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Liguria, vanno in piazza contro i piduisti e candidano un piduista, e se scoprissero che Burlando...

Claudio Burlando...

Leggiamo su "Il Secolo XIX web" che: "Il Pd ligure - ha detto Basso (segretario regionale e candidato, ndr) - è sceso in piazza a fianco del popolo viola per difendere la Costituzione italiana..." Infatti proprio in Liguria il Pd candida Michele Fossa, piduista, già assessore alla sanità della giunta di Alberto Teardo. Ma che facce hanno??? E' davvero curioso vedere il popolo "libero" e "indipendente" scendere in piazza contro il "regime piduista" con chi resuscita i piduisti! Insieme al PD, sinistre varie vi era anche l'Idv di Di Pietro, che già cercò di canidare a Genova un alto esponente della P2, coinvolto nel tentato Golpe Borghese, alias Filippo De Jorio (e poi ne candidò uno in Sardegna, Giuseppe Aleffi).
Tra gli slogan nazionali della manifestazione di oggi ricorrevano, inoltre, quelli che richiavano Sandro Pertini... ma Pertini si scagliò senza mezzi termini contro il clan Teardo (che poi sarà condannato) mentre Craxi lo difendeva e proprio quando scoppiò lo scandolo P2 disse (senza tentennamenti e senza sconti nemmeno ai socialisti di Savona, tra cui Teardo): "Nessuno può negare che la P2 sia un'associazione a delinquere".
Intanto il popolo continua a bere e mangiare popcorn come al cinema e non si accorge che i due POLI non sono alternativi ma semplicemente COMPLEMENTARI, dove non arriva l'uno arriva l'altro, tenendo fede al copione che li mostra in pubblico sulle barricate ed in privato nella grande comune orgia del Potere. 
E visto che l'illegalità è patrimonio condiviso dai due schieramenti - e basterebbe leggere le carte che escono dalle inchieste (tutte e non solo una parte, non solo le parti che fanno comodo) dalla Liguria, alla Puglia, dalla Campania alla Toscana e così via - si dovrebbe capire che stando dentro al "sistema" le cose non le si cambia. Pensate un attimo se mai un medico, davanti ad una grave patologia dicesse al paziente, per farlo stare tranquillo di non curarsi, che poi tutto passa? Il paziente davanti alla "favoletta" avrebbe un solo destino: la morte!
Chissà poi cosa direbbero se scoprissero che Claudio Burlando, candidato alla Presidenza della Regione Liguria (senza primarie ed acclamato dalle nomenklature che passano dall'Udc a Rifondazione & C, passando per l'Italia dei Valori e la cd. "società civile") oltre ad essere il nome ricorrente nelle indagini locali (Sanità, Appalti, per arrivare agli amici (suoi) come i Mamone) è anche coinvolto in un indagine della Procura di Milano per il Porto di Lavagna del vecchio Jack Roc Mazreku?
Pare anche che il popolo che scende in piazza per il "rispetto delle regole" si sia anche scordato che la vergogna delle firme taroccate per la presentazione delle liste alle prossime regionali, in Liguria, non è solo quella del Pdl e alleati, ma anche del Pd e alleati.
Di seguito alcune nostre rifressioni di questi giorni che spiegano perchè non abbiamo aderito ad alcuna manifestazione ed una nota di uno degli esponenti del Popolo Viola di Genova che si è ritrovato in piazza partiti e politici che cercavano di mettere la loro etichettina ed inglobarsi la mobilitazione di quandi sono scesi in piazza da cittadini indipendenti e liberi... forse i Partiti e politici locali erano convinti che anche a Genova ci fosse un Mascia pronto ad assecondare gli interessi di partito... e certamente ce ne sono di Mascia, tra i politici e gli emissari di partito, innestati in questo movimento, ma hanno vita un po' dura per i loro disegni, speriamo non solo oggi. Bisognerà solo vedere se il popolo Viola di Genova saprà affermare la propria indipendenza e tenere (o mettere) fuori dalla porta partiti e politici (e colonizzatori mascherati)...




