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Tra fondi Ue e fondi neri, l'inchiesta dritta in Regione

Giancarlo Cassini, assessore regionale di Burlando ed ex presidente CIA

Nuovi filoni si aggiungono al terremoto giudiziario sull'illegalità che devasta la gestione della cosa pubblica ed il libero mercato a Genova ed in Liguria. Una è quella sulla Formazione Professionale che fa tremare benefattori (con soldi pubblici) e beneficiari, l'altra sui Fondi Ue e Fondi Neri ci porta al vertice della Regione Liguria, con l'assessore Cassini, uomo fedele di Burlando, passando da destra a sinistra nel Consiglio Regionale, agli Enti locali di ponente e lavante... passando per consorzi, cooperative e "professionisti"...


Dopo le inchieste di cui abbiamo ampiamente parlato per corruzione, turbativa d'appalto, infiltrazioni mafiose e reati ambientali vari, alcuni giorni fa si è aggiunta finalmente l'inchiesta sulla "formazione professionale", ovvero sulla distrazione dei fondi che dovrebbero servire per la formazione professionale. Un settore dove, da quanto sappiamo, anche per altre inchieste aperte in merito nel nord Italia, vi è una bella tabellina di spartizione concordata tra tutti i partiti, di maggioranza ed opposizione, per garantire "uniformità di trattamento" sul territorio nazionale e che nessuno possa mai sottrarsi al "patto" dell'incassa e stai zitto. Infatti il meccanismo funziona così: ogni partito ha una società o consorzio di riferimento, in base alla spartizione concordata, ad ognuno arriva la sua fetta di contributi pubblici per la "formazione professionale". Risultato: i partiti incassano, la formazione professionale non c'è! Regione Liguria e Provincie liguri sono pienamente integrate in questo "sistemone" disgustoso. In questo quadro i "professionisti" giocano un ruolo fondamentale perché anche in questo settore molti di loro si prestano, guadagnando una fettina della torta, a fare da docenti in corsi che i partecipanti mai hanno visto. Ora speriamo che l'inchiesta aperta dal pm Francesco Pinto, possa giungere ad una svolta, magari incrociando le informazioni che vi sono a Busto Arsizio e altrove... per scardinare questa perversa e devastante gestione della cosa pubblica (e del futuro!).

Oggi la notizia che finalmente anche l'inchiesta sulle truffe sui fondi europei e sui fondi neri è ad una svolta. Coordinati dal pm Paola Calleri, sempre della Procura di Genova, gli agenti della Guardia di Finanza sono entrati in azione questa mattina per le perquisizioni ai 40 indagati (case, uffici privati, consorzi, cooperative, avvocati e professionisti, oltre a funzionari ed amministrazioni di Enti Locali , sino agli Uffici della Regione Liguria). Tra gli indagati spicca l'assessore regionale Cassini, già presidente di quella Confederazione Italiana Agricoltori che tanto opera proprio con il suo assessorato nel settore dei fondi Ue (struttura di cui abbiamo già accenato, approfondendo sul successore di Cassini, l'altro diessino doc, Moscamora - clicca qui). Con l'uomo della Giunta Burlando, ad essere al centro dell'inchiesta della Procura vi sono il consigliere regionale Nicola Abbundo del Pdl e del suo collega Vito Vattuone del Pd. Le Fiamme Gialle hanno operato oggi su buona parte della regione per effettuare i sequestri, da Recco a Varazze, da Imperia a Albissola superiore... e Genova.
Al momento ci fermiamo qui, non sapendo cosa sia trapelato dal Palazzo di Giustizia, non vorremmo pubblicare notizie, magari relative a segnalazioni che abbiamo effettuato, che potrebbero compromettere l'esito dell'inchiesta. Quindi altri aggiornamenti a breve... ed intanto, di seguito, quanto è stato pubblicato oggi sul web da IL Secolo XIX e Primocanale.



