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Quell'Arpal che tanto piace ai politici e' molto inquinata!



Il braccio tecnico della Regione Liguria per la tutela ambientale (e quindi della salute) si è rivelato, come avevamo detto in più occasioni molto, molto inquinato! Adesso non lo diciamo solo più noi, non lo dicono solo più le associazioni ed i gruppi ambientalisti seri (dal Wwf Liguria a Rete Liguria Rifiuti Zero, dai medici per l'ambiente di Savona come Paolo Franceschi, ai Comitati per l'Ambiente di La Spezia o Alza la Testa a Imperia), adesso lo dicono i Noe e la Procura di Genova...

La Stoppani di Cogoleto/ArenzanoSono circa una quindicina gli indagati dell'Arpal nell'ambito di un inchiesta blindatissima. Diverse sono le contestazioni che vanno dal falso all'abuso d'ufficio, sino alla corruzione e turbativa d'asta. Perquisizioni e sequestri di documenti sono stati effettuati dai Noe di Genova sotto il coordinamento del pm Calleri del pool sui reati della Pubblica Amministrazione.

Il quadro su cui lavorano in Procura è quindi complesso: società avvisate prima delle ispezioni che sarebbero state effettuate, dati sull'inquinamento falsificati, esiti degli esami modificati nella stesura delle relazioni conclusive, fascicoli non trasmessi alla Procura... ma anche un conflitto di interessi per l'incarico alla SIGE, che porta alla contestazione della turbativa d'asta (ma svelano anche nuovi intrecci, come vedremo più avanti).

Le analisi e relazioni "addomesticate" che vengono contestate ai vertici dell'Arpal sono molteolici:
- le verifiche e relazioni relative alla discarica di Scarpino (Genova) perché Apral avrebbe agevolato l'AMIU (del Comune di Genova e nella cui controllata "Amiu Bonifiche", al Cda, siede anche un noto "ambientalista" (sic), Federico Valerio, recentemente intervenuto con una pubblica intervista a difesa di Arpal, nella veste di Direttore Servizio Chimica Ambientale dell'Ist);
- l'area dell'ex fabbrica Stoppani (Cogoleto e Arenzano) dove operavano i Mamone con la Eco.Ge, e dove, dopo le denunce che abbiamo effettuato, si è appreso che la Bonifica seguita proprio dall'ex dirigente Arpal divenuta Vice-Commissario alla Bonifica, Cecilia Brescianini, non è mai partita... con un impianto di pompaggio e depurazione delle acque che non funzionava e che solo recentemente, con l'intervento del Commissario alla Bonifica, Anna Maria Cancellieri, è stato sostituito;
- l'Acna di Cengio, quella piaga che non si osava fermare (neppure alla luce delle perizie ufficiali depositate, chiare ed inequivocabili, non venne sequestrato se non poco prima della chiusura) ed i cui rifiuti altamente tossici sono finiti in mezza Liguria (a partire dalla Discarica di Pitelli e sulle ormai note "navi dei veleni") e mezzo mondo... e sulle cui operazioni di bonifica (per cui commissario straordinario è Giuseppe Romano, lo stesso nominato a Imperia dove sorge la discarica di Ponticelli) vi sono fortissimi dubbi.
Ed ancora quelle relative:
- alle Centrali a Carbone (che con l'Enel a Genova e La Spezia e la Tirreno Power a Vado Ligure, producono livelli di inquinamento devastante);
- alla Iplom di Busalla, la raffineria al centro dell'abitato che inquina oltre che l'aria ed il terreno anche il torrente... Impianto ove operavano di nuovo i Mamone;
- alla bonifica delle aree delle ex Acciaierie di Cornigliano, dove ancora operavano i Mamone con il "cartello di imprese" che gli permetteva, stando alle risultanze dell'inchiesta "Pandora", di controllare le aggiudicazioni degli appalti e subappalti.