10.03.2010 - Ufficio di Presidenza
Breve riflessione su in-coerenza e ipocrisie partitiche... (e di piazza)

Il PD scende in piazza per la Democrazia e la Costituzione? DI PIETRO scende in piazza per la Democrazia e la Costituzione? Ma...

(a) non erano proprio i leader del PD che fecero la Bicamerale, modificarono la Costituzione (come piaceva a Previti) con il "Giusto Processo", violato per primi l'art. 11 con la Guerra "umanitaria" in Kossovo e legittimato la modifica della Costituzione a maggioranza?

(b) non era proprio DI PIETRO che per scrivere il suo libro sulla Costituzione chiede al picconatore - già ben noto - Francesco COSSIGA di scrivergli la prefazione, e che ogni volta che può ci ricorda, come quando parla di IMPEACHMENT, che lui la Costituzione proprio non la conosce?

E ancora, sento riecheggiare dei Partiti che si apprestano a scendere in piazza, della legge porcata di Calderoli... ma non sono poi quegli stessi partiti, diessini in primis, che hanno anticipato il Calderoli con la legge elettorale della Regione Toscana (dove sono alleati con DI PIETRO)?

Il problema della Democrazia italiana sono i Partiti, questi partiti. E' questo sistema che ha prodotto Berlusconi e non viceversa. Sono questi partiti che dopo la Tangentopoli del 1992 hanno lavorato per perfezionare il sistema della corruzione, delle commistioni di interesse... delle collussioni e complicità con le mafie. Sono questi partiti che qua e là riportano alla luce piduisti (una volta Di Pietro in Sardegna, dopo il tentativo in Liguria, oggi il Pd, sempre in Liguria).

Parlano di difesa della Costituzione e sono i primi che hanno cancellato, insieme alla cd. "sinistra radicale" di Rifondazione, Pdci e cespugli vari, la laicità a suon di nomine, concessioni e sovvenzioni milionarie agli enti ecclesiastici (a partire da quelli con gli uomini dell'Opus Dei).

Parlano di Democrazia e poi, questi partiti sono strutturati come blocchi di potere, con associazioni e fondazioni riservate dove l'orgia del potere e delle commistioni non ha freni o dove è il modello del clan familiare a gestire il tutto, come nel partito del democraticissimo (sic) Di Pietro.

Parlano di "responsabilità" e sono i primi che hanno omesso sistematicamente di approvare una legge sulla "responsabilità giuridica" dei partiti, così che, ben prima della depenalizzazione del falso in bilancio, i bilanci dei partiti potevano essere tranquillamente falsi!

Parlano di Giustizia e sono i primi che hanno varato nella scorsa legislatura una Commissione Antimafia con soggetti indagati dai magistrati dell'Antimafia, che hanno negato la possibilità di avere una Commissione d'Inchiesta sul G8 di Genova (ah Di Pietro ha portato in Parlamento uno dei più accaniti difensori delle violenze di Genova, On. Giovanni Paladini!)...
ed ancora che: hanno evitato sistematicamente di rendere efficace la normativa antimafia e di confisca piegandola ad una sorta di clientela monopolista in cambio di sostegno politico... per non entrare nel merito delle leggi sulla Giustizia e sui tagli ai reparti investigativi ed alla Magistratura (provvedimenti in perfetta linea con i provvedimenti del centrodestra, ma con la sola differenza che Berlusconi non era premier).

Nelle inchieste sulla corruzione, così come sulle gare taroccate o le grandi speculazioni, ed ancora sulle collusioni, questi partiti ci sono tutti dentro, in armonia perfetta con gli esponenti del centrodestra. E come i vertici del centrodestra, ogni qualvolta qualcuno venga beccato, urlano al tradimento, al fenomeno individuale e fanno l'impossibile per scaricare i galoppini che erano serviti al gioco sporco.

E questi partiti scendono in piazza per difendere la Democrazia, la Costituzione?
Si, hanno anche questa faccia e sanno che qualcuno, all'urlo del "Golpe" e di "Regime", ridarà loro un di credibilità.