16.11.2009 - Il Secolo XIX
Tangenti, fondi neri e appalti
40 indagati in Liguria, tre in Regione: Vattuone e Cassini (Pd), Abbundo (Pdl)
G. Cetara- M. Indice

E' una indagine che tocca praticamente tutta la Liguria, come entità territoriale e come istituzioni: dalla Regione a Consorzi, cooperative, amministratori locali, professionisti vari, avvocati, imprenditori, privati. Con 40 indagati interessati a diverso titolo dalle perquisizioni di oggi e, tra di loro, tre esponenti regionali, deu del Pd e uno del Pdl: Vito Vattuone consigliere Pd, l'assessore Pd all' agricoltura, pesca e Protezione civile Giancarlo Cassini e Nicola Abbundo del Pdl. Tutti confermano i controlli delle Fiamme Gialle in modo diretto o attraverso i loro collaboratori. Tutti e tre si sono detti sorpresi e, comunque, estranei o da procedure di responsabilità nell'assegnazione o gestione di fondi per le ipotesi investigative note.
Le quaranta perquisizioni e acquisizioni di atti e documenti per migliaia di pagine, sono scattate stamane con una procedura classica, alle prime ore del mattino, su disposizione della Procura di Genova e divenuta operativa con la Guardia di Finanza tocca un filone di soldi (trenta milioni), di finanziamenti comunitari europei e un modo di gestione sospetto che ha portato il pm dell'inchiesta Paola Calleri a ipotizzare oltre al reato associativo (associazione a delinquere, ipotesi che consente un ampio spettro investigativo anche nell'utilizzo degli strumenti di indagine come le intercettazioni) altri reati cosiddetti fine, ovvero obiettivo dell'associazione: truffa, turbativa d'asta, sospetti fondi neri per giustificare il pagamento delle tangenti come la sponsorizzazione di piccole società sportive, corruzione.
Insomma un ventaglio classico, quanto pesante, di reati contro la pubblica amministrazione e l'uso del denaro pubblico.
Tre tranche di indagine su finanziamenti dell'Unione Europea destinati alla Liguria, di cui uno relativo al Fondo di sviluppo regionale e l'altro al Fondo europeo sociale, per una somma complessiva di 30 milioni di euro. Il terzo filone - come anticipato stamane - è relativo all'Azienda delll'istituto "Brignole" del Comune di Genova: si tratterebbe di una turbativa d'asta per l'affidamento e la gestione del servizio mense e per la gestione di due strutture della stessa azienda per una serie di atti del valore di 8,7 milioni di euro, appalto che è in corso di attribuzione.
Le perquisizioni e acquisizioni-esibizioni di atti hanno interessato la Regione Liguria, il comune e personaggi di Recco, Imperia Comune, Provincia e in Camera di Commercio, a Albisola Superiore e Varazze.
Gli indagati della Regione, come detto, sono Vito Vattuone, del Pd, area Franceschini e di Nicola Abbundo, del Pdl. I controlli della Finanza sono accompagnati dal provvedimento del pm. Con loro anche l'assessore regionale (Pd) a agricoltura, pesca e Protezione civile Giancarlo Cassini. Gli uffici dei tre sono stati "visitati" dalle Fiamme Gialle stamane come quelli degli altri coinvolti.



La Finanza visita gli assessori Berrino e Littardi
Perquisizioni sono state effettuate, stamani, dalle Guardie di Finanza del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Genova, anche negli uffici dell'assessore comunale ai Servizi Sociali e Verde Pubblico di Sanremo, Gianni Berrino, e del responsabile del Servizio Giardini dello stesso Comune, Claudio Littardi, nell'ambito dell'indagine della Procura di Genova .
I finanzieri hanno anche acquisito una pratica nella Provincia di Imperia (quella relativa al progetto `Ville e Giardini´), nell'ufficio del dirigente del Settore Programmazione Economica, Tommaso Lamendola.
Gli uffici di Berrino e Littardi sarebbero stati perquisiti, a fronte di una richiesta di contributo, poi non concessa, relativa al progetto per la realizzazione della `Citta´ Giardinò.
Ma sarebbero tre i progetti nel mirino della magistratura: il `Pigna Mare´, finanziato dalla Regione con 8 milioni, che prevede la riqualificazione del centro storico e del waterfront cittadino; il `Sanremo Citta´ Giardinò e il `Ville e Giardini´. Per quest'ultimo la Regione ha messo a bilancio 300mila euro per la sola progettazione.
«Non essendoci un capo d'accusa ben preciso mi sento estraneo a ogni vicenda ed ho fiducia nella magistratura - ha affermato Berrino, nei cui uffici la Finanza non avrebbe acquisito alcuna documentazione -. Penso che ci sia un'indagine sui fondi europei gestiti dalla regione. Noi avevamo presentato domanda di contributi, che peraltro non sono stati concessi, per il progetto `Sanremo Citta´ Giardinò. Credo che si tratti di un'inchiesta molto ampia e non ho commenti da fare. Rimango fiducioso in attesa».
Il responsabile del Servizio Giardini, Claudio Littardi, nel cui ufficio sono state acquisite le due pratiche relative ai giardini, commenta: «Noi abbiamo presentato domanda per ricevere dei finanziamenti, ma non abbiamo mai ricevuto alcun contributo, non capiamo, dunque, di cosa possiamo aver beneficiato».
Documenti sono stati acquisti anche nell'ufficio del dirigente del settore Programmazione economica della provincia di Imperia, Tommaso Lamendola.