E' su questo ed altro ancora che lavora la Procura con i Noe, a partire da quella "dubbia" verifica da parte di Arpal all'area di Pietro Pesce a Cogoleto, dalla Discarica del Molinetto, così come, sempre a Cogoleto, i riempimenti per la realizzazione del Golf della Mario Valle spa con i terreni non bonificati provenienti dalle Acciaierie di Cornigliano. Chissà, se questa inchiesta, riuscirà a spingersi anche sulla partita spezzina dove già furono fermati i pm (anche attraverso il "segreto di Stato") che indagavano, con la Finanza e la Forestale, in quella collina di Pitelli dove oltre ai rifiuti tossico-nocivi finirono anche rifiuti radioattivi... Qui l'Arpal non ha notato nulla, così come quelle aree irrespirabili dell'area ex IP, ufficialmente bonificata e dove sorgerà un bel centro commerciale... così come anche intorno all'Arsenale l'Arpal non ha mai notato nulla... nonostante i livelli più alti d'Italia di Sla proprio intorno all'Arsenale e di tumori infantili intorno alla collina di Pitelli.
Vi è poi la partita delle Cave e delle Miniere trasformate abusivamente (e in alcuni casi nemmeno, in quanto con concessioni da parte degli Enti pubblici preposti) in discariche di rifiuti tossico-nocivi, ospedalieri e urbani (su cui torneremo a breve) e che inquinano terra, aria e corsi d'acqua... ma probabilmente per l'Arpal i "fiumi gialli" e gli odori nauseabondi che escono dalle vecchie gallerie a Libiola sono più che naturali! Vi è anche, non dimentichiamola, la partita della discarica di Ponticelli, quella in mano ai Pizzimbone (per cui proprio oggi il Tribunale dei Riesame ha confermato il sequestro), ed agli scarichi che da questa finiscono in quei due rivi del bacino del Torrente Inferno che (per evitare controlli?) sono stati cancellati dalla cartografia della Regione.
Vi è quindi tutta la partita dello smaltimento illecito del cromo esavalente, ben oltre all'area Stoppani e della discarica del Molinetto, che negli anni ha visto sversamenti, soprattutto a mare, che venivano denunciati dai cittadini ma ignorati dall'Arpal (come il caso del Pennello Buffou a Celle Ligure) o quelli di altre sostanze tossiche (residui delle bonifiche di Seveso?) che è stato denunciato pubblicamente essere state riversate a mare per i riempimenti dell'ampliamento della diga del Porto di Lavagna, in mano alla società del kossovaro-albanese Jack Rock Mazreku, su cui non sono mai state effettuate le analisi.

E poi vi è il capitolo amianto dove in Liguria abbiamo il record mondiale di mesotelioma con il numero di casi maggiore nell'ambito della provincia di Genova, ed in termini di rischio (numero malati / popolazione) a La Spezia. Anche su questo capitolo l'Arpal dove era e dove è? Non è possibile che con le proprie analisi non abbia individuato, non soltanto le molteplici discariche abusive, ma nemmeno quelle strutture pubbliche e private che ancora rappresentano una fonte di contaminazione devastante. D'altronde anche su questo i Noe hanno più volte individuato depositi abusivi come quello riconducibile all'Eco.Ge dei Mamone, nella fascia di rispetto di Prà, o ancora quelli da noi segnalati nelle cisterne dell'area di Fegino o nel riempimento del porto di Genova... ma anche su questo l'Arpal non ha notato nulla nelle sue analisi... Così come le "centraline" che, se pur in prossimità di siti inquinati ed inquinanti, vengono tarate per la sola registrazione delle emissione da "strada" ed il resto passa in cavalleria (ed ancora a conferma di questo basta l'esempio della Stoppani dove per capire basterebbe comparare le relazioni firmate dell'ex Direttore Scientifico dell'Arpal, la Brescianini, con le risultanze della perizia del Tribunale per comprendere quali siano stati i livelli di omissione).

Tra gli indagati della Procura vi sono il Direttore generale dell'Arpal, Bruno Saracco; il Responsabile del settore territorio del Dipartimento di Genova, Riccardo Sartori; Gino Vestri direttore dei quattro dipartimenti (e che sino a due anni fa ricopriva l'incarico di Sartori); il Direttore del Dipartimento di Genova, Stefano Maggiolo; il Direttore Scientifico Rossella D'Acqui (già assessore all'Ambiente della Provincia di Genova per i Ds); il Direttore amministrativo e degli affari generali, Francesca Merli, ed il responsabile gestione e innovazione tecnica, Paolo De Grossi.
E con questi vi sono anche due società, la SIGE srl di Genova e la SINCORTONE di Trieste.

Gli elementi documentali raccolti dall'inchiesta si sommano a molteplici segnalazioni e molto probabilmente anche su quanto emerso tra il personale ispettivo dell'Arpal che nei mesi scorsi hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento alla pg della Procura. Infatti una delle contestazioni su cui si muove l'indagine è quella secondo cui i vertici dell'Arpal avrebbero più volte chiesto al personale ispettivo di "aggiustare" le risultanze delle verifiche e di "ammorbidire" le relazioni con gli esiti degli esami, per agevolare le strutture pubbliche e private.