E qualcuno scenderà in piazza al loro fianco pensando di servire in questo modo il Paese ed il cambiamento?
Si, perché l'incoerenza politica è lo specchio della società, di una società che pare proprio non voler pensare!

La Primavera tarda a venire... gli italiani sono in letargo e quando aprono, assonati, gli occhi partecipano al gioco che i partiti, questi partiti, gli hanno preparato, così poi tornano a dormire perché tanto ci sono i partiti, questi partiti, che pensano al domani!

Se ci si rendesse conto che i due blocchi urlanti sono complementari, allora la Primavera sarebbe più vicina. Ma oggi siamo lontani, bisognerebbe pensare ed agire conseguentemente e per gli italiani, anche quelli delle "piazze" pare un impresa impossibile!


10.03.2010 - Ufficio di Presidenza
Troppa confusione (voluta) tra responsabilità "politica" e responsabilità "penale"...

Non ce la facciamo più. C'è troppa confusione e la confusione fa male, troppo male alla conoscenza, all'informazione e, quindi, all'impegno civile.

Che questa confusione sia stata - e venga tutt'ora - perpetuata da pezzi del "sistema" è normale, anzi scontato. Il problema è quando questa confusione la fanno quelli che dovrebbero - e vorrebbero - essere gli anticorpi civili, cioè i movimenti.

L'obiettivo del Potere è normalizzare e per farlo a volte gli occorre destabilizzare. Se la cosiddetta "società civile", più o meno inconsapevole, gli va dietro, la quadratura del cerchio perseguita per salvaguardare il "sistema" è bella che fatta.

Uno dei fattori cardine su cui si genera questa confusione e si alimentano "scontri" inverosimili e surreali è proprio la confusione tra "responsabilità politica" e la "responsabilità penale".

Paolo Borsellino per primo aveva cercato di spiegarcelo con il suo lavoro e le sue lezioni nelle scuole. Anche Caponnetto aveva perseguito lo stesso obiettivo nel suo viaggio di semina tra le nuove generazioni.

Eppure sono proprio quei movimenti di piazza, in cui il "sistema" dei partiti ha saputo (per l'ennesima volta) innestarsi, e che si rifanno proprio a Borsellino, ad esempio, che vivono nella perenne confusione tra queste "responsabilità".

Alcuni esempi.

Giulio Andreotti, con reato commesso ma prescritto, non ha avuto alcuna sanzione penale. Questo vuol dire che sia pulito? Certo che no, perché al di là della "responsabilità penale" vi è una "responsabilità politica", pesante come un macigno, che però la politica tutta non ha voluto riconoscere (ci ricordiamo che, ad esempio, l'ultimo Governo Prodi, con Di Pietro ministro, è nato e vissuto grazie proprio al voto del sanatore a vita che ne condizionava pesantemente, persino, le scelte, come sui Dico?).

Massimo D'Alema e Nicola Latorre, sono usciti di scena dal punto di vista giudiziario per la vicenda delle scalate bancarie (Unipol-BNL). Ma gli elementi emersi dall'indagine hanno messo in evidenza un comportamento, scelte ed atti che rappresentano una inequivocabile "responsabilità politica" in quella vicenda. Ma la politica tutta, di nuovo, non ha voluto prendere atto di quella responsabilità, con la scusa che penalmente quei fatti non hanno avuto conseguenza.

Clemente Mastella è stato ed è al centro di diverse inchieste. Al momento non ha avuto manco mezza condanna, potrebbe averla - dal punto di vista penale - come potrebbe non averla mai, ma la responsabilità di una gestione clientelare-familista della politica è palese e conclamata. Anche qui si tratta di "responsabilità politica" che non viene riconosciuta dalla politica con la motivazione che, al momento, non vi è alcuna responsabilità "penale" accertata.