16.11.2009 - Primocanale
Corruzione e turbativa d'asta, indagati politici e imprenditori
Ci sarebbero vari politici, amministratori e imprenditori liguri tra gli indagati per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di un'indagine avviata dal sostituto procuratore Paola Calleri della Procura di Genova sulla gestione di due tranche di finanziamenti dell'Unione Europea destinati alla Liguria, uno relativo al Fondo di sviluppo regionale e l'altro al Fondo europeo sociale, per una somma complessiva di 30 milioni di euro, 15milioni ciascuno. Dalle prime ore di questa mattina i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Genova sono impegnati in una quarantina di perquisizioni in sedi istituzionali e in abitazioni private. Sono state visitate la sede della Regione Liguria, in particolare gli uffici di alcuni consiglieri regionali  in via Fieschi e quelli che gestiscono i fondi europei in piazza De Ferrari. Perquisizioni anche a Recco, Imperia (pare in Comune, Provincia e in Camera di Commercio), a Albisola Superiore e Varazze. 

INDAGATI TRE CONSIGLIERI REGIONALI

Tra gli indagati ci sarebbero tre consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione. Le indagini, iniziate nei primi mesi del 2009, riguardano tre filoni: oltre a quello relativo ai finanziamenti europei, un secondo filone interessa la presunta corresponsione di tangenti a pubblici ufficiali, false fatturazioni su operazioni inesistenti, la sponsorizzazione di una piccola squadra di calcio e consulente fittizie. Il terzo filone è relativo all'Azienda per i servizi alla persona "Brignole" del Comune di Genova: si parla in questo caso di turbativa d'asta per l'affidamento e la gestione del servizio mense e per la gestione di due strutture della stessa azienda. L'appalto, del valore di 8,7 milioni di euro, non è stato ancora aggiudicato. Le ipotesi di reato per le tre tranche di inchiesta sono turbativa d'asta, corruzione, truffa aggravata e associazione a delinquere.

PERQUISITI GLI UFFICI IN REGIONE DI ABBUNDO E VATTUONE

Emergono i primi nomi dei consiglieri regionali i cui suoi uffici sarebbero stati perquisiti dalla Guardia di Finanza stamattina, nell'ambito dell'inchiesta avviata dal sostituto procuratore Paola Calleri su presunte truffe ai fondi europei, false fatturazioni, consulenze fittizie legate alla sponsorizzazione di una piccola squadra di calcio, e turbativa d'asta per un appalto relativo all'istituto Brignole di Genova. Secondo quanto accertato da Primocanale, i finanzieri, poco prima delle 9 hanno perquisito gli uffici di Vito Vattuone, del Pd, e di Nicola Abbundo, dei Moderati per il Pdl. Entrambi confermano la visita delle fiamme gialle. "I finanzieri sono arrivati molto presto - commenta il capogruppo del Pd Michele Boffa - hanno controllato l'ufficio di Vattuone e portato via alcune carte relative a delibere di giunta e appunti personali". Abbundo spiega: "Non mi è stato spiegato il motivo della perquisizione. Di fatto non so neppure perchè siano venuti i finanzieri; un consigliere regionale di minoranza - aggiunge - non partecipa di certo all'assegnazione dei fondi europei". Abbundo nega che possa essere coinvolto nell'inchiesta in quanto presidente del San Desiderio, squadra di calcio che milita in prima categoria.

COINVOLTO ANCHE L'ASSESSORE CASSINI

Spunta anche il nome di uno degli esponenti della giunta regionale tra i politici i cui uffici sono stati perquisiti stamattina dalla Guardia di Finanza su ordine della procura di Genova. Si tratterebbe dell'assessore regionale a agricoltura, pesca e Protezione civile Giancarlo Cassini. I suoi uffici non confermano direttamente, ma dalla Regione fanno sapere che a Cassini le fiamme gialle avrebbero chiesto alcuni documenti che hanno poi sequestrato. (Davide Lentini)

 

Tags: Liguria, truffa, burlando, regione liguria, fondi neri, fondi ue, fondi europei, cooperative sociali, cassini, formazione professionale, Confederazione Italiana Agricoltori, nicola abbundo, vito vattuone, giancarlo cassini, michele boffa

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