenza. Dobbiamo essere consci che quello che abbiamo fino ad ora non è bastato, occorre che ciascuno sia consapevole di dover dare di più, comunicare e coinvolgere di più. La responsabilità di farcela non dipende dagli altri, ma da noi stessi. La responsabilità di un fallimento dipenderebbe solo da noi stessi!