Silvio Berlusconi è stato al centro - ed è al centro - di inchieste giudiziarie pesantissime. Anche qui per accertare le "responsabilità politiche" occorre aspettare la risultanza degli accertamenti sulla "responsabilità penale"? Certo che no, ma il problema permane: dal punto di vista "politico" nessuno vuole riconoscere le "responsabilità politiche", nemmeno l'Opposizione (tutta, anche Di Pietro o quella di piazza) che infatti muovono e fondano le proprie critiche esclusivamente sugli aspetti "giudiziari", avvallando di fatto l'idea che via sia uno "scontro" tra poteri dello Stato.

Stesso discorso vale per Di Pietro e le sue pesanti ombre e così via per tutti i politici, ovvero per coloro che si candidano a gestire o gestiscono la cosa pubblica, così come per quanti si assumono il compito costituzionale di rappresentanza del popolo. Prendiamo Calogero Mannino: le responsabilità politiche di costui - e della sua vecchia corrente democristiana - nei profondi e indicibili rapporti con Cosa Nostra, rappresentano un elemento di "responsabilità politica" indipendente dall'aspetto penale e quindi dall'esito che gli elementi raccolti hanno avuto nel procedimento giudiziario.

Non è ancora chiaro? Comprensibile dopo tanti anni di confusione e semplificazione. Proviamo a vederlo all'incontrario con alcuni altri esempi.

Vi sono migliaia di persone che vengono condannate, nel silenzio assoluto, perché rubano cibo per sopravvivere. Questi hanno una accertata responsabilità penale, ma per questo non li si può marchiare di infamia, eppure nella generalizzazione avviene anche questo.

Vi sono molteplici cittadini che manifestando, ad esempio contro opere scellerate e dannose per l'ambiente e la salute (pensiamo solo ai movimenti campani contro gli inceneritori o ai notav della Val Susa), finiscono in tribunale perché magari gli si è stato contestata "l'interruzione di pubblico servizio" o "resistenza a pubblico ufficiale". Magari vengono pure condannati. Questa quindi sarebbe una responsabilità penale, ma significa che questi cittadini dei movimenti devono essere banditi dalla vita pubblica? Per assurdo, con la logica della semplificazione vigente, si. E così magari può anche avvenire, per fare un ultimo esempio, per giornalisti o semplici cittadini che pubblicano inchieste o notizie, ma - non in grado di avvalersi di una adeguata difesa - davanti ad una citazione a giudizio in civile o responsabilità penale per diffamazione, finiscono soccombenti (nel civile) o condannati (nel penale).

Chiaro? Speriamo, ma per sicurezza facciamo un ulteriore passaggio.

Le inchieste di De Magistris.
Alcuni errori nelle procedure, commessi dal pm De Magistris - che hanno violato alcune delle regole che gli inquirenti devono rispettare a tutela di ogni indagato (in uno Stato di Diritto funziona così!) - hanno reso inutilizzabili alcuni elementi di prova. Le inchieste sono andate avanti con altri pm (mentre qualcuno urlava al blocco delle inchieste), con gli elementi utilizzabili. Alla fine è venuto fuori che molteplici indagati (ad esempio in un primo tempo Mastella e poi Loiero e Chiaravalloti) sono stati assolti. Questo perché si sono confuse "responsabilità politiche" evidenti con le "responsabilità penali" che invece non erano sussistenti o adeguatamente provate.

L'ultimo esempio è quello sulla tanto richiamata P2. Anche qui vi è una responsabilità politica per quanti hanno concorso al disegno della loggia di Licio Gelli, da una parte, mentre dall'altra vi è una responsabilità penale che è stata oggetto delle attenzioni dell'Autorità Giudiziaria. Bene. Oggi troviamo piduisti ovunque. Con il centrodestra e con il centrosinistra. In Liguria, ad esempio, al fianco dell'IdV (che già qui voleva candidare nel 2001 un piduista come Filippo De Jorio - coinvolto nel tentato Golpe Borghese), c'è il PD che alle prossime elezioni regionali candida un piduista, già assessore alla Sanità della giunta regionale di Alberto Teardo (travolta dal primo grande scandalo sulla corruzione che fece tuonare il tanto richiamato Sandro Pertini). Si tratta di Michele Fossa, candidato dal partito di Bersani & C. Adesso: se la responsabilità penale non ci interessa, la responsabilità politica dei piduisti è conclamata. Perché però è ricordata solo per alcuni e per altri no? Sabato prossimo per manifestare contro il "regime" ci sarà una manifestazione che nazionalmente vede uniti PD, IdV, sinistre varie ed il "popolo Viola"... a Genova ci saranno nella stessa piazza, insieme, coloro che condannano "politicamente" i piduisti ed il Pd che candida il piduista e l'Idv che, nella sua breve esistenza, ne ha resuscitati diversi. Non è male!

