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Genova dove vota la mafia ed i politici si mostrano devoti (incassando anche alle Primarie)

Cosa Nostra ed 'Ndrangheta unite nella lotta potrebbe essere lo slogan (anche) della "nuova" politica. Soprattutto in quella Valpolcevera "colonia" da lunghi decenni delle organizzazioni mafiose. Abbiamo già parlato più volte di questo scenario e la realtà non cambia. Come nel resto della regione anche qui il condizionamento del voto passa anche dalle Primarie del PD. Non è una novità. E' solo una conferma quella arrivata domenica dalle "elezioni" interne che hanno incoronato la PAITA Raffaella, prescelta erede di garanzia del patto SCAJOLA-BURLANDO e, con esso, di quegli equilibri indicibili che hanno devastato, in intrecci e ricatti perversi, questa regione e questa città. Dopo la prima puntata generale, sul condizionamento del voto regionale dagli anni Ottanta, e dopo la seconda puntata, sul ponente savonese, arriviamo alla terza…

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Politica e voti tra Massoneria e 'Ndrangheta nel ponente savonese (dove anche le Primarie PD sono inquinate)

Proseguiamo l'analisi del contesto ligure, dove ieri come oggi, i poteri occulti (e criminali) continuano nel condizionare la politica, il voto, la gestione del territorio come dell'economia. Uno scenario già tracciato da inchieste e fatti che ci si ostina a far cadere nel dimenticatoio, negandoli o minimizzandoli, colpevolmente. Noi non stiamo in silenzio e portiamo gli elementi documentali, i fatti, in campo aperto. Solo affrontando la realtà per quello che è, si può capire ed affrontare alla radice il problema. Un merito le primarie del PD di domenica scorsa in Liguria lo hanno avuto: aver cristallizzato non solo il "patto di potere" tra i blocchi di SCAJOLA e BURLANDO, ma anche che in questa terra del nord, specchio della peggiore Calabria, si registrano voti che puzzano in quei territori da decenni colonia della 'ndrangheta (e di Cosa Nostra in taluni, più rari casi) e della ragnatela massonica della peggior specie quale quella di teardiana memoria...

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Appunti sull'odore dei voti - (certamente) dagli anni Ottanta la Liguria prigioniera (anche alle Primarie)

Non se ne esce. Passano i decenni e non cambia il puzzo di certi voti. Non c'è cambiamento nemmeno quando cambiano i partiti, sorgono nuovi movimenti, scendono in campo generazioni "giovani". Il puzzo di certi voti permane devastante nel condizionare le tornate elettorali. Ed è così che si piega la democrazia, negandola, di fatto, nella sostanza. A questa prigione non sfuggono nemmeno le Primarie del PD…

Il primo (ed unico) presidente di una Regione di questa nostra Italia che finì in carcere per 416-BIS è stato il Presidente della Regione Liguria. Il suo nome era Alberto TEARDO. Il suo blocco di potere poggiava su due pilastri: massoneria e 'ndrangheta...

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