Quello che emerge quindi dall'indagine non è altro di ciò che si sapeva e vedeva (e che più volte, su tutte le questioni al centro dell'inchiesta della Procura, con articoli e video abbiamo documentato proprio su questo nostro sito): l'Arpal - così come organizzata, strutturata e "deviata" - è servita ad una classe politica di governo (Regione, Province e Comuni) per coprire le omissioni di intervento come anche il rilascio di concessioni alquanto dubbie, oltre che copertura alle imprese private che hanno inquinato (e inquinano) l'ambiente ed effettuano, così come effettuavano, bonifiche estremamente dubbie.
L'Arpal non è stato altro (e non è) che uno strumento tecnico al servizio della politica, in un sistema in cui chi amministra la cosa pubblica, dal Comune alla Regione, passando per le Province, è impegnato non per la tutela dell'interesse pubblico, bensì quello degli amici e degli "amici degli amici".

Anche per questa ragione criticammo pubblicamente la posizione assunta dal Procuratore Capo di Genova, dott. Francesco Lalla, quando, intervenendo ad un convegno pubblico dell'Arpal, apprezzo il lavoro di questo ente, affermando che gli agenti della pg della Procura avrebbero dovuto prendere esempio da loro e non cedere a tentazioni "giustizialiste".

Ma chiudiamo, per ora questo capitolo, in attesa degli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria, limitandoci ad approfondire, come annunciato, gli intrecci societari che stanno dietro alla società che ebbe tra i soci sia il Direttore dell'Arpal, Roberto Saracco, sia il fratello, Gianfranco. Si tratta della SIGE srl che, come l'Arpal, ha ricevuto la visita dei Noe per perquisizioni e sequestri.
La "Servizi Industriali Genova" svolgeva lavori per l'Arpal e su questo aspetto si concentrano le più pesanti accuse per il Direttore dell'Arpal.
Guardando la compagine sociale ed il Cda, a seguito della cessione delle quote da parte di Roberto Saracco alla SAGEP srl di Genova (una holding fiduciaria di proprietà a sua volta di una fiduciaria), si nota che nel Cda,con il presidente Frassetto Marco Luigi siede anche la moglie Valle Elisabetta Regina. La Valle è poi socia e componente del Cda, insieme a Guglielmoni Marina e Pizzorno Anna Maria, della DANAE srl, con sede legale in Via Lanfranconi 5/14. Questa società, che sul proprio sito internet diventa "Danae Communications Consulting" ed indica come sede (non risultante dalla visura camerale) via Colombo 12/12 a Genova, ha tra i suoi clienti e soggetti per cui ha prestato lavori e consulenze: Regione Liguria, Arpal, Filse, Comune di Genova, Provincia di Genova, Autorità Portuale di Genova, Elsag, Iplom, la Festival Crociere... oltre a molteplici banche, assicurazioni, società farmaceutiche oltre a molteplici imprese di vari settori sino ad un incarico per conto della Banca Mondiale di collaborazione con il Governo dell'Albania. Il presidente del Cda è la Pizzorno Anna Maria, del Pd, con anche l'incarico di responsabile comunicazione interna nell'ambito della nuova organizzazione regionale del Partito Democratico ligure.
Se invece guardiamo alla residenza di Guglielmoni Marina, arriviamo alla residenza di Benedetti Roberto, uno dei componenti del collegio dei revisori della "Fondazione diesse", ovvero della Fondazione costituita dagli ex diessini per la gestione patrimoniale dei beni del partito, con sede in Piazza De Marini 1/8 ed in cui, nel consiglio di indirizzo e quello di amministrazione troviamo il gotha diessino del capoluogo, tra cui Mario Margini, Renato Penzo,Victor Rasetto, Ubaldo Benvenuti, Michele Bartolozzi, Amelotti Mario...

Come sempre gli intrecci tra società che lavorano con il pubblico, con le amministrazioni pubbliche non mancano... quindi, nemmeno nei protagonisti di questa vicenda.

PS
E pensare che quando, sapendo che l'Arpal si serviva delle prestazioni della società in cui il Soracco era tra i soci e amministratori, prima di passare le quote ad una fiduciaria, il Soracco ci guardò tanto male... e ci disse che l'Arpal le analisi le faceva tutte nei propri laboratori e che comunque loro gli incarichi li assegnavano secondo la legge. Era il 12 ottobre 2009, presso la discarica abusiva che non è mai stata bonificata di via Sergio Piombelli.

PS 2
Se dovessero saltare i link esterni avvisateci, abbiamo salvato le pagine e le inseriremo direttamente noi... non si sa mai, in rete a volte, certe cose spariscono.

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