Se non bastasse, se qualcuno ha ancora qualche dubbio: in Liguria il centrosinistra che scenderà in piazza con il Popolo Viola, alle elezioni regionali si presenta insieme all'Udc, dopo aver nominato proprio a Genova il cugino ("onorato" di esserlo) di Salvatore vasa vasa Cuffaro come rappresentante del Comune di Genova nel Cda dell'Istituto Gaslini... E' sempre quella Udc che ha portato alle ultime elezioni politiche - e ne va fiera - in Parlamento Cuffaro e Mannino. Con che faccia, in quella piazza - di nuovo davanti alle "responsabilità politiche" e non per per quelle "penali" - si potrà urlare contro chi porta gli amici dei mafiosi in Parlamento?

Se volessimo potremmo andare avanti, con gli esempi sulle responsabilità "politiche" della devastazione ambientale, delle speculazioni edilizie, della lottizzazione della Sanità... della corruzione, delle collusioni e del grande riciclaggio... fatti che non sempre hanno anche rilievi (o adeguate prove) penalmente perseguibili. Non lo facciamo, eventualmente ci tornemo sopra, per rendere l'idea che è la "responsabilità politica" che dovrebbe essere la discriminante per valutare la politica, senza aspettare o delegare la magistratura.

Speriamo solo che ora si capisca perché, se non sgombra il campo dalla confusione, è sempre il "sistema" (quel sistema che la "piazza" dichiara di voler combattere ed abbattere) che vince.

La maturità di un popolo, la sua capacità di critica e libertà, si misura sulla capacità di valutare le responsabilità "politiche" indipendentemente dalle responsabilità "penali". I fatti, ad esempio, che emergono grazie ad inchieste giudiziarie, possono e devono essere valutati non solo dal punto di vista penale - che compete esclusivamente alla magistratura-, ma anche da un punto di vista politico. Ma attenzione: i fatti accertati, riscontrati che emergono dalle inchieste, non le opinioni o interpretazioni di "frammenti" che non hanno riscontri, altrimenti si cadrebbe di nuovo in una distorsione della realtà, come nel caso degli Spatuzza e dei Ciancimino!


13.03.2010 - Genova.Repubblica

dai commenti sulla manifestazione a Genova

Sono uno dei membri del Popolo Viola ma parlo a titolo personale pur essendo fra gli organizzatori della manifestazione!

Ci tengo a ribadire un concetto che ho espresso più volte oggi, affinchè sia chiaro e trasparente che pur avendo partecipato le sopracitate sigle, il Popolo Viola è APARTITICO e rifiuta qualsiasi etichetta vi venga apposta! Se le persone aderiscono al nostro movimento è perchè credo siano intrinsecamente convinte che questo sistema di governo - opposizione sia un tutt'uno che ha contribuito in questi ultimi 15 anni a farci sprofondare nel baratro in cui ci troviamo!

Dico questo perchè nutro molta diffidenza nei confronti dei partiti, soprattutto quando fanno ANTIBERLUSCONISMO PREELETTORALE.. l'opposizione va fatta a 360° e non solo quando si avvicinano le elezioni... è la terza volta che scendiamo in piazza a Genova dal 5 dicembre, ma i partiti si son fatti vivi solo a 15 giorni dalle elezioni :) detto questo, bravi tutti!

Francesco Tasso
www.popoloviolagenova.tk

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