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Genova. Dopo il caso Damonte, parte l'effetto “domino” sul centrosinistra

partito l'effetto La 'ndrangheta non è ottusa come la politica ligure e forse per questo riesce ad identificare e consolidare rapporti con gli uomini dei diversi schieramenti e partiti, trasversalmente, per fare i suoi affari (e come abbiamo visto anche l'Idv non è un partito impermeabile, anzi).
Non sono ottusi e se sentono puzza di bruciato cambiano qualche cavallo, così da garantirsi quel che vogliono, attraverso le connivenze e contiguità dei candidati e politici non chiacchierati o compromessi.
Così come prevedibile, quindi, dopo la denuncia pubblica della Casa della Legalità sulla campagna elettorale per Cinzia Damonte, candidata dell'Idv, da parte del boss Onofrio Garcea, hanno cambiato cavallo e mollato l'ormai "bruciata" Damonte (che invece Di Pietro continua a difendere).
Se questa novità è, diciamo, scontata, quello che è sensazionale è che si è aperto l'effetto "domino", che conferma le fondamenta compromesse, poggiate su ricatti incrociati e tipici atteggiamenti e metodi mafiosi, per cui c'è un qualcuno che sta al gioco sporco ma se scoperto e accantonato ci mette cinque minuti a sputtanare i suoi compari per cercare di intimidirli o per far capire che non conviene loro scaricare chi, del gruppetto, è caduto in disgrazia. Vediamo con ordine...

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'Ndrangheta condiziona il voto in Liguria

I candidati presidenti al voto (foto ilsecoloxix.it)

Non solo in Calabria, ma anche in altre regioni, a partire dalla Liguria, la 'ndrangheta ha condizionato il voto.
In Calabria, dove in tutti gli schieramenti in campo la 'ndrangheta aveva i suoi uomini, Angela Napoli, parlamentare della Repubblica e componente della Commissione Antimafia ha deciso di non votare per non essere complice nel legittimare un voto condizionato dalle cosche.
In Liguria, la 'ndrangheta, ha saputo costruirsi - con i boss delle cosche e con le società delle famiglie mafiose dal "colletto bianco" infiltrate nell'economia - una rete di rapporti con candidati alle elezioni regionali di diverse liste, dall'Udc al Pdl, passando per il Pd ed ancora sino all'Italia dei Valori...

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Genova, 'ndrangheta e Idv - Perche' Di Pietro mente?

Cinzia Damonte (IdV) e il boss Onofrio GARCEAPubblichiamo la trascrizione di un delirante minestrone di menzogne di Antonio Di Pietro sulla questione della candidata in Liguria dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro alle elezioni regionali 2010, Cinzia Damonte, su cui si è profuso l'impegno di promozione e raccolta voti del boss della 'ndrangheta Onofrio GARCEA.
Di Pietro mente ed è quindi necessario non solo rispondergli e smontare le menzogne punto su punto, ma anche porsi due domande: perché nega i fatti? cosa c'è dietro a questo arrampicarsi sugli specchi per sostenere l'indifendibile?
La questione dell'influenza della 'ndrangheta alle elezioni genovesi e liguri non è una novità, Di Pietro dal 2 maggio 2009, tra l'altro, ha in mano un estratto del rapporto della GdF (peraltro ampiamente pubblicato in rete oltre che dagli organi di stampa) che gli consegnammo a Bologna, dove compare proprio il nome di GARCEA, unitamente ai MAMONE, STEFANELLI ed altri. In allora lo avvisammo che uno dei punti di contatto politica-cosche era dirigente divenuto dell'IdV in Liguria, lui (Di Pietro) disse "abbiamo ritenuto opportuno così" ed oggi, a Genova, la 'ndrangheta fa votare per l'Italia dei Valori. 
Leggete voi la dichiarazione di Di Pietro e la risposta. Riflettete e valutate i fatti, buona lettura...

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Cinzia Damonte, il boss e l'ex trafficante d'armi fidanzato

Il boss a capotavola, la damonte alla sua sinistra e l'ex trafficante d'armi in piediLa risposta di Di Pietro è stata di difesa di Cinzia Damonte per quanto noi ed altri (Repubblica, Espresso, MicroMega, il Fatto) abbiamo denunciato (vedi qui). Di Pietro ha scritto sul suo blog che la Damonte proviene dalla società civile, nel senso che è nuova alla politica e che c'è solo "una foto". Di Pietro che non è un ingenuo e che se non è un fesso prima di scrivere si è informato bene (altrimenti che credibilità ha?) dice delle falsità assolute.

La prima cantonata di Di Pietro è di Cinzia Damonte novella della politica proveniente dalla società civile. Infatti la Damonte non viene dall'impegno sociale, ma dai partiti, dalla politica e dall'amministrazione pubblica. Si era candidata in una lista civica senza riuscire ad essere eletta, quindi si candida alle successive elezioni con la lista ad Arenzano dei Ds che porta Luigi Gambino a Sindaco. Poi scoppiano i casini delle concessioni edilizie e Gambino la nomina assessore all'urbanistica. Quando il Comune di Arenzano rischia lo scioglimento coatto vi sono le dimissioni che portano allo scioglimento anticipato e si torna al voto. La Damonte è di nuovo candidata con Gambino ed i Ds, viene rieletta e torna assessore all'urbanistica. Poi passa a Sinistra Democratica, una formazione più piccola dove è più facile emergere. Dove sia quindi una novella della politica ci piacerebbe davvero capirlo!

La seconda cantonata, quella sulla singola foto di cui parla Di Pietro la vediamo per ultima, dando spazio, a questo punto ad una panoramica più ampia sulla Damonte ed il suo contesto, così che sia chiaro quanto sia devastante la questione politica apertasi e che Di Pietro non vuole affrontare, perché, lo dice lui, va tutto bene così!

Procediamo quindi a vedere e approfondire, ed innanzitutto constatiamo che...

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Genova, quando la 'ndrangheta vota IdV

AGGIORNAMENTO IN CODA AL 26.03.2010, con articolo di REPUBBLICA,
ESPRESSO, MICROMEGA, IL FATTO e nuove FOTO della Casa della Legalità
e ancora: le bufale della DAMONTE, l'omertà della politica e la posizione
di DI PIETRO che difende la DAMONTE

il boss Orlando GARCEA e la candidata DAMONTE
il boss della 'ndrangheta ONOFRIO GARCEA distribuisce alla cena elettorale
dei calabresi i volantini elettorali della signorina che ha accanto:
CINZIA DAMONTE dell'Italia dei Valori - Lista Di Pietro

Ricordate il senatore Di Girolamo con il boss Pugliese della 'ndrangheta, in posa, uno accanto all'altro? Bene. Pesavate che questo fosse solo un caso isolato? Pensavate che potesse avvenire solo in alcune parti del Paese? Pensavate male. Le mafie fanno affari, li fanno nei territori, a partire dai piccoli Comuni per salire, passando dalle Regioni. Non guardano al colore politico, le mafie... I boss sono pronti ad allearsi con chi accetta di lavorare per gli interessi delle cosche. La recente denuncia di Angela Napoli sul nuovo asse in Calabria tra centrodestra e 'ndrangheta lo hanno confermato. La 'ndrangheta può condizionare il voto, così come Cosa Nostra e le Camorre. E non c'è nessun partito che possa tirarsi fuori e dire io non c'entro... nemmeno l'Italia dei Valori di Di Pietro. Ed è così che dopo l'ombra della 'ndrangheta sulle elezioni amministrative a Genova nel 2007, adesso si ha la prova immortalata nei fotogrammi della Casa della Legalità, su come la 'ndrangheta influenza il voto per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Liguria.
Ieri sera